Dove andare da qui?

Nei manuali di molti prodotti americani esiste
un capitolo intitolato “Where to go from here”. Di solito questo capitolo
indica un percorso di approfondimento degli argomenti toccati o un percorso
di crescita del prodotto di cui il manuale tratta. Io invece voglio usare
la frase in senso letterale: i sistemi editoriali di oggi dove portano; e
come saranno quelli del futuro?
Cerchiamo di definire cosa vuol dire “qui”. Sappiamo tutti che i sistemi
editoriali si sono evoluti negli ultimi tempi ad una velocità impensabile
fino a pochi anni fa. La trasformazione della “logica del sistema” è
passata dai sistemi tipografici dedicati ai sistemi redazionali/tipografici
dedicati fino ai sistemi basati su hardware standard e software dedicato.
L’ultimo passo, che stiamo vivendo oggi, è il passaggio a software standard
seppur integrato e “coordinato” da strati di funzionalità che permettono il
lavoro cooperativo e “just in time” per la produzione di quel complesso
oggetto che è il giornale. Un altro elemento emergente oggi è la tendenza
alla integrazione tra il sistema editoriale e il sistema “pubblicità“:
dalla raccolta degli annunci alla pagina, la pubblicità entra con i suoi
tempi e modi nel processo produttivo del prodotto giornale. Nell’ultimo
periodo finalmente i sistemi editoriali si sono liberati (si stanno
liberando) da architetture chiuse e dedicate per approdare agli strumenti
che l’informatica mette a disposizione oggi. Siamo cioé tornati alla
“normalità“.

Ma ora, dove andiamo da qui?
Gli elementi in gioco sono molti e complessi, ognuno con una propria
“inerzia” rispetto al passato e spinte a volte scoordinate verso il futuro.
I poligrafici, a detta di tutti, stanno scomparendo come categoria legata
al “fare il giornale”. I giornalisti difendono posizioni “contro” o “con” i
poligrafici che stanno scomparendo (qualche elemento nuovo, ma anche
qualche conferma del vecchio, è stato oggetto dell’ultima riunione del
sindacato in sardegna). Gli editori sembrano inseguire la readership con
ogni mezzo; gadget di ogni tipo farciscono i quotidiani a tal punto che
anche Topolino ha pubblicato una divertente storia sull’argomento: Paperone
e Rockerduck, eterni nemici, questa volta editori di due giornali rivali,
inseguono le vendite con una lotta senza quartiere a colpi di gadget. I
vincitori però sono Paperino e Paperoga che hanno un successo incredibile
“inventando” un giornale che contiene “solo” notizie.
Le componenti tecnologiche giocano un ruolo molto importante, basti pensare
alla enorme gamma di strumenti legati allo sviluppo di software, al
networking ed alla gestione e distribuzione di documenti in rete.
Come possiamo tutti noi capire? (per tutti noi intendo proprio tutti:
editori, giornalisti, poligrafici, politici, grafici, fornitori di sistemi
editoriali, distributori, service provider internet e tutte quelle parti
che una volta erano considerate “a latere” del problema ma che ora stanno
entrando in gioco pesantemente).
Bisogna trovare un luogo di discussione (inizialmente virtuale, ma poi
fisicamente reale) che consenta a tutti di esprimersi, dichiarare, anche
litigare (con civiltà!) parlando di idee e concetti, non di prodotti,
discutendo di strategie, non di marche e nomi.
Se qualcuno fosse interessato a partecipare a questo tipo di discussione me
lo faccia sapere: se le adesioni saranno molte potrò proporre i mezzi
telematici per far partire la discussione. Inviatemi messaggi su Internet a
p.agus@agora.stm.it oppure via fax (alla mia attenzione) al numero 011
7179501.
Paolo Agus
Responsabile della Ricerca