Un “Timone Elettronico” per la navigazione de Il Tirreno
Quando si disegna una mappa delle installazioni di
sistemi editoriali nel nostro Paese non sempre si assegna la dovuta
importanza alla case-history di un gruppo editoriale, la FINEGIL
Editoriale, che anni fa, all’alba dell’introduzione dei sistemi editoriali
nei quotidiani italiani, decise di non affidarsi ai grandi e collaudati
fornitori di sistemi, scegliendo invece di “farsi in casa” le soluzioni più
adatte alle proprie specifiche esigenze.
Dopo molti anni da quella scelta controcorrente, il gruppo FINEGIL continua
ad investire sulla sua soluzione, ed ha recentemente aggiunto
all’architettura complessiva del sistema 3P nuove funzionalità che ne fanno
una delle soluzioni più funzionali e coerenti del panorama italiano.
TecnoMedia è andata a vedere in produzione il sistema presso il quotidiano
Il Tirreno, a Livorno, con la guida di Giuliano Pietracaprina, responsabile
dei sistemi informativi della FINEGIL Editoriale.
Il Tirreno: il prodotto e l’organizzazione del lavoro.
Per poter valutare a pieno l’importanza e la portata delle soluzioni
tecnologiche adottate, vale la pena di indicare alcuni dati complessivi sul
quotidiano livornese. Il Tirreno è un quotidiano in “formato Repubblica”,
con una foliazione media per numero di 46 pagine, tiratura giornaliera
oscillante tra le 115.000 e le 130.000 copie, suddivise in tredici
edizioni: Grosseto, Piombino, Massa, Prato, Empoli, Pistoia, Montecatini,
Pontedera, Cecina, Livorno, Lucca, Viareggio, Pisa.
Oltre alla redazione centrale di Livorno, il giornale dispone di quindici
redazioni locali: una per ciascuna delle edizioni locali sopra menzionate,
più le redazioni di Firenze, di Carrara (che collabora all’edizione di
Massa) e di Portoferraio (che confluisce nell’edizione di Piombino).
In totale, il numero di pagine lavorate giornalmente, ribattute comprese,
oscilla tra le 200 e le 250: un carico produttivo ragguardevole, al quale
va aggiunto, limitatamente alle fasi di ricezione, fotoformatura e stampa,
il quotidiano la Repubblica, che teletrasmette verso l’impianto di Via
dell’Artigianato, nella periferia industriale di Livorno, attrezzato con
due rotative flessografiche Cerutti, una delle quali a doppia larghezza e
doppio sviluppo; l’impianto dispone anche di una terza rotativa offset, che
viene però utilizzata dalla Cooperativa Libera Stampa (la società che
gestisce la tipografia del quotidiano livornese) prevalentemente per lavori
commerciali. Attualmente Il Tirreno non utilizza il colore, anche se il
centro stampa, dal momento che realizza la stampa de La Repubblica, è giÃ
attrezzato in tal senso.
Il nodo produttivo di Livorno è uno degli otto centri principali di
produzione del gruppo FINEGIL: ad esso vanno aggiunti infatti i nodi di
Roma, Sassari, Mantova, Padova, Bolzano, Pescara, Pavia, per un totale di
tredici testate: Il Tirreno, La Nuova Sardegna, La Gazzetta di Mantova, La
Gazzetta di Modena, La Gazzetta di Reggio, La Nuova Ferrara, Il Mattino di
Padova, La tribuna di Treviso, La Nuova Venezia, Alto Adige, Corriere delle
Alpi, Il Centro, La Provincia Pavese, oltre all’agenzia di gruppo AGL.
Ma torniamo al quotidiano livornese. La scelta dell’editore, nel definire
l’organizzazione produttiva e le conseguenti scelte tecnologiche, è stata
quella di dare il maggior spazio possibile all’autonomia ed alla
responsabilità della redazione. Il percorso produttivo della parte
redazionale può essere sintetizzato nei seguenti punti:
– Le redazioni (centrale e periferiche) disegnano il menabò, utilizzando un
book di format predefiniti, e lo trasmettono agli operatori grafici della
sede centrale di Livorno per il trasferimento nel sistema editoriale.
– In contemporanea (o anche prima) a questa operazione, i redattori possono
iniziare a lavorare sui pezzi di propria competenza: l’adozione di un book
predefinito di formati consente infatti ad essi di conoscere con esattezza
gli ingombri richiesti per testi e titoli; ciascuna redazione locale
dispone inoltre di un server che la rende di fatto autonoma rispetto alla
redazione centrale, mettendola al riparo da eventuali interruzioni di
linea. Solitamente i menabò vengono inviati dalle redazioni locali alla
tipografia della sede centrale parecchio tempo dopo che il lavoro
redazionale è stato avviato.
