Parliamo di…

La Mostra – Convegno
dell’IFRA che si è svolta a Ginevra dal 14 al 17 ottobre costituisce – come
del resto annunciato – l’argomento centrale affrontato in questo numero di
“TecnoMedia”. Allo stesso modo – e non certo per il solo fatto che gli
avvenimenti si sono susseguiti senza interruzione alcuna – è conferito
ampio risalto al Simposio che la stessa IFRA ha organizzato, come negli
anni scorsi, per spingere lo sguardo “Oltre la parola stampata”, per
tentare una valutazione del mondo della comunicazione caratterizzato dal
dominio dell'”on-line”.
Qualcuno potrebbe anche pensare che l’aver scelto la stessa sede (il centro
espositivo di Ginevra) e le giornate conclusive della Mostra, per avviare
il dibattito sul tema già proposto nelle precedenti occasioni (“Beyond the
printer World”) abbia corrisposto, oltre che a valutazioni di carattere
prettamente promozionali, alla esigenza di sottolineare e rendere più
evidente il “vecchio” e il “nuovo” modo di fare informazione, destinati a
contrapporsi frontalmente.
In realtà – come le cronache dei nostri inviati dimostrano ampiamente – il
Simposio avviato mentre la mostra si apprestava a chiudere i battenti, é
stato un modo per riportare in ambito realistico le caratteristiche della
mutazione in atto, per mettere a punto i contenuti di un discorso che non
si interrompe e tanto meno si conclude alla bocca di uscita della rotativa.
Appaiono ormai definitivamente allontanati i fantasmi, agitati anche in un
passato recente, nell’intento di accreditare un mondo che avanza spazzando
via l’esistente.
Allo stesso modo può considerarsi accantonata l’immagine di una editoria
elettronica destinata a sostituire l’editoria che utilizza la carta per
trasferire il messaggio: la convivenza e l’integrazione di tecnologie
sempre più sofisticate è ormai generalmente concepita come condizione base
per sviluppare l’informazione attraverso l’utilizzo di tutti i mezzi
disponibili, con l’obbiettivo comune di rispondere nel modo migliore alle
esigenze del cliente; sia esso lettore o inserzionista.
E’ questa, del resto, la tesi che risulta di gran lunga vincente alla prova
dell’esperienza vissuta ogni giorno; analoga la convinzione che auspichiamo
possa alimentare in misura convincente le iniziative che ci accingiamo a
varare con il NewComm previsto per il settembre ’97 a Bologna. I segnali
che provengono dal mercato americano (quello certamente più impegnato sul
fronte dell'”on-line”) confermano una incoraggiante ripresa dei giornali:
sette su dieci dei maggiori quotidiani statunitensi registrano diffusione
in aumento nel primo semestre ’96. E non a caso – come si può leggere nella
cronaca del Simposio di Ginevra – un avvenire promettente per i quotidiani
viene pronosticato con ragionati convincimenti da autorevoli operatori
dell’informazione tra cui Leonard Millstein, responsabile dei servizi di
editoria elettronica del “Boston Globe”, un giornale che ha pianificato
consistenti investimenti nei settori del giornale a stampa per i prossimi
dieci anni. Alla sola condizione che il giornale sappia coltivare e
sviluppare, attraverso tutti i mutamenti tecnologici e favorendo l’evolvere
delle consuetudini di consumo culturale, la prerogativa che lo rende
insostituibile: il particolare rapporto che si crea tra chi scrive e chi
legge.
Carlo Lombardi