Questionario sulla formazione professionale – Nona domanda

Quest’ultima domanda del questionario puntava a misurare<BR>l’opportunità di un coordinamento dell’attività di formazione da parte<BR>dell’Osservatorio, come d’altra parte indicato dal Contratto di Lavoro. Un<BR>coordinamento che potrebbe limitarsi alla definizione di un quadro generale<BR>di "raccomandazioni formative", oppure di temi e di strutture da<BR>privilegiare nella definizione di progetti di formazione, oppure ancora<BR>nella realizzazione di veri e propri progetti formativi di settore.<BR>Pur nella non univocità delle risposte, i riscontri a queste possibilità<BR>appaiono positivi. Per il 41% delle aziende e per il 77% delle Rr.Ss.Uu. un<BR>coordinamento dell’attività da parte dell’Osservatorio avvicinerebbe la<BR>formazione professionale alle reali esigenze di aziende e lavoratori. Per<BR>il 24% delle aziende (28% dei lavoratori) sarebbe possibile conferire una<BR>maggiore qualificazione didattica ai progetti formativi. Le aziende hanno<BR>colto inoltre in misura significativa (61%) l’importanza dei benefici<BR>economici che potrebbero derivare dal ricorso a finanziamenti pubblici<BR>nazionali o comunitari.<BR>Vi è stato infine, tra le aziende, chi ha ritenuto non utile un<BR>coordinamento dell’attività di formazione da parte di un organismo<BR>paritetico. Tra le ragioni addotte, il timore di un onere economico<BR>supplementare per le aziende, l’impossibilità di ricondurre a percorsi<BR>formativi omogenei realtà aziendali assai diverse tra loro, e infine la<BR>convinzione che la titolarità della progettazione e della gestione degli<BR>interventi formativi, in quanto strettamente correlate al ciclo produttivo,<BR>debba essere esclusivo appannaggio delle aziende.<BR>Nel complesso, le obiezioni addotte sembrano originate da quella riluttanza<BR>già evidenziata nelle risposte all’ottava domanda, e cioè al timore che la<BR>cogestione delle politiche di formazione professionale possa originare per<BR>le aziende vincoli ed obblighi.