Il mercato delle macchine grafiche oltre i duemila miliardi

Soddisfazione e prudenza:
questo, in sintesi, il quadro dell’industria grafica italiana che emerge
dall’annuale Assemblea dell’ARGI, l’associazione che riunisce i
rappresentanti italiani di produttori esteri di macchine per l’industria
grafica, cartotecnica ed affini, svoltasi a Milano lo scorso 28 gennaio.
Anno dopo anno, l’Assemblea dell’ARGI è divenuta un appuntamento fisso per
gli operatori del settore e per la stampa specializzata: i dati sul consumo
nazionale di macchine grafiche che vengono resi noti in questa occasione,
infatti, costituiscono un termometro assai sensibile del consumo di carta
stampata nel nostro Paese e quindi, indirettamente, dello stato di salute
dell’intera industria grafica italiana.

1995 e 1996: un trend positivo
Dato il periodo nel quale tradizionalmente si svolge l’Assemblea (i mesi di
gennaio o di febbraio), i dati relativi al 1996 sono solo parziali, ma è
comunque possibile effettuare previsioni attendibili sull’anno appena
trascorso.
Nella sua relazione, il Presidente dell’ARGI Riccardo Beretta ha
sottolineato come il 1995 sia stato per l’industria grafica, ed in
particolare per i produttori ed importatori di attrezzature per l’industria
grafica, un anno estremamente positivo: il consumo di macchine grafiche in
Italia, infatti, è tornato a superare il controvalore di 2.000 miliardi,
riportandosi ai livelli dei primi anni Novanta dopo un periodo difficile
culminato con il 1993, anno in cui il consumo di macchine grafiche nel
nostro Paese crollò del 26,5 per cento, restando al di sotto della soglia
dei 1.500 miliardi. Rispetto al 1994, il consumo nazionale nel 1995 è
salito del 45 per cento; dal canto loro, le importazioni hanno fatto
registrare un incremento del 50 per cento, occupando una quota del mercato
nazionale pari al 65-70 per cento.
Il 1996, per il quale non sono ancora disponibili i dati definitivi, sembra
aver mantenuto gli stessi livelli del 1995, con un lieve incremento del
consumo nazionale. Il settore della carta stampata è rimasto quindi, negli
ultimi due anni, vivo e vitale.
La ripresa manifestatasi a partire dal 1995, peraltro, ha beneficiato di
alcune condizioni particolari:
– l'”effetto Drupa”, che ha sicuramente influito positivamente sulla
domanda del settore grafico;
– le leggi a sostegno di tutti i settori, come per esempio la “legge Tremonti”;
– la ripresa degli investimenti dopo tre anni di stasi.
La concomitanza di queste condizioni ha spinto alcuni osservatori a
considerare l’incremento verificatosi nel 1995 come contingente e
momentaneo; e tuttavia, la sostanziale tenuta del mercato verificatasi nel
1996 indica chiaramente come la ripresa degli investimenti al livello
dell’inizio degli anni Novanta, sia pure agevolata da fattori contingenti e
non ripetibili, risponda ad una vera e propria ripresa del mercato. Per
quanto riguarda il 1996, ai residui delle condizioni particolari sopra
esposte si è aggiunto il fatto che la lira ha recuperato valore rispetto
alle principali divise europee, agevolando la ripresa delle importazioni
che negli anni precedenti erano risultate penalizzate dalla svalutazione
della nostra moneta.
Resta comunque valida la valutazione di fondo: il settore della carta
stampata è vivo e vitale, e le risposte fornite dal mercato nel biennio
1995/96 ne sono una chiara dimostrazione.

Quali prospettive per il futuro?
La soddisfazione per i brillanti risultati del biennio appena trascorso non
devono tuttavia indurre a credere che il futuro sia privo di incognite. Un
primo dato dovrebbe far riflettere: nonostante due anni di forte crescita
del mercato delle macchine grafiche, i consumi sono tornati allo stesso
livello dell’inizio degli anni Novanta.
La domanda da porsi è: possiamo immaginare per il futuro un ulteriore
incremento nel consumo di carta stampata e, di conseguenza, una crescita
della domanda di macchinari grafici? Sotto questo aspetto, l’opinione di
Beretta è che solo l’introduzione di sostanziali innovazioni tecnologiche
potrà spingere il mercato verso nuovi, massicci investimenti, così come
avvenne tra il 1988 e il 1991, quando l’intero processo di produzione, dai
sistemi di prestampa ai processi di stampa ed allestimento, fu investito da
profonde e significative innovazioni.
Quali, in concreto, le innovazioni tecnologiche che si prospettano per il
futuro a breve e medio termine? La relazione del Presidente ARGI individua
in particolare due aree:
1. lo sviluppo del settore della pre-stampa all’interno della più vasta
area della comunicazione globale: gli editori richiedono con sempre
maggiore insistenza strumenti di elaborazione delle informazioni che
riescano a gestire una molteplicità di possibili supporti di diffusione: in
primo luogo la carta, che continuerà per molti anni ancora ad essere il
principale veicolo di informazione, ma anche – e con sempre maggiore
frequenza – i nuovi sistemi digitali: banche dati, CD-ROM, Internet;
2. Il nuovo settore della stampa digitale, che da qualche anno si è
affacciato nel settore grafico ed è già in forte espansione. Ci sono
ancora, occorre riconoscere, limitazioni tecniche legate alla qualità o
alla velocità di stampa, ma questo è avvenuto per tutte le grandi
innovazioni tecnologiche intervenute nel settore grafico.