Soluzioni per un piccolo pianeta
E’ con questo
slogan che IBM ha recentemente inondato i canali televisivi indirizzando
utenti di ogni Paese (nello spot si parlano piu lingue e i protagonisti
sono uomini della strada) con l’intento di dimostrare che l’informatica giÃ
oggi (e ancor piu domani) deve andare verso tutti indistintamente con
metodi e linguaggi di comunicazione semplici, intuitivi, immediati,
universali: nessuno più è disposto a sottostare alle costrizioni inventate
da una ristretta cerchia di ricercatori della famosissima Silicon Valley
lontani anni luce dalla massaia di S. Pietro all’Olmo, dal pensionato di
Vibo Valentia , dal barista di Cinisello Balsamo.
Un nuovo approccio all’informatica
Il panorama, d’altronde, e le esigenze vere sono le stesse per qualsiasi
ambiente di lavoro sia esso dominato da giovani rampanti che apparentemente
si sentono a casa loro solo quando “smanettano” con una tastiera oppure da
seri professionisti molto più orientati alla specificità dei problemi che
devono continuamente affrontare che non ai mezzi che la tecnologia mette a
disposizione per muovercisi con disinvoltura.
Un’ulteriore considerazione, piu vicina al mondo dell’editoria, è che oggi
è praticamente impossibile gestire direttamente tutte le professionalitÃ
necessarie per realizzare un prodotto o un servizio, tanto più se, come
succede spesso, gli stessi sono in continua evoluzione, spinti dalle
esigenze sempre più aggressive di una società che corre ormai a rotta di
collo.
Costruire quindi (e soprattutto mantenere) un prodotto editoriale ad un
buon livello significa allora creare, gestire e mantenere una ragnatela di
contatti, di collaborazioni, di prestazioni esterne all’azienda da
integrare e mescolare con intelligenza nel prodotto stesso.
Di qui i frequentissimi contatti, lo scambio continuo di informazioni e di
servizi con un insieme molto spesso numerosissimo di operatori esterni
attraverso tecniche tradizionali (anche perché spesso si tratta di
collaborazioni occasionali) come il fax e/o la trasmissione di testi.
E, a seguire, la solita trafila della segretaria di redazione che riceve,
interpreta, completa, smista all’interessato (o semplicemente mette sulla
sua scrivania se non è presente).
L’instradamento delle informazioni
Senza ulteriori indugi vorrei a questo punto raccontare brevemente quanto
IBM ha realizzato con un automatismo molto spinto (e , ciò che non guasta ,
a costi molto contenuti) che ha permesso la ricezione e l’instradamento di
testi e messaggi esterni indirizzati ad una specifica redazione.
Dal punto di vista logico la soluzione si articola su un insieme di
componenti hardware e software fra di loro strettamente interagenti.
Si parte da un router che riceve il file esterno; in funzione del tipo di
segnale (o di file) ne riconosce la provenienza (fax da macchina fax, fax
da PC, altro file da PC).
Il router, attraverso uno specifico software, indirizza quindi il file ad
un server fax (si tratta di un Personal di modeste proporzioni, un 486 a 16
MB di RAM con 300 MB di hard disk e scheda multiseriale per il collegamento
dei modem, in ambiente OS/2 Warp) o ad un server testi (stessa
configurazione).
Per i fax si attiva automaticamente un software di riconoscimento del
contenuto ( occorre ricordare che per una fax di provenienza Personal tale
valore si avvicina al 100 %, mentre per una fax tradizionale tale valore è
funzione della qualità dell’originale).
Se prevalgono alcune caratteristiche grafiche (ad es. nell’uso di fonti e
corpi) nei fax in ricezione è possibile tarare il sistema di ricezione in
modo da migliorare sensibilmente la percentuale di caratteri interpretati
automaticamente.
Il fax è archiviato innanzitutto in formato immagine, mentre la sua
versione ASCII è creata solo se si raggiunge una percentuale predefinita di
riconoscimento del contenuto.
In caso di riconoscimento insufficiente il fax viene stampato su una
stampante rete.
Nel caso invece di riconoscimento accettabile la sua versione ASCII è
automaticamente inviata alla redazione interessata sulla base di una
semplice codifica inserita all’inizio del fax stesso utilizzando le
funzioni specifiche del sistema editoriale esistente.
In modo analogo, nel caso di files di testo, il router indirizza gli stessi
ad un secondo server e qui viene attivato un filtro universale di
interpretazione in funzione del Word Processor utilizzato all’origine.
Un filtro universale
I testi possono provenire da PC o da Mac dotati di qualunque programma di
comunicazione (Terminal di Windows, Hyper Access di OS/2, ecc) e qualunque
protocollo, come Z-Modem, Y-Modem, Kermit, ecc. ed essere scritti con uno
dei circa 100 (!) Word Processors riconosciuti. In modo analogo il nostro
filtro universale è in grado di produrre un centinaio di formati di output
e, anche in questo caso, attraverso una semplice indicazione inserita
all’inizio del testo inviarlo alla redazione interessata.
I vantaggi dell’automazione
Evidenti i vantaggi della soluzione quali l’automazione dell’intero
processo di acquisizione di testi e messaggi da collaboratori esterni
(dotati di qualunque cosa in grado di comunicare), la sicurezza e la
rapidità delle operazioni ( non c’è segretaria di redazione in grado di
competere con un
computer nel capire chi ha inviato, cosa, per chi, in quale formato), il
funzionamento 24 ore su 24, 7 giorni alla settimana, la capacità di
interpretare tutto quello che arriva senza doversi procurare nuovi software
magari da usare una sola volta.
Gestire l’universo di informazioni che qualcuno invia al giornale tutti i
giorni è spesso compito ingrato che non richiede certo professionalitÃ
specifiche e qualificate.
Se qualcuno (in questo caso una macchina) lo può fare per noi, facendoci
anche risparmiare, tanto di guadagnato!
Cesare De Micheli
