Capitolo III – l’occupazione
I dati al 30 giugno 1997 evidenziano<BR>una popolazione poligrafica complessiva di 9.468 unità , 68 in meno (-0,7%)<BR>rispetto ai 9.536 del 31 dicembre 1996. E’ peraltro da segnalare come il<BR>dato dei dipendenti al 31 dicembre 1996 sia risultato sensibilmente<BR>inferiore al dato evidenziato sulla precedente edizione di questo studio, a<BR>testimonianza del fatto che la seconda metà del 1996 ha visto un pesante<BR>ridimensionamento degli organici nelle aziende del settore: ben 546 unità <BR>espulse dal ciclo produttivo. Né esistono valutazioni dirette ad<BR>incoraggiare previsioni diverse da una ulteriore contrazione degli occupati<BR>nel secondo semestre 1997.<BR>Non accenna ad arrestarsi, quindi, la tendenza alla riduzione dei livelli<BR>occupazionali: nell’ultimo quinquennio la popolazione poligrafica è<BR>diminuita di 2.399 unità , pari al 20% del totale. Rispetto al 1980 il calo<BR>è di 5.205 unità , ovvero del 35%.<BR>L’andamento dei primi sei mesi del 1997 conferma un altro trend del<BR>settore, ovvero la crescita di peso della componente impiegatizia rispetto<BR>a quella operaia: mentre infatti gli operai sono diminuiti di 94 unità (da<BR>4.003 a 3.909), gli impiegati sono passati da 5.533 a 5.559, portando così<BR>il proprio peso sul totale addetti al 58,7% contro il 58% del 1996. Solo<BR>dieci anni or sono, nel 1987, gli operai erano ancora in maggioranza, e nel<BR>1980 rappresentavano il 58,2% della popolazione poligrafica.<BR>Il calo occupazionale intervenuto nel 1997 ha interessato quasi<BR>esclusivamente la componente maschile, passata da 7.365 a 7.293 addetti,<BR>mentre la componente femminile è aumentata di quattro unità , da 2.171 a<BR>2.175, portando così dal 22,8% al 23% il proprio peso sul totale degli<BR>addetti.<BR>Per quel che concerne l’inquadramento degli addetti, il dato del primo<BR>semestre 1997 evidenzia un incremento occupazionale per primo, ottavo e<BR>nono livello, decrementi per i livelli dal terzo al sesto e per il decimo,<BR>nessuna modifica per secondo e settimo. Si conferma l’affollamento degli<BR>addetti ai tre livelli centrali, dal quinto al settimo, dove sono<BR>concentrati il 64,1% degli addetti.<BR>Un ultimo dato che merita di essere evidenziato è rappresentato dal<BR>costante aumento dell’età media degli addetti, che nel 1994 era di poco<BR>superiore ai 40 anni e che al 30 giugno 1997 ha quasi raggiunto i 41 anni:<BR>una tendenza all’invecchiamento tanto più rilevante se si pensa al<BR>significativo ricorso al prepensionamento che ha investito il settore negli<BR>ultimi anni e che avrebbe dovuto portare invece alla riduzione dell’età <BR>media degli addetti; se ciò non è avvenuto, è segno che non vi sono stati<BR>nuovi ingressi nelle fasce di età più giovani: gli addetti con meno di 27<BR>anni di età , che al 31 dicembre 1996 erano 553, sei mesi dopo si sono<BR>ridotti a 478.