– In ciascuna redazione locale è installato uno scanner collegato ad un
Personal Computer, che viene utilizzato per la scansione e l’invio delle
foto locali verso il server foto della sede centrale, dove le immagini
verranno messe in pagina.
– Gli operatori grafici inseriscono i menabò nel sistema editoriale,
utilizzando un sistema di istruzioni per coordinate di pagina e il book di
formati predefiniti, quindi ritrasmettono alle redazioni i menabò stampati
sulla stampante laser. Il tempo medio per il disegno del layout di una
pagina è di tre minuti; ogni eventuale modifica successiva del menabò segue
la procedura sopra descritta.
– I giornalisti completano il proprio lavoro, componendo testi e titoli
sulla base degli ingombri definiti dal book dei formati e calcolati dal
sistema, che segnala ogni scostamento in più o in meno rispetto
all’ingombro richiesto. Stampate di prova delle pagine in corso di
lavorazione sono possibili su stampanti laser in ogni redazione: su ogni
stampata, il calcolatore segnala gli eventuali errori presenti (testi più
lunghi o più brevi, parti mancanti, etc.).
– Man mano che testi, titoli e foto (queste ultime trattate dagli operatori
grafici sulla base delle indicazioni della redazione) vengono completati,
essi confluiscono automaticamente, grazie ad un sistema di filenaming intera
mente gestito dal calcolatore, nelle pagine; il sistema effettua un
monitoraggio costante degli elementi della pagina, sostituendo le versioni
più recenti a quelle precedenti e mantenendo in memoria tutte le versioni
successive di ogni elemento.
– Quando l’ultimo elemento è stato inserito, la pagina è pronta per la stampa.
Questo percorso produttivo, come si può vedere, non prevede alcuna fase di
“impaginazione” in fase di chiusura delle pagine, né manuale (i tavoli
luminosi sono stati smantellati da tempo), né elettronica: i “pezzi”
confluiscono automaticamente nella pagina sulla base delle indicazioni
contenute nel menabò elettronico, senza alcun intervento umano in fase di
chiusura delle pagine: una scelta, questa, che forse è penalizzante sotto
il piano della ricercatezza grafica delle pagine, ma che consente di
spostare in avanti i tempi di chiusura redazionale delle pagine, ed è
quindi pienamente coerente con l’impostazione di base dell’editore, secondo
la quale la pagina è un mero prodotto industriale, un “contenitore” di
notizie, e ciò che deve essere privilegiato è la notizia, la sua freschezza
e la sua tempestività .
Le scelte tecnologiche
Per realizzare il processo produttivo sopra descritto, il quotidiano
livornese utilizza un sistema editoriale in gran parte realizzato “in
house”, denominato 3P dalle iniziali dei suoi tre primi sviluppatori
(Pucciarelli, Pernazza, Pietracaprina). Sviluppato originariamente in
ambiente Data General, il sistema è stato da diversi anni portato in
ambiente UNIX, mentre l’applicativo che gira sulle stazioni di lavoro
editoriali (Videoterminali COEL, attualmente in fase di sostituzione con
Personal Computer standard) utilizza il sistema operativo DOS e entro breve
disporrà dell’interfaccia Windows.
Il sistema 3P (vedi schema 1) si configura come una rete sulla quale sono
collocati diversi server specializzati:
– il server editoriale, che gestisce tutto il lavoro della redazione, dal
disegno del menabò al controllo del timone (che vedremo in seguito), dalla
gestione delle agenzie al sistema di editing di testi e titoli; al server
editoriale fanno capo le stazioni di lavoro redazionali:
– il server delle foto, nel quale vengono archiviate le immagini da
pubblicare, lavorate utilizzando software di ambiente DTP (Tecnavia);
– il server della pubblicità , dove viene lavorata la pubblicità tabellare e
classificata, anch’essa realizzata con pacchetti software DTP (CorelDraw,
PageMaker), e dove vengono immagazzinati i dati amministrativi e gestionali
degli annunci (nome del cliente, dimensioni dell’annuncio, etc.);
– il cosiddetto Assemblatore, ovvero un server UNIX che, senza alcun
intervento umano, effettua l’assemblaggio automatico delle pagine sulla
base delle indicazioni contenute nei menabò e del materiale via via
rilasciato dalle redazioni.
Le stazioni di lavoro collegate al sistema sono circa duecento: una
settantina a Livorno, suddivise tra redazione (circa quaranta) e tipografia
(una trentina), e un numero variabile da quattro a dodici in ciascuna delle
redazioni distaccate, ciascuna delle quali è inoltre equipaggiata con
server che utilizzano un software dedicato per l’archiviazione del
materiale in corso di lavorazione e la gestione delle comunicazioni con il
sistema centrale. Ogni redazione locale è inoltre equipaggiata con
stampante laser, fax e scanner.
