Simage: un archivio di immagini e notizie accessibile via ISDN
Introduzione
Simage, Servizi Italia Image System, cerca di risolvere il problema che
spesso tocca i quotidiani ed i periodici: comprare immagini da fotografi od
agenzie fotografiche che si trovino lontano dalle redazioni; e inoltre
cerca di fornire un materiale pronto per la pubblicazione in brevissimo
tempo. Esistono già diverse soluzioni, come la trasmissione via satellite
usata dalle grosse agenzie (Reuters, Associated Press, Ansa) o la
spedizione via corriere, ma nessuna di queste consente un’interazione così
diretta come quella fornita da una rete ad alta velocità di computer.
Simage realizza proprio questo: una rete elettronica riservata ai giornali,
ai periodici, ai fotografi ed alle agenzie fotogiornalistiche. Questa rete,
una volta attivata, può portare parecchi miglioramenti alla velocità ed
all’efficienza del lavoro di quanti competono, giornalmente, con la
televisione per essere più puntuali, immediati e completi.
La memorizzazione digitale delle foto in un archivio permette anche la
nascita di una memoria storica elettronica. E’ ipotizzabile un accesso a
questo archivio da parte di chiunque per gli scopi più diversi, istruzione
o ricerche di costume ad esempio; è possibile inoltre integrare l’archivio
dall’esterno aggiungendo database di immagini ad alta risoluzione giÃ
esistenti, come le collezioni dei musei o degli archivi storici.
Simage
Simage funziona sfruttando le linee ISDN a 64 Kbit/sec; a causa della sua
alta interattività non può usare le normali linee telefoniche. ISDN
presenta inoltre la prerogativa di essere una linea “a consumo” e di costo
contenuto: questo la rende un mezzo di comunicazione economico ed
accessibile anche alle più piccole realtà di questo mercato. Inoltre ISDN è
uno Standard Europeo di comunicazione e questo apre la possibilità di un
mercato internazionale delle foto: per esempio il campionato di basket NBA,
il campionato di calcio italiano ed il Festival di Cannes sono eventi molto
seguiti anche all’esterno dei rispettivi Paesi. Come protocollo è stato
scelto il TCP/IP, con le varianti PPP e SLIP, in quanto è lo standard “de
facto”. TCP/IP consente il riconoscimento degli indirizzi, la connessione
di reti diverse (quelle dei giornali ad esempio) ed è diffuso nei tre
sistemi operativi presi in esame (Unix, Mac e PC).
Con questo approccio la rete geografica che costituisce Simage può essere
considerata come una rete locale con una velocità di 64 Kbit/sec , con
tutti gli utenti collegati ad un nodo centrale che controlla tutte le
attività di rete. Il nodo centrale attualmente consiste di diversi
computer: communication server, database server e unità ausiliarie.
I communication server sono incaricati della gestione delle connessioni
ISDN, del controllo della rete e dell’autorizzazione degli accessi; il
database server gestisce i dati; le unità ausiliarie provvedono al backup
dei dati ed alla sostituzione di alcune parti del sistema in caso di
guasto.
Tutte le attività del nodo sono automatiche.
I Communication Server sono della macchine UNIX con hardware Intel 486,
equipaggiati con schede ISDN. Attualmente dispongono di un Accesso Primario
(fino a 30 connessioni contemporaneamente) e di tre Accessi Base, usati per
la manuntezione ed i test. I server effettuano un routing software delle
chiamate provenienti dall’esterno verso la rete Ethernet interna.
Teoricamente l’Accesso Primario ha una banda passante di 2 Mbit/sec mentre
la rete Ethernet raggiunge i 10 Mbit/sec: è quindi possibile avere fino a
cinque Accessi Primari sullo stesso ramo di Ethernet senza degradarne le
performance. Cinque Accessi Primari equivalgono a 150 connessioni
contemporanee, un bel risultato per la rete.
Sono stati preferiti dei router software a quelli hardware per la loro
maggiore flessibilità , configurabilità ed economicità .
