Nota metodologica
Le<BR>elaborazioni contenute in questo studio si basano sui dati fornitici dal<BR>Fondo Nazionale di Previdenza per i lavoratori dei giornali quotidiani<BR>"Fiorenzo Casella". Con cadenza semestrale, il Fondo elabora, sulla base<BR>dei prospetti presentati dalle aziende, la situazione occupazionale e<BR>retributiva del settore poligrafico, di tutte le aziende cioè che,<BR>applicando il Contratto di lavoro per i dipendenti delle aziende editrici e<BR>stampatrici e delle agenzie di stampa, sono tenute a versare al Fondo, per<BR>la costituzione di una pensione integrativa a favore dei lavoratori, una<BR>quota attualmente pari al 10,30% della retribuzione lorda (un ulteriore<BR>contributo dello 0,50% è a carico diretto del lavoratore).<BR><BR>I dati del Fondo costituiscono un insostituibile punto di partenza per le<BR>successive eleborazioni, consentendo di effettuare raffronti e di<BR>individuare linee di tendenza del settore dei quotidiani non sulla base di<BR>un campione statistico più o meno soggetto ad errore, ma a partire<BR>dall’intero universo delle imprese che applicano il Contratto dei<BR>poligrafici. I dati fornitici dal Fondo ed utilizzati per questo lavoro<BR>sono di due tipi:<BR><BR>- Dati relativi all’occupazione: per ciascuna azienda che applica il<BR>contratto dei poligrafici vengono forniti il numero complessivo dei<BR>dipendenti poligrafici al 31 dicembre dell’anno di riferimento, suddivisi<BR>per sesso e per qualifica (operai e impiegati);<BR><BR>- Dati relativi alle retribuzioni erogate: per ciascuna azienda che applica<BR>il contratto dei poligrafici vengono forniti, suddivisi per livello di<BR>inquadramento, il numero di lavoratori poligrafici che hanno percepito<BR>retribuzioni nel corso dell’anno di riferimento, il numero delle giornate<BR>di lavoro retribuite, l’importo totale delle retribuzioni ordinarie, il<BR>numero di ore di straordinario retribuite, e l’importo totale delle<BR>retribuzioni straordinarie erogate.<BR><BR>Per una più corretta lettura delle tabelle e dei grafici contenuti nelle<BR>pagine che seguono, ci sembra opportuno richiamare l’attenzione dei lettori<BR>su alcuni criteri di metodo utilizzati per l’elaborazione dei dati:<BR><BR>1. Il numero totale degli addetti suddivisi per sesso e qualifica risulta<BR>diverso e inferiore rispetto al totale degli addetti suddivisi per livelli<BR>di inquadramento; tale differenza è causata dal fatto che, nel primo caso,<BR>i dati forniti dal Fondo "fotografano" la situazione occupazionale al 31<BR>dicembre dell’anno preso in considerazione, mentre nel secondo caso entrano<BR>nel conteggio tutti gli addetti che, nel corso dell’anno di riferimento,<BR>hanno percepito retribuzioni, compresi quelli che nel corso dell’anno sono<BR>fuoriusciti dal ciclo produttivo e che quindi al 31 dicembre non<BR>risultavano più dipendenti.<BR><BR>2. Per il calcolo della retribuzione ordinaria media annua si è proceduto a<BR>dividere il totale delle retribuzioni erogate per il numero delle giornate<BR>di lavoro effettuate, moltiplicando quindi il quoziente ottenuto per 312,<BR>ovvero il numerodi giornate contrattualmente retribuite nel corso<BR>dell’anno. Per calcolare invece la retribuzione straordinaria media annua e<BR>il numero di ore di straordinario mediamente effettuate da ciascun addetto<BR>si è proceduto più semplicemente a dividere la retribuzione straordinaria<BR>complessiva (e il numero di ore complessivamente effettuate) per il numero<BR>degli addetti. I valori in lire relativi alle retribuzioni sono da<BR>intendersi al lordo delle ritenute e delle imposte a carico del dipendente.<BR><BR>3. Per l’accorpamento dei dati su base geografica si è utilizzato il<BR>criterio dell’ISTAT, che suddivide l’Italia in cinque aree: Nord-Ovest (Val<BR>D’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia), Nord-Est (Veneto, Trentino-Alto<BR>Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna), Centro (Toscana, Marche,<BR>Umbria, Lazio), Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata,<BR>Calabria), Isole (Sicilia e Sardegna).<BR><BR>4. Per quanto riguarda l’accorpamento dei dati in base alla tipologia<BR>dell’azienda, sono state considerate aziende stampatrici non soltanto<BR>quelle che effettuano la stampa di una o più testate per conto di editori<BR>terzi, ma anche le società che, pur avendo identico assetto proprietario<BR>rispetto alla società editrice e pur effettuando soltanto la stampa delle<BR>testate edite dalla medesima società editrice, risultino – in base alla<BR>gerenza della testata – effettuarne la stampa. Nella categoria "agenzie di<BR>informazione" sono state accorpate, oltre alle agenzie di stampa<BR>"classiche", tutte le società che forniscono servizi editoriali di<BR>qualunque natura (i cosiddetti "service"); sempreché, ovviamente,<BR>applichino il contratto dei quotidiani. Nella categoria "altre", infine,<BR>sono state accorpate tutte le società che non effettuano attività <BR>editoriale ma che applicano comunque il contratto dei poligrafici:<BR>associazioni di categoria, sindacati, enti previdenziali, etc..