NEXPO ’96, novità e conferme

NEXPO, la mostra-convegno
annuale dedicata alle tecnologie per la produzione dei quotidiani
americani, si è svolta dal 15 al 19 giugno scorso presso il Las Vegas
Convention Center. Come di consueto, la manifestazione organizzata dalla
Newspaper Association of America costituisce una ottima occasione per
vedere ciò che si muove in un mercato che, con i suoi oltre 46 miliardi di
dollari di fatturato annuo, può essere considerato il più importante del
mondo. Rimandiamo i lettori al numero di settembre di TecnoMedia per un
resoconto più analitico della manifestazione; ci sembra tuttavia opportuno
evidenziare subito alcuni aspetti emersi dalla manifestazione.

1. I dati dell’evento. Non sono stati resi noti i dati sulla superficie
netta complessiva né tanto meno sul numero dei visitatori; l’impressione è
stata comunque di una manifestazione “media”, senza i picchi degli ultimi
anni ottanta, ma senza nemmeno gli scoraggianti “deserti” di alcune recenti
edizioni. Significativa, piuttosto, la riduzione delle sessioni generali e
dei workshop del convegno, che sono scesi dalla ventina dell’anno passato
agli appena otto di questa edizione.

2. Il “termometro” dei quotidiani USA. Il 1995 ha visto un incremento del
fatturato pubblicitario dei quotidiani del 5,7%, a fronte di un aumento del
mercato pubblicitario complessivo del 7,6%, con la conseguente riduzione
della quota di mercato dei giornali dal 22,8 al 22,4%. In calo dell’1,3% la
diffusione, per il combinato effetto del modesto aumento (+0,7%) dei
giornali del mattino e del forte calo (-6,8%) dei giornali serali.

3. L’invasione europea. Assai più numerosi che in passato gli espositori
provenienti dal vecchio continente. Per rimanere nell’area prepress,
ricordiamo Euromax, Pape und Partner, Linotype-Hell, ritornata in forze con
uno stand di ragguardevoli dimensioni, la norvegese Sysdeco che, dopo
l’acquisizione di Atex, Dewar e Sypress, ha deciso di trasferire il
quartier generale nel Massachusetts, e la Unisys, che ha deciso di
esportare negli Stati Uniti la tecnologia – tutta italiana – del sistema
Hermes.

4. Il ritorno dei sistemi editoriali. Gran parte dei giornali è in attesa
di un sistema editoriale “vero”, con il quale rim-piazzare i vecchi ma
ancora efficienti sistemi dei primi anni ottanta che la “quarta ondata” non
è riuscita a mettere nell’an-golo. Due le soluzioni viste in fiera più
interessanti per il nostro mercato: una conferma – il sistema Hermes di
Unisys, ben noto in Italia e in Europa – ed una novità – il sistema
Sysdeco, che riprende e sviluppa le tecnologie Atex e Dewar.

5. Arriva la quinta ondata? Una caratteristica irrinunciabile del sistema
dei prossimi anni sarà quella di consentire al giornale di differenziare
l’offerta dei prodotti: carta, on-line, CD-ROM, etc. Il sistema della
“quinta ondata” si configura quindi come un database multimediale dal quale
attingere per realizzare prodotti rivolti a segmenti di mercato ben
definiti. Tra i più “futuristi”, c’è chi si è spinto ad immaginare un
sistema editoriale “virtuale”, che utilizzi Internet come “spina dorsale”
ed attinga alle risorse disponibili in rete gli strumenti software per il
trattamento dei dati.

6. La pubblicità on line. Numerosi gli stand, spesso di piccole dimensioni,
che esponevano sistemi per la gestione della trasmissione digitale degli
annunci pubblicitari, con soluzioni spesso innovative: stampa automatica
dei dati amministrativi, lettori ICR per gli annunci inviati via fax,
smistamento automatico dei file ai server in base al tipo di file,
possibilità per l’inserzionista di collegarsi tramite linea diretta o
Internet con il server pubblicitario per trasmettere l’annuncio e
controllarne interattivamente ingombro e costo.

7. Dove sono le immagini? Al centro dell’area espositiva faceva bella
mostra di sé…uno spazio vuoto di circa cento metri quadri, prenotato e –
all’ultimo momento – disdetto dalla Kodak. Il trattamento delle immagini è
passato decisamente in secondo piano nell’agenda tecnologica dell’industria
dei quotidiani: l’impressione è che su questo tema le tecnologie e i
formati dei dati abbiano raggiunto una stabilità ed una affidabilità tali
da scoraggiare, per il momento, ulteriori spinte innovative.