Dalle reti private virtuali al commercio elettronico

Uno dei vantaggi più
significativi delle aziende del settore dei servizi telematici è certamente
la possibilità di operare con successo anche in contesti che per altri
settori potrebbero essere considerati periferici. A Civitanova Marche, in
provincia di Macerata, opera una società, CM Telecommunications SpA
(www.cmt.it), nata all’inizio del 1995 e che si segnala per l’innovatività
dei servizi offerti ai potenziali clienti: banche, pubblica
amministrazione, aziende, organizzazioni per le quali rapidità ed
efficienza nella gestione dei flussi informativi costituiscono fattori di
primaria importanza. TecnoMedia è andata a dare un’occhiata, convinta che
le aziende editoriali non possano rimanere estranee a quanto di nuovo si
profila sul mercato delle telecomunicazioni, nella prospettiva sempre più
ravvicinata della liberalizzazione dei servizi. Cogliere in tempo le
opportunità che si prospettano costituisce l’unico modo per evitare il
rischio di rimanere indietro e di perdere quote di mercato di lettori e di
inserzionisti.

I servizi di telecomunicazione: non solo Internet
Primo obiettivo di CM è stato quello di creare una rete di servizi
telematici a valore aggiunto, denominata SpecialNET. Oltre a disporre di
una serie di caratteristiche comuni a tutte le reti collegate a Internet,
quali la possibilità di accesso tramite collegamento urbano a partire dai
POP sparsi sul territorio nazionale, SpecialNET offre una serie di servizi
specificamente tarati sull’utenza affari: in primo luogo la continuità
delle operazioni, assicurata da un sistema di backup continuo delle linee
sorvegliato da un NOC (Network Operations Center) attivo 24 ore al giorno,
365 giorni l’anno; quindi la sicurezza delle transazioni, garantita con
sistemi sia hardware che software come la crittografia a doppia chiave; e
infine il sistema di tariffazione, che avviene sulla base del traffico dei
dati effettivamente generato dall’utente e non a forfait come avviene con
altri providers.
La messa in opera di SpecialNET ha messo CM nella condizione di offrire a
potenziali clienti che intendano affidare in outsourcing la gestione delle
proprie infrastrutture di trasmissione dati la realizzazione su misura di
reti private virtuali per gruppi chiusi di utenti; in questo caso, CM
acquisisce in primo luogo le linee di teleco-municazione che costituiscono
la rete del cliente, ridisegna l’architettura del network in modo da
allocare le risorse in maniera ottimale, ed infine implementa la rete con i
servizi a valore aggiunto sopra descritti, ai quali si aggiunge
l’integrazione tra fonia e dati, l’ottimizzazione delle infrastrutture di
rete a seconda dei flussi di traffico previsti, la garanzia assoluta della
continuità del servizio e della sicurezza delle transazioni.