I collegamenti tra la redazione centrale e le redazioni locali avvengono
tramite linee CDN a 64 Kbit, con backup su linee ISDN e la prospettiva nel
medio periodo di utilizzare ISDN come portante principale. Le linee di
telecomunicazione utilizzate dal quotidiano arrivano direttamente…dalla
porta accanto: infatti Il Tirreno ospita, presso la propria sede di Viale
Alfieri, una centrale Telecom Italia.
Man mano che le pagine vengono completate ed accoppiate dall’Assemblatore,
vengono rilasciate in formato Postscript a due server Sun e di qui al
sistema Crosfield, che provvede all’accoppiamento delle pagine (Il Tirreno
utilizza lastre a doppia pagina) ed all’invio, tramite linee dedicate a due
Mbit/sec, al centro stampa di Via dell’Artigianato, dove viene effettuata
la stampa. In questa area, la prossima implementazione prevista consiste
nella collocazione di un backup dell’Assemblatore presso il centro stampa:
in questo modo le pagine affluiranno al centro stampa man mano che vengono
realizzate, e il tempo di trasmissione delle pagine, che oggi costituisce
spesso un collo di bottiglia produttivo, verrà ridotto, di fatto, al tempo
occorrente per il trasferimento dell’ultimo elemento dell’ultima pagina che
viene chiusa in redazione.
Il sistema editoriale de Il Tirreno, a sua volta, è interconnesso con i
sistemi degli altri centri di produzione del gruppo FINEGIL (vedi schema
2), ciascuno dei quali è collegato, tramite linee CDN, ad un centro di
smistamento di gruppo, collocato a Pavia e denominato Centralone, che,
utilizzando un sistema di filenaming ed un software di routing sviluppati
dai tecnici del gruppo, gestisce ed ottimizza i flussi di comunicazione tra
i vari centri di produzione. Se per esempio un articolo de Il Tirreno deve
essere pubblicato su altri cinque quotidiani del gruppo, verrà inviato al
Centralone il file contenente l’articolo e la lista dei quotidiani
destinatari; sarà poi il software del Centralone a gestire automaticamente
la trasmissione.
Dal momento che l’Assemblatore produce una uscita in formato Postscript, le
pagine sono disponibili per l’elaborazione con il software Acrobat, al fine
di ottenere file di pagina di dimensioni contenute, da archiviare su CD-ROM
e sui quali poter effettuare ricerche full-text.
Nel futuro a medio termine, i piani di sviluppo tecnologico del gruppo
prevedono la completa implementazione del sistema 3P a Bolzano e Mantova,
dove sono installati siste-mi editoriali di altro tipo, e l’implementazione
del Centralone con sistemi di messaggistica e di posta elettronica, sino a
farne quella che oggi viene definita Intranet, ovvero un sistema aziendale
(o, come in questo caso, interaziendale) di comunicazione e di condivisione
di risorse.
Per un gruppo editoriale come FINEGIL, fatto di impianti produttivi e di
quotidiani capillarmente diffusi su nove regioni italiane, la rete
costituisce forse l’elemento strategico del sistema produttivo. Per questo
motivo, sono stati previsti sistemi di sicurezza particolarmente rigorosi
per evitare sia la possibilità che estranei penetrino all’interno delle
reti del gruppo, sia il rischio di contaminazione con virus informatici dei
sistemi di produzione.
Il trattamento della pubblicità e il Timone Elettronico
Sino ad ora ci siamo occupati esclusivamente dell’aspetto redazionale del
lavoro; tuttavia, la più recente introduzione all’interno del sistema
editoriale 3P riguarda il trattamento della pubblicità e, più in
particolare, la gestione ed il controllo elettronico dell’avanzamento del
lavoro, sia redazionale che pubblicitario, effettuati tramite uno strumento
software denominato Timone Elettronico.
Il timone non è certamente uno strumento nuovo nella produzione dei
giornali: da sempre, all’inizio dell’attività giornaliera, la redazione
disegna uno schema delle pagine previste per quella edizione, con i carichi
pubblicitari comunicati dalla concessionaria; questo schema, detto appunto
timone, costituisce la guida dell’attività della redazione e della
tipografia: ciascun settore produttivo conosce in tal modo quali sono le
parti di propria competenza ed i relativi tempi di chiusura. Questo è ciò
che avviene anche a Il Tirreno: ogni mattina la concessionaria consegna la
lista della pubblicità per l’edizione del giorno successivo; questo schema
viene elaborato nel corso della riunione del mattino della redazione, al
termine della quale viene consegnato alla tipografia.
