L’evoluzione di HERMES: flessibilità , configurabilità , integrazione
Il sistema editoriale HERMES, annunciato da
Unisys nel 1991, ha segnato un momento importante nel panorama italiano
dell’offerta di soluzioni editoriali, non solo perché si tratta di una
soluzione basata su sistemi aperti, piattaforme hardware standard e
architettura client-server, ma soprattutto perché ha anticipato una
profonda trasformazione organizzativa che ha investito le aziende
editoriali. Obiettivo di HERMES è infatti quello di adattarsi ai mutamenti
organizzativi aziendali e di adeguarsi all’evoluzione dei ruoli
professionali, senza costringere l’azienda ad effettuare nuovi investimenti
in sistemi produttivi.
Da queste considerazioni è nata quello che costituisce l’aspetto
qualificante della soluzione HERMES: l’offerta di stazioni di lavoro
individuali modulari e polifunzionali, in grado di rispondere, tramite
applicazioni differenti ma strettamente integrate tra loro, alle varie
esigenze produttive delle aziende editoriali. Oggi Unisys, lavorando
nell’ottica di comprendere i mutamenti in corso nel mondo editoriale e di
fornire soluzioni sempre all’avanguardia, propone ulteriori implementazioni
al sistema.
Ci troviamo di fronte ad una fase di accentuato dinamismo da parte delle
aziende editoriali, il cui obiettivo è individuare strumenti produttivi in
grado di soddisfare l’esigenza di realizzare nuove iniziative editoriali in
tempi assai ristretti. Diventa pertanto indispensabile disporre di un
sistema informativo che consenta di riconfigurare velocemente ambienti di
lavoro autonomi in rete locale e che, nello stesso tempo, sia in grado di
accedere a dati o informazioni presenti su qualsiasi altro server di rete,
sia esso locale o remoto.
Per rispondere a queste esigenze, la stazione polifunzionale Proteo si è
trasformata in una “stazione polivalente”, in grado cioè di operare
indifferentemente sia in modalità locale che utilizzando server di rete
Novell o Unix, sia utilizzando un database relazionale che in sua assenza.
E’ possibile dunque, sfruttando questa architettura modulare, creare
ambienti di lavoro completamente autonomi, come è per esempio il caso di
singole testate o di redazioni centrali, oppure soltanto parzialmente
autonomi, quali redazioni periferiche, nelle quali le singole stazioni di
lavoro, sulla base delle abilitazioni consentite, possano accedere soltanto
ai dati contenuti sul disco locale del Personal Computer piuttosto che
anche ad un server Novell o ad un server Unix.
Ciò significa che, per esempio, il giornalista di una redazione periferica
può lavorare, in locale, sulle pagine di pertinenza di quella redazione, ma
anche accedere (se ovviamente è abilitato a farlo) ad altre pagine presenti
sul database della redazione centrale o di altre redazioni periferiche.
Significa poter consultare le agenzie di stampa e le eventuali banche dati
di testi e di immagini digitali disponibili nella sede centrale, e
trasferire i dati che interessano sul testo in lavorazione. Significa poter
lavorare localmente sul Personal Computer per produrre testi, immagini o
intere pagine da inviare successivamente alla redazione centrale.
Il controllo dello stato di avanzamento del lavoro costituisce una delle
funzionalità più importanti del sistema Hermes. Il redattore della sede
periferica che ha prodotto localmente una pagina o parte di essa può, anche
dopo l’invio alla redazione centrale, conttrollarne l’avanzamento della
lavorazione sino all’uscita in fotocomposizione; viceversa, i redattori
della sede centrale possono controllare l’avanzamento del lavoro nelle
redazioni periferiche e, se necessario, intervenire e sollecitare.
Questa estrema flessibilità del sistema HERMES consente alle aziende
editoriali di centralizzare o decentralizzare il sistema produttivo, sulla
base della propria “filosofia aziendale” ed organizzazione interna. La
peculiarità di HERMES consiste proprio nel permettere all’utente di
consigurare il sistema sulla base delle proprie scelte organizzative e di
poter modificare in un momento successivo tali schemi organizzativi, a
seguito di nuove strategie aziendali o di mutate condizioni di mercato,
senza peraltro apportare alcun cambiamento alla stazione di lavoro
dell’utente finale e, quindi, senza dover impegnare risorse aggiuntive di
tempo e di denaro nell’addestramento del personale su nuovi strumenti
produttivi.