La Presenza su Internet e il Market Book
Circa il 40% delle pagine Web presenti su Internet è occupato da aziende
interessate ad entrare in diretto contatto con i propri potenziali clienti.
Per queste aziende, l’utilizzo di uno spazio su Internet può evitare la
necessità di dotarsi di una costosa rete di rappresentanti, e potrebbe in
prospettiva diventare una alternativa all’acquisto di spazi pubblicitari
sui tradizionali mezzi di comunicazione. Man mano che la crescita del World
Wide Web ha assunto caratteri di vera e propria esplosione, le aziende con
uno spazio Internet si sono trovate di fronte al solito grande problema:
farsi vede-re, farsi conoscere, far passare” il potenziale cliente davanti
alla propria vetrina virtuale. La pubblicità, intesa come stru-mento di
comunicazione che riesca a far arrivare all’utente i messaggi dell’azienda,
torna quindi in primo piano.
Oggi sono presenti sul mercato numerose società che supportano le aziende
nella progettazione, nella realizzazione, nell’attivazione in rete e nella
gestione di un sito Web. La scelta di CM è stata quella di offrire un
ulteriore valore aggiunto, migliorando la visibilità dei servizi Internet
delle aziende attraverso Market Book, un catalogo interattivo, accessibile
all’indirizzo www.mbook.com, al cui interno sono presenti circa 50.000
aziende di tutto il mondo con circa 500 nuovi ingressi giornalieri,
suddivise in oltre 600 categorie merceologiche. Chi si collega con Market
Book alla ricerca di una azienda, un prodotto, un servizio, può effettuare
la ricerca utilizzando diversi criteri: immettendo semplicemente la ragione
sociale dell’azienda se la conosce, la categoria merceologica, l’area
geografica, il tipo di prodotto o servizio, le parole chiave, oppure una
combinazione di tutti questi criteri. Una volta individuata l’azienda alla
quale è interessato, l’utente può infine accedere al relativo sito Internet
tramite collegamento ipertestuale.
Obiettivo di CM è quello di fare di Market Book il punto di partenza per
quanti usano Internet per effettuare ricerche commerciali, offrendo allo
stesso tempo un formidabile strumento di marketing alle aziende che
decidono di dare maggiore visibilità al proprio sito su Market Book tramite
banner pubblicitari o attraverso l’inserimento del proprio nome nella lista
dei “Top Sites”, una sorta di “vetrina ad alta visibilità” accessibile da
tutte le pagine di Market Book. Un altro servizio di supporto al marketing
dell’azienda, collegato al Market Book, è rappresentato dai “Report
Statistici”, che consentono di avere una serie di dati e grafici su numero
e tipologia dei contatti raggiunti e di conoscere il gradimento e
l’interesse suscitato dai propri prodotti.

Dall’home banking alla banca virtuale
Gli istituti di credito sono tra i maggiori utilizzatori di servizi di
telecomunicazione a valore aggiunto: si pensi solamente ai collegamenti tra
le filiali o alla gestione dei sistemi di pagamento elettronico (carte di
credito, bancomat, etc.) sempre più diffusi rispetto a contanti e assegni.
E man mano che i sistemi di “moneta virtuale” prendono il sopravvento sui
sistemi di “moneta reale”, si aprono nuove possibilità di distribuzione dei
servizi bancari: basti pensare ai terminali ATM evoluti, nati come
dispensatori di denaro contante e che oggi permettono di effettuare altri
servizi (estratti conto, pagamenti utenze etc.), oppure i servizi di “phone
banking” o di “home banking”.
E poi c’è Internet, che consente alle banche di fornire servizi di home
banking evitando al cliente la necessità di disporre di terminali videotel
o di installare un collegamento dedicato e, nello stesso tempo, mette a sua
disposizione un mercato di milioni di potenziali consumatori. Già oggi in
Europa sono 200 le banche che offrono sulla Rete servizi di varia natura.
Negli Stati Uniti ha appena festeggiato il primo anno di vita la Security
First Network Bank, il primo istituto di credito che opera unicamente sulla
Rete, offrendo una gamma completa di servizi che vanno dai conti correnti
liberi ai depositi vincolati, dall’emissione di carte di credito ai sistemi
di pagamento elettronico, ai certificati di deposito.
CM Telecommunications ha tra i suoi clienti un piccolo istituto bancario
marchigiano, la Banca di Credito Cooperativo di Civitanova Marche e
Montecosaro (cinque sportelli su tre comuni, una sessantina di dipendenti,
300 miliardi di patrimoni amministrati), per il quale ha messo a punto un
progetto pilota di home banking via Internet. Collegandosi con il sito
Internet della banca (www.mbook.com/bcc) e digitando una password privata,
il cliente della banca può effettuare non solo operazioni consultive, ma
anche dispositive, come per esempio saldo ed estratto conto, richiesta di
carnet di assegni, richiesta di prestiti, avvisi di insoluti, giroconti,
pagamenti, bonifici e così via.

