Parliamo di…
NewComm, la Mostra Convegno
che ha debuttato a Bologna dal 18 al 21 settembre, si è appena concluso; e
già siamo alla vigilia del tradizionale appuntamento dell’IFRA, fissato per
quest’anno ad Amsterdam dal 13 al 16 ottobre. Si tratta dell’ennesimo segno
di overdose di appuntamenti fieristici, oppure il rapidissimo evolvere
delle tecnologie e l’affollarsi dei temi che attengono al loro utilizzo
spingono ad infittire le occasioni di incontro tra fornitori di soluzioni
ed operatori dell’industria editoriale? Probabilmente hanno fondamenta
entrambe le interpretazioni; ed in Italia, problemi contingenti e di
prospettiva che le aziende si trovano quotidianamente ad affrontare
sottolineano l’esigenza di utilizzare ogni circostanza per approfondire
analisi che riguardano da vicino il futuro della comunicazione.
Probabilmente hanno fatto il loro tempo la “fiera generalista” e la
conseguente rassegna tecnologica che puntava, in primo luogo, alla
enfatizzazione della novità fine a se stessa, trascurando l’approfondimento
e, soprattutto, lo scambio di opinioni e di esperienze su singoli settori
dell’attività produttiva, senza sottovalutare il loro impatto sulle
strategie aziendali e sulla politica di marketing.
Una conferma chiara in tal senso viene proprio da Bologna e dal successo
indiscutibile riscosso da NewComm, sia per il consistente ed ininterrotto
afflusso agli stand della Mostra, sia per il largo interesse raccolto dal
Convegno svoltosi venerdì 18 per iniziativa dalla FIEG in collaborazione
con INES-IFRA. Il tema prescelto – la sfida dell’on-line e l’impatto sulla
informazione a mezzo stampa – era ed è indubbiamente stimolante, così come
illuminanti sono risultate le esperienze riferite da esponenti di giornali
e di gruppi stranieri e da qualificati rappresentanti del mondo editoriale
italiano; grandi quotidiani nazionali accanto a giornali locali; i maggiori
gruppi di periodici e case che, in modo pressocché esclusivo, editano
pubblicazioni specializzate.
Nessuno si attendeva risposte capaci di dissolvere d’un colpo i tanti
interrogativi che affollano lo scenario futuro; ma unanime è risultata la
convinzione di essere chiamati ad interagire in una realtà composita, dove
le forme di comunicazione tradizionali e nuove sono destinate ad operare
contestualmente, affinando le peculiarità che distinguono ognuna di esse.
La capacità di richiamo del Convegno FIEG -IFRA, peraltro, non ha messo in
ombra una inedita forma di incontro e dibattito tra fornitori ed
utilizzatori – I “Novanta minuti” della “Piazzetta” – che hanno fatto
registrare, in ogni circostanza, il “tutto esaurito”. Per sintetizzare al
massimo, possiamo quindi affermare che la prima edizione di NewComm,
organizzata da Centrexpo, ha confermato la validità di una scelta che si
proponeva e si propone di colmare un vuoto che permaneva nonostante
l’affollarsi delle manifestazioni fieristiche.
Forse per la prima volta, in circostanze del genere, si è riusciti ad
analizzare nel concreto i problemi del pre-press, evitando
settorializzazioni (i giornali, il “comparto grafico” tanto per intenderci)
superate dall’evolvere della realtà tecnologica del digitale e dalle
offerte del mercato. L’interesse e la partecipazione delle diverse
tipologie di operatori del mondo della comunicazione, cancellano ogni
dubbio sulla caratteristiche della scelta ed incoraggiano a proseguire con
determinazione sulla strada imboccata.
Carlo Lombardi