<BR><BR>5. L’accorpamento dei dati relativi in base alla tipologia di società <BR>editrice è stato effettuato tenendo conto della cosiddetta "classificazione<BR>FIEG", che prevede una suddivisione dei quotidiani in base ad un criterio<BR>"misto": area diffusionale (quotidiani provinciali, regionali,<BR>pluriregionali, nazionali), tipologia diffusionale (quotidiani serali),<BR>contenuto informativo (quotidiani economici, sportivi, politici, altri<BR>quotidiani). A questo schema di classificazione si è reso necessario<BR>apportare le seguenti modifiche:<BR>- le categorie "sportivi", "economici" e "altri" sono state fatte confluire<BR>nella categoria "nazionali". Per quanto riguarda la categoria "sportivi",<BR>l’accorpamento è stato reso necessario dal fatto che una delle più<BR>importanti testate sportive, La Gazzetta dello Sport, fa capo ad una<BR>società editrice che edita anche Il Corriere della Sera ed all’interno<BR>della quale sarebbe pertanto impossibile o quanto meno arbitrario cercare<BR>di attribuire "in quota" i poligrafici dipendenti ad una delle due testate<BR>prodotte; per quanto riguarda invece la categoria "economici", i dati del<BR>Fondo hanno evidenziato come nel 1996 solo una delle società editrici che<BR>pubblicano quotidiani economici, e più precisamente Il Sole 24 Ore, abbia<BR>applicato ai propri dipendenti il contratto dei poligrafici, per cui il<BR>mantenimento della categoria "economici" avrebbe di fatto portato alla<BR>pubblicazione delle tabelle salariali ed occupazionali di quella azienda.<BR>D’altra parte, riteniamo che questa forzata deroga ai criteri di<BR>classificazione FIEG trovi una sua giustificazione anche dal punto di vista<BR>metodologico: in fondo, nel panorama di mercato italiano sia i quotidiani<BR>sportivi che i quotidiani economici vengono diffusi su tutto il territorio<BR>nazionale.<BR>Per quanto riguarda infine la categoria "altri", l’unica testata inserita<BR>dalla FIEG in questa categoria che applichi il contratto dei quotidiani<BR>risulta essere Cavalli e Corse, che si è ritenuto possa essere<BR>legittimamente inserita tra i quotidiani sportivi e quindi, per le esigenze<BR>richieste dalla presente pubblicazione, nella categoria dei quotidiani<BR>nazionali.<BR>- la categoria "serali" è stata fatta confluire nella categoria<BR>"provinciali". Anche in questo caso, la motivazione risiede nel fatto che<BR>il campione relativo alla categoria "serali" era costituito da una sola<BR>azienda, che peraltro nel corso del 1996 è stata messa in liquidazione.<BR>Poiché la testata edita veniva diffusa soltanto nella città di Milano, si è<BR>preferito, piuttosto che ignorare del tutto questa società , inserirla nella<BR>categoria dei "provinciali", dove peraltro il suo peso statistico è<BR>scarsamente rilevante.<BR>La tipizzazione delle società editrici che emerge da questo "adattamento"<BR>dello schema di classificazione FIEG delinea quindi una suddivisione delle<BR>società editrici in cinque categorie: quattro legate all’area diffusionale<BR>(provinciali, regionali, pluriregionali, nazionali), e una, i quotidiani<BR>politici, legata al contenuto informativo.<BR><BR>6. Nel capitolo IV (Dati scomposti per tipologia di società editrice), a<BR>differenza che nei capitoli II e III, i dati delle singole categorie sono<BR>stati raffrontati non con i dati complessivi dell’intero settore dei<BR>quotidiani evidenziati al capitolo I, bensì con i dati relativi al totale<BR>delle società editrici, così come individuati nel capitolo III.<BR><BR>* * *<BR><BR>Lo studio è organizzato in quattro capitoli, dedicati rispettivamente<BR>all’analisi dei dati complessivi di settore ed all’analisi dei dati<BR>scomposti per area geografica di appartenenza delle aziende, per tipologia<BR>di azienda (editore, stampatore, agenzia, altro) e, limitatamente alle<BR>imprese editrici, per tipologia di prodotto edito (provinciale, regionale,<BR>interregionale, nazionale, politico). Al fine di non appesantire la<BR>lettura, ogni capitolo è suddiviso in due parti: una di analisi e commento<BR>dei dati, corredata da alcuni grafici che abbiamo ritenuto particolarmente<BR>significativi, ed un allegato statistico contenente tutte le tabelle e i<BR>grafici elaborati.<BR><BR>In appendice è riportato l’elenco delle aziende che hanno costituito<BR>l’universo della ricerca per il 1995 e il 1996.<BR><BR>