Il commercio elettronico: realtà e prospettive
Abbiamo visto, da una parte, aziende che intendono proporsi al mercato
utilizzando Internet come strumento, e, dall’altra, istituti di credito che
vedono Internet come uno strumento per ampliare la gamma dei servizi da
mettere a disposizione della clientela nella prospettiva della “banca
virtuale”. Il naturale completamento di questo ciclo, che chiude il cerchio
tra l’offerta di prodotti e servizi e la domanda da parte del potenziale
consumatore, sono i sistemi di commercio elettronico, ovvero la possibilità
per chi si collega con il sito di una aziende di effettuare acquisti in
maniera semplice e sicura, utilizzando sistemi di pagamento elettronico
messi a disposizione da un intermediario finanziario. Secondo una stima
effettuata nell’aprile scorso dalla società di ricerche USA Forrester
Research, entro la fine del 1997 il 75% delle prime 1.000 aziende a livello
mondiale offrirà i propri prodotti sulla rete, ed entro il 2000 il
fatturato complessivo generato da sistemi di commercio elettronico supererà
i 20.000 miliardi di lire.
Sino ad oggi l’affermazione dei sistemi di commercio elettronico è stato
rallentato da due ordini di problemi: problemi di sicurezza delle
transazioni e mancanza di standard universalmente riconosciuti. Nel momento
in cui – e non è difficile prevedere che ciò possa avvenire entro pochi
mesi – questi problemi saranno avviati a soluzione, i sistemi di commercio
elettronico potranno crescere rapidamente in virtù dei vantaggi offerti:
all’acquirente (possibilità di effettuare acquisti in qualsiasi ora del
giorno, in maniera anonima, confrontando le offerte al fine di scegliere la
più vantaggiosa), al venditore (ampliamento della rete di vendita,
riduzione dei costi di marketing del prodotto), alle istituzioni
finanziarie (nuove possibilità di intermediazione), ai fornitori di servizi
Internet a valore aggiunto.
Per sfruttare al meglio le potenzialità dei sistemi di commercio
elettronico, CM Telecommunications ha realizzato un accordo con Open
Market, società nata nel 1994 con sede a Cambridge nel Massachusetts,
leader mondiale nei sistemi di commercio elettronico con il prodotto
OM-Transact, utilizzato tra gli altri da Time Warner, First Union National
Bank, British Telecom, MCI. Utilizzando questa soluzione tecnologica, CM
sta avviando un progetto pilota con la realizzazione di un centro nazionale
di commercio elettronico, affiancato alla Rete Nazionale Interbancaria.
La transazione commerciale si svolge con i seguenti passaggi:
– l’acquirente si collega con l’azienda presente in Market Book, seleziona
il prodotto-servizio che vuole acquistare, clicca sul tasto “compro”;
– il gestore del servizio trasmette le informazioni sull’acquirente alla
rete interbancaria per l’autorizzazione;
– ricevuta l’autorizzazione, l’acquisto viene confermato e le informazioni
sulla compravendita vengono trasferite alla banca per la contabilizzazione.

Quale futuro?
E’ presto per dire quanto tempo ci vorrà prima che i sistemi di commercio
elettronico possano diventare uno strumento di larga diffusione; le
variabili da prendere in considerazione sono infatti molteplici: l’aumento
del tasso di informatizzazione diffusa; la disponibilità capillare di
infrastrutture di telecomunicazione a larga banda e a basso costo; la
standardizzazione delle procedure e la definizione di standard minimi di
sicurezza nelle transazioni. Vi è poi un aspetto, collegato all’attività
commerciale in genere, che diventa di fondamentale importanza quando i
rapporti tra venditore e compratore non sono diretti ma “virtuali”: si
tratta dell’indispensabile rapporto di fiducia reciproca che deve crearsi
tra chi vende e chi compra.
Soluzioni di questo tipo potrebbero essere di grande utilità anche per i
quotidiani, che, facendo leva sul patrimonio di affidabilità e di
credibilità costruito nel corso del tempo, avrebbero buone probabilità di
successo nell’affrontare la sfida dei nuovi servizi commerciali, che
rischiano, se abbandonati ad altri attori, di erodere in maniera
significativa i ricavi pubblicitari delle imprese editoriali.