Un nuovo salone tecnologico per l’integrazione digitale
Si svolgerà a Bologna, dal 18 al 21 settembre del prossimo
1997, il nuovo salone dedicato alle tecnologie della comunicazione
digitale, battezzato NewComm. L’iniziativa è promossa da Centrexpo, la
società specializzata nella organizzazione di mostre per l’industria
grafica, cartaria e dell’imballaggio, con l’intento di offrire una nuova
opportunità di business ad utenti e fornitori di tecnologie digitali per
l’industria editoriale italiana in un’area, la cosiddetta pre-press
digitale, che sta rapidamente evolvendo in direzione di nuove forme
organizzative e produttive da un lato, e nell’apertura di nuovi mercati, il
più rappresentativo dei quali è senza dubbio riassunto dall’universo di
Internet.
I dettagli della nuova iniziativa sono stati illustrati nel corso di una
conferenza stampa di presentazione, che si è svolta a Milano l’11 ottobre
scorso.
NewComm: perché una nuova mostra-mercato?
Nel corso del triennio 1994/1996 hanno cominciato a delinearsi, con sempre
maggiore chiarezza, nuovi scenari per il mercato tecnologico ed editoriale,
sia in Italia che all’estero.
Il primo, e forse più vistoso, perché sotto gli occhi di chiunque frequenti
le fiere di settore, è la progressiva riduzione e razionalizzazione del
numero dei fornitori di tecnologie. Minori margini di profitto, una
progressiva semplificazione del ciclo produttivo grazie all’utilizzazione
massificata dell’informatica, hanno costretto, salvo rare eccezioni, molte
fra le società di minori dimensioni alla scomparsa. I grandi protagonisti
del mercato mondiale degli anni ottanta, come Atex e Crosfield, hanno
evitato quella sorte, ma sono stati interamente assorbiti da gruppi con
grande capacità finanziaria, cessando di fatto di esistere come singole
realtà aziendali. Atex è ormai una divisione del gruppo internazionale
Sysdeco, mentre Crosfield è stata integrata nelle strategie della Du Pont.
I due grandi gruppi hanno dato vita al loro interno a divisioni
specializzate nel business della grande industria editoriale.
Contemporaneamente, nell’area della grande industria editoriale hanno fatto
la loro comparsa i nuovi strumenti destinati alla comunicazione elettronica
“senza carta”: i CD-Rom, l’audiotext, i primi tentativi di “print on
demand” basati sulla trasmissione in facsimile e da ultimo, ma non per
questo meno importante, il “fenomeno” Internet. Gli editori di quotidiani e
periodici e le agenzie di stampa che decidono di sperimentare i nuovi media
di comunicazione digitale sono in progressivo aumento, sia in Italia che
all’estero, e vanno via via affiancandosi agli editori cosiddetti
multimediali, che hanno nei nuovi prodotti e nei servizi a valore aggiunto
il proprio core business.
Il terzo grande fenomeno, ormai sperimentato da tutti gli operatori del
settore, è la progressiva espansione delle tecnologie digitali all’interno
dell’industria editoriale. Dagli strumenti per il fotogiornalismo digitale
alla stampa “filmless”, dalla trasmissione on line delle pagine di
pubblicità su rete ISDN alla teletrasmissione broadcast di quotidiani per
la stampa in remote su plotter in formato A3, dalla videoimpaginazione ai
data base multimediali, il bit la sta facendo sempre più da padrone. Anche
se non mancano quanti lamentano l’espansione “invasiva” dell’informatica
nell’industria editoriale, è un fatto che sempre più spesso il tradizionale
termine di “pre-stampa” viene sostituito con quello di “pre -media”
digitale.
Il quarto fenomeno che sembra emergere in questo scenario di mutazioni è
intimamente legato proprio ai livelli di estrema sofisticazione nello
sviluppo del software grafico. Sembra paradossale, ma sono sempre più le
aziende che hanno cominciato ad intravedere, nel medio periodo, il rischio,
subdolo e pericolosissimo, che i virtuosismi nello sviluppo di soluzioni
ultra sofisticate diventino fine a se stessi, con il rischio di produrre
soluzioni che, alla fine, non servono a nessuno.
Questa paura, che potremmo definire un vero e proprio “timore
dell’inutile”, si riassume in un quesito: “vale proprio la pena di
lanciarsi in complessi progetti che assorbono enormi quantità di risorse in
termini di ricerca e sviluppo, o piuttosto non conviene creare rapporti di
collaborazione duratura fra fornitori ed utilizzatori, con lo scopo di
sviluppare solo ed esclusivamente ciò che interessa l’industria dei
contenuti?”
Da molte indicazioni che provengono dai principali soggetti dell’industria
grafica, sembra che questa seconda ipotesi sia fortunatamente preferita.
La constatazione che da un unico data base di informazione possano
scaturire prodotti anche diversi fra loro, come un quotidiano, un
periodico, un CD-Rom ed un servizio su rete Internet, e la strategia capace
di coinvolgere in misura sempre più rilevante gli editori nell’intero
processo di sviluppo delle nuove soluzioni non potevano non avere
conseguenze anche sul versante fieristico.