Il Server
Simage memorizza per ogni immagine un insieme di dati descrittivi e tre
file a differenti risoluzioni. La preview, o bassa risoluzione, è di 175 x
175 pixel, la media è di 750 x 550 pixel e permette la visualizzazione a
tutto schermo, l’alta è di 2048 x 1400 e permette la stampa a colori di
qualità . Tutti i file sono a 24 bit, sono compressi JPEG e sono acquisiti
da diapositiva o negativo con uno scanner a 36 bit (12 per colore) ad
almeno 1000 dpi.
Il database lavora in una macchina UNIX, il database server, che ha un’inter
faccia nativa verso il TCP/IP e, tramite questa, è collegato ai
communication server. Il database server deve essere una macchina RISC
molto potente con interfaccia SCSI veloce per poter controllare tutti i
dischi magnetici che contengono i dati. La nostra soluzione ci permette di
memorizzare diversi Gbyte di dati senza spendere troppo nei dischi. Non
abbiamo scelto i WORM od i dischi magneto ottici perché il juke box che
avrebbe dovuto controllarli sarebbe costato troppo e sarebbe stato troppo
lento al crescere del numero degli accessi contemporanei (il tempo di
cambio disco di un juke box è troppo alto, anche con più lettori e con la
cache). Poiché lo scopo principale di Simage è fornire all’utente, più
velocemente possibile, la foto desiderata, abbiamo pensato di dividere
l’archivio in più parti. Abbiamo memorizzato i dati in dischi diversi per
capacità , performance e prezzo. Nei dischi più veloci manteniamo i dati e
gli indici necessari alle ricerche, in dischi più lenti memorizziamo le
preview e le medie risoluzioni, in dischi ancora più lenti ma estremamente
capienti (9/18 Gbyte) memorizziamo le alte risoluzioni. In questo modo
Simage fornisce le migliori performance durante le ricerche e quindi
presenta immediatamente all’utente il risultato della ricerca, poi passa
alla visualizzazione delle preview, agli ingrandimenti ed infine allo
scarico. Questa strategia rende Simage uno strumento estremamente
interattivo e veloce: fatto molto apprezzato all’interno dei quotidiani in
cui anche i minuti hanno importanza.
La divisione del database in più dischi permetterebbe anche la gestione di
ogni disco da parte di una CPU diversa (più database server che lavorano
insieme) consentendo prestazioni eccezionali anche in una rete locale con
molte centinaia di utenti. L’architettura di Simage è stata progettata per
crescere e mantenersi al passo delle novità tecnologiche minimizzando gli
investimenti e dilazionandoli nel tempo (just in time).
Il database che utilizziamo è un prodotto commerciale che permette di
memorizzare le immagini come campi: Simage utilizza questa possibilità solo
per le basse e le medie risoluzioni. Le alte risoluzioni sono memorizzate
come file sui dischi per una più efficiente politica di backup. Questi
file, infatti, una volta memorizzati non vengono più modificati o spostati
ma solo acquistati dagli utenti: è quindi molto semplice archiviarli su
nastro in base alla data di arrivo.
I Client
I client possono essere sia Windows che Macintosh, dispongono solo di un
programma di interfaccia grafica che permette di costruire le condizioni di
ricerca con le voci tratte dai menù, senza preoccuparsi di come Simage ha
memorizzato i dati. Abbiamo avuto parecchie difficoltà ad implementare il
software client in entrambe le piattaforme essenzialmente perché non
esisteva un database che avesse la stessa architettura client server sia su
Mac che su PC: decidemmo così di adottare un database con una buona
soluzione per Windows e di scrivere, partendo da zero, tutto il software di
comunicazione per il Mac. Il software per Mac è scritto in C, quello per
Windows in Visual C e Visual Basic. Entrambi i client possono mostrare i
propri messaggi in lingue diverse: è possibile utilizzare l’italiano,
l’inglese, il francese, il tedesco e lo spagnolo semplicemente cambiando il
setup.