La novità nell’impostazione del quotidiano livornese sta nel fatto che il
timone si integra perfettamente con il sistema editoriale da una parte, e
con il sistema per la gestione della pubblicità dall’altro, consentendo un
controllo in tempo reale dello stato di avanzamento delle pagine e la
possibilità di effettuare agevolmente cambiamenti in corso d’opera (numero
delle pagine, distribuzione delle pagine tra le redazioni, spostamento
degli annunci pubblicitari, etc.). Ma la funzionalità più innovativa del
Timone Elettronico è costituita dal suo collegamento con l’archivio
giornaliero della pubblicità .
Ogni giorno Il Tirreno pubblica, sulle 200-250 pagine di foliazione
complessiva, non meno di 400 annunci pubblicitari, molti dei quali sono
destinati soltanto ad alcune delle tredici edizioni del giornale. Per
gestire al meglio questa ingente mole produttiva, è stato messo a punto un
database relazionale, denominato Archivio Giornaliero, nel quale, man mano
che vengono consegnati dalla concessionaria, vengono archiviati i dati
amministrativi di ciascun annuncio: nome del cliente, dimensioni in moduli,
edizioni sulle quali deve essere pubblicato, eventuali posizioni di rigore,
e così via. Il software assegna a ciascun annuncio un filename univoco,
denominato ICP (Indirizzo Codificato Pubblicità ). Ogni annuncio viene
dunque avviato in produzione, utilizzando strumenti software standard ai
quali l’Archivio Giornaliero indica le coordinate dell’annuncio, ed infine
archiviato nel server della pubblicità .
L’Archivio Giornaliero fornisce quindi, all’inizio della giornata, una
lista delle pubblicità previste per il giorno successivo, sulla base della
quale la concessionaria realizza il timone pubblicitario. Dopo che la
concessionaria e la redazione avranno rilasciato il timone definitivo e la
collocazione in pagina degli annunci, l’operatore grafico disegnerà il
Timone Elettronico, richiamando dall’archivio giornaliero gli ICP degli
annunci previsti per ciascuna pagina e per ciascuna edizione. Questa
operazione richiede non più di quindici-venti minuti di lavoro di un solo
operatore grafico.
I vantaggi di questa procedura sono molteplici:
– poiché l’ICP non è collegato con la sua collocazione in pagina ma
unicamente con i dati amministrativi dell’annuncio pubblicitario, la
“lavorazione” dell’annuncio e la sua impaginazione possono procedere
parallelamente, e in teoria è possibile far confluire l’annuncio nello
spazio ad esso riservato in pagina all’ultimo momento.
– Il collegamento interattivo tra il Timone Elettronico e l’Archivio
Giornaliero della pubblicità , basato sull’ICP, consente di individuare e
correggere tempestivamente eventuali errori nella redazione del timone
pubblicitario (per esempio pubblicità non inserite, oppure inserite in
edizioni diverse rispetto a quelle previste).
A questi vantaggi devono essere aggiunti quelli di un potentissimo
strumento di controllo di produzione: è possibile visualizzare
graficamente, con “semafori” che indicano verde e rosso per le parti pronte
e quelle non ancora completate, lo stato di avanzamento di ogni edizione,
di ogni coppia di pagine, di ogni singola pagina, lo scostamento temporale
in più o in meno rispetto ai tempi di chiusura previsti, con la possibilitÃ
(qualora il livello di accesso dell’operatore lo consenta) di effettuare
direttamente le correzioni e le modifiche tramite un “richiamo” del
software di editing. Nel caso in cui, per esigenze redazionali, si
rendessero necessarie modifiche nella foliazione o nella distribuzione
delle pagine tra le varie edizioni, il Timone Elettronico fornisce una
lista delle modifiche da effettuare: testi e titoli da sopprimere,
aggiungere, accorciare, allungare, controllo della collocazione degli
annunci pubblicitari rispetto agli input della concessionaria, e così via.
In questo modo è possibile quantificare con esattezza il tempo necessario
per effettuare le modifiche richieste e valutarne quindi la fattibilità .
Con il Timone Elettronico, insomma, Il Tirreno dispone di uno strumento
affidabile e potente per la gestione integrata della produzione
giornaliera, che da un lato consente di monitorare in maniera ottimale un
processo di produzione estremamente compresso, caratterizzato da un elevato
numero di pagine e da numerose edizioni locali; dall’altro, ha consentito
di ottimizzare le risorse umane necessarie per la produzione: si pensi
soltanto che la tipografia del giornale è concentrata in un ambiente di
circa 100 metri quadri e che l’organico netto richiesto nell’area di
preparazione e di 23/24 unità produttive.
Si ringraziano per la cortese collaborazione: Gabriele Marchegiani,
Loredana Sanchioli e Giovanni Starita de Il Tirreno; Giovanni Campo e
Enrico Bianchini della Cooperativa Libera Stampa di Livorno.