NewComm è la prima iniziativa italiana che si prefigge di rispondere
positivamente ai nuovi scenari dell’industria della stampa e della
comunicazione. Un salone delle tecnologie verso il quale far convergere la
nuova offerta nel settore del “pre media” digitale e, contemporaneamente,
una occasione per creare incontri qualificati fra tutti i professionisti
del settore, con nuove formule per favorire la crescente domanda di
approfondimento, per così dire, culturale delle nuove soluzioni e per
seguire da vicino, in compagnia dei grandi protagonisti, i progetti
editoriali e tecnologici più significativi.
Gli espositori
Negli articoli di approfondimento che pubblicheremo sui prossimi numeri di
TecnoMedia, entreremo nei dettagli delle numerose iniziative sul fronte
degli incontri fra i protagonisti del mercato. Come anticipazione, in
questa sede, basti solo dire che i promotori di NewComm hanno attribuito
tale importanza a questa serie di opportunità che hanno costituito un
apposito Comitato Scientifico per mettere a punto e coordinare le diverse
iniziative. Nei prossimi mesi, parallelamente alle attività del Comitato
Scientifico, verranno avviate una serie di ricerche di mercato in direzione
di editori, stampatori e fornitori.
I settori merceologici che saranno ammessi alla nuova mostra convegno
copriranno l’intera area delle tecnologie per la comunicazione digitale.
Sfogliando l’elenco, una cui sintesi pubblichiamo a parte, si incontrano
almeno otto grandi raggruppamenti:
– pre media digitale
sistemi editoriali nelle loro diverse articolazioni, soluzioni desk top
publishing per studi di comunicazione e per services commerciali, strumenti
per la redazione, la tipografia ed il trattamento digitale della
pubblicità , archiviazione e database publishing;
– trattamento immagini
apparecchiature per fotogiornalismo e still life digitali, hardware e
software specializzato per il trattamento delle immagini, applicativi per
infografica, services e società specializzate nella creazione e nella
distribuzione di illustrazioni elettroniche;
– networking e telecomunicazioni
impianti per teletrasmissione, strumenti per telecomunicazioni applicate
all’industria della stampa e dell’editoria, telefonia di base, reti ISDN,
trasmissione in broadcast;
– editoria elettronica e multimedialitÃ
strumenti e prodotti dell’editoria elettronica: cd-rom; banche dati on line
e off line, servizi audiotext e videotext, software ed hardware per lo
sviluppo di prodotti editoriali multimediali;
– Internet
service provider, software specializzato per il mondo internet, strumenti
per E-mail ed EDI;
– tipografia e stampa digitale
computer to plate, sistemi per l’analisi ed il controllo di qualità , stampa
filmless, sistemi per prove digitali del colore e soluzioni per il “print
on demand”;
– servizi specializzati
editoria tecnica specializzata, formazione professionale, marketing editoriale.
I visitatori
NewComm, come hanno avuto occasione di ricordare i protagonisti della
conferenza stampa di Milano, Felice Rossini, presidente di Acimga –
Associazione dei costruttori italiani di macchine grafiche e cartotecniche
– Guido Corbella – amministratore delegato di Centrexpo, e Mauro Miccio,
presidente del comitato scientifico di NewComm ’97, è una iniziativa
rivolta ai professionisti di tutti i settori interessati alle tecnologie
digitali per l’industria editoriale, che lavorano presso agenzie di
pubblicità , agenzie di informazione, archivi editoriali, concessionarie di
pubblicità , editori e stampatori di quotidiani, periodici, libri e
cataloghi, editori multimediali, studi grafici, internet provider, studi ed
agenzie fotografiche, stampatori commerciali, fotolitisti, docenti e
discenti di scuole di formazione professionale di grado elevato, senza
trascurare altri comparti che, pur non avendo immediata attinenza con il
settore grafico editoriale, sono ugualmente interessati alle tecnologie per
la il trattamento digitale dell’informazione.
Editori e stampatori: i protagonisti del nuovo salone
Nel panorama di NewComm ’97 gli editori di quotidiani e periodici, i
fotolitisti e gli stampatori costituiscono i referenti di primaria
importanza. Per un verso, sono i principali interlocutori della maggior
parte, potremmo dire della totalità , dei fornitori di tecnologie che
interverranno a NewComm. Contemporaneamente, alcuni degli editori
potrebbero ben figurare fra gli espositori dell’area dell’editoria
elettronica e dei nuovi servizi su rete Internet, mentre alcune grandi
aziende di fotolito e stampa possono essere a buon titolo considerate come
fornitrici di servizi di primaria importanza sia verso l’industria
editoriale che nei confronti del mercato della trasmissione digitale della
pubblicità .
Dal loro punto di vista, è molto corretto considerare NewComm come la
naturale evoluzione di Quotidie, la prima, e fortunata, serie di mostre
convegno dedicate all’industria italiana della stampa. Tanto è vero che la
stessa FIEG – Federazione Italiana Editori Giornali – organizzerà proprio a
NewComm un importante convegno nazionale su un tema grande interesse per
l’industria dei giornali, recuperando e sviluppando ulteriormente i
tradizionali appuntamenti organizzati in occasione delle edizioni di
Quotidie.
