Scarto tra retribuzione contrattuale e retribuzione reale
La<BR>retribuzione teorica contrattuale, quella che si otterrebbe cioè applicando<BR>i valori tabellari minimi, la contingenza e gli scatti di anzianità <BR>previsti dal contratto, è pari per il 1998 ,a 36,7 milioni lordi annui, in<BR>crescita del 2% rispetto al valore dell’anno precedente. I dati reali ci<BR>dicono invece che la retribuzione media effettivamente erogata dalle<BR>aziende del settore è stata pari a 62,4 milioni, con un aumento del 4,2%<BR>rispetto al dato fatto registrare nel primo semestre del 1997.<BR>Va tuttavia considerato come, per rendere il confronto perfettamente<BR>corrispondente alla realtà effettiva, occorrerebbe depurare il dato sulla<BR>retribuzione reale dalle maggiorazioni per lavoro notturno e festivo, cosa<BR>che non è possibile fare sulla base dei dati a nostra disposizione.<BR>Lo scarto tra retribuzione teorica contrattuale e retribuzione reale è<BR>ormai superiore al 70% e, se verrà confermata la previsione che vuole il<BR>livello retributivo a fine 1998 superiore rispetto al dato di metà anno, lo<BR>scarto sarebbe ancora maggiore. Nel rapporto dell’anno scorso, per esempio,<BR>fu evidenziato uno scarto medio (in base ai dati al 30 giugno) del 65,8%,<BR>mentre a fine anno lo scarto si attestò al di sopra del 71%.<BR>Il grafico disegna una sorta di parabola nella quale lo scarto aumenta man<BR>mano che si va verso gli estremi (i livelli più alti e più bassi), mentre<BR>si riduce al centro: sesto e settimo livello, per esempio, evidenziano uno<BR>scarto medio inferiore al 60%, contro il 108% del primo livello e il 98%<BR>del decimo. Lo scarto in assoluto più elevato è quello del secondo livello,<BR>per il quale la retribuzione reale è superiore del 121% rispetto a quella<BR>teorica contrattuale.
