Questionario sulla formazione professionale – Prima domanda

Dalle<BR>risposte appare abbastanza evidente come gli interventi più rilevanti<BR>introdotti nel settore negli ultimi cinque anni attengano in prevalenza<BR>all’area della preparazione, dai sistemi editoriali alla<BR>videoimpaginazione, dai sistemi di trattamento delle immagini e del colore<BR>agli apparati di teletrasmissione, sino agli archivi elettronici.<BR>La percezione delle parti, sotto questo aspetto, appare assolutamente in<BR>linea con l’evoluzione dei sistemi di produzione dei giornali quotidiani,<BR>che negli ultimi anni ha visto una massiccia transizione verso la completa<BR>digitalizzazione della fase di prestampa, attraverso l’adozione di sistemi<BR>editoriali "integrati" – in grado cioè di gestire testi, immagini, layout e<BR>colore, e di accettare input provenienti da fonti esterne in virtù<BR>dell’accettazione dei più diffusi formati standard -, attraverso<BR>l’acquisizione e la gestione digitale di tutte le componenti che, con il<BR>testo, compongono la pagina (immagini, colore, infografici). E, infine,<BR>attraverso l’archiviazione del materiale prodotto su supporti digitali per<BR>scopi di consultazione o di riutilizzo.<BR>Assai meno significative risultano, dalla testimonianza resa dalle parti,<BR>le innovazioni introdotte negli altri segmenti del ciclo produttivo, come<BR>la stampa o la spedizione. Va in effetti riconosciuto come, negli ultimi<BR>anni, la tecnologia non abbia prodotto novità di rilievo in questi settori:<BR>in entrambi i casi, le innovazioni si sono limitate alla fisiologica<BR>sostituzione di macchinari ormai obsoleti, ma questi nuovi strumenti di<BR>produzione si sono inseriti nel ciclo esistente senza richiedere di norma<BR>particolari interventi di natura organizzativa e formativa al di là<BR>dell’ovvio addestramento sui nuovi sistemi.<BR>Di scarso rilievo anche le innovazioni introdotte nelle attività di<BR>supporto al ciclo produttivo. Solo un terzo delle risposte giudica<BR>significative le innovazioni introdotte per quanto riguarda<BR>l’amministrazione e il controllo di gestione, e la percentuale scende<BR>ancora per quel che concerne il marketing.<BR>Un cenno a parte meritano i servizi on line, una innovazione che nella<BR>percezione delle direzioni aziendali risulta essere di rilevanza poco<BR>significativa, laddove l’esplosione di questo tipo di servizi, e le sue<BR>ricadute in termini organizzativi e di prodotto, sembrano invece costituire<BR>la novità forse più rilevante per il mercato dei quotidiani e, più in<BR>generale, dei media negli ultimi due-tre anni.<BR>Una possibile spiegazione di questa sottovalutazione del fenomeno può<BR>risiedere nel fatto che, tranne alcune significative eccezioni, i<BR>quotidiani italiani non hanno ancora sviluppato una significativa presenza<BR>sul nuovo mezzo in termini di nuovi prodotti e di nuovo valore aggiunto. Si<BR>potrebbe forse dire che per il momento la maggioranza dei giornali si è<BR>"affacciata" su questo nuovo strumento, con investimenti ridotti, in attesa<BR>che l’evolversi delle tecnologie e dei mercati suggeriscano le strade da<BR>intraprendere. Ci troviamo comunque in presenza di un mercato che si muove<BR>a velocità rapidissima e dove l’innovazione si misura in termini di mesi se<BR>non di settimane: è probabile quindi che, se fosse ripetuto oggi, il<BR>questionario fornirebbe, per quanto riguarda i servizi on line, valori<BR>percentuali ben maggiori.