Simage può collegare ad ogni foto un testo memorizzato nel database,
contenente la notizia a cui si riferisce la foto o una descrizione di
qualunque lunghezza. Ogni autore descrive la propria foto riempiendo una
scheda che contiene i campi di ricerca: il nome della persona, il luogo e
la data dello scatto, una breve didascalia, etc.
Tutti questi campi vengono considerati come “key words”, e Simage li
indicizza per facilitare e velocizzare le ricerche; inoltre Simage
scandisce la didascalia ricavando le singole parole che la compongono; ogni
parola significativa è inserita, insieme al riferimento alla foto, in un
dizionario. Le parole non significative (articoli, preposizioni, etc.)
vengono inserite in un “antidizionario”.
Durante la ricerca l’utente può sceglier se lavorare per “key words” o con
i dizionari: nel primo caso la ricerca è risolta utilizzando gli indici sui
campi chiave, nel secondo il testo scritto dall’utente viene scomposto in
parole, vengono eliminate tutti i termini contenuti nell’antidizionario e
vengono recuperate le foto collegate ai termini trovati nel dizionario. Le
“key words” sono state scelte espandendo i campi richiesti dallo standard
IPTC e sono il Nome Proprio, il Nome Comune, il Gruppo, l’Evento, l’Azione,
la Caratteristica, la Data di Archiviazione, la Data dell’Evento,
l’Argomento, il Dettaglio, lo Stato, la Città , l’Agenzia Fotografica e il
Fotografo. Tutte le “key words” hanno un menù che propone i loro diversi
valori. Quando l’utente trova delle foto che rispondono ai suoi criteri di
ricerca, le vede comparire, in bassa risoluzione, in una griglia: a questo
punto è possibile spostarle sullo schermo, ingrandirle e stamparle. Un
esempio è mostrato nella figura 1.
Un menù a tendina è richiamabile dall’angolo sinistro di ogni foto e
permette all’utente di avere tutte le informazioni associate alla foto: il
proprietario, il prezzo la data ed il luogo dello scatto, i dati tecnici
del file, il file di testo eventualmente associato, etc. Facendo, con il
mouse, un doppio click sulla preview si ottiene la media risoluzione ed è
quindi possibile esaminare più in dettaglio la foto; è poi possibile
acquistare la foto scaricando dal server il file ad alta risoluzione:
questa operazione comporta l’emissione della fattura per il prezzo
indicato.
I dati associati alla foto sono mostrati nella figura 2. Gli utenti possono
scaricare le foto in qualunque formato (TIFF, BMP, JPEG, Targa, etc,) sia a
colori che in bianco e nero.
Tutti i fotografi e le agenzie fotografiche collegate con Simage possono
scannerizzare le foto nei propri uffici, riempire la scheda informativa ed
inviare il loro lavoro via ISDN al Server che le carica immediatamente. In
pochi minuti Simage può fornire ai giornali una foto appena scattata,
riducendo drasticamente i tempi fino ad ora necessari. Normalmente i
fotografi inviano il loro lavoro durante la notte per poter sfruttare le
tariffe ridotte, ma, quando necessario, possono lavorare in “real time”.
Gli Sviluppi Futuri
Stiamo lavorando per migliorare la ricerca con i dizionari, aggiungendo i
sinonimi ed il riconoscimento automatico del maschile/femminile e
singolare/plurale; inoltre stiamo cercando di ottenere una traduzione
automatica delle didascalie per poter avere una vera internazionalizzazione
delle foto.
Ancora in questa direzione stiamo realizzando, replicando l’architettura di
Simage, altri Server in Europa che, collegati a quello italiano, permettano
l’acquisto di foto estere in Italia e la vendita di foto italiane
all’estero. Abbiamo anche sviluppato una versione WWW per Internet che
dovrebbe poter offrire solo le foto in bassa risoluzione ed un’interfaccia
semplificata: questa soluzione ci permetterebbe subito l’ingresso nel
mercato internazionale, ma abbiamo molti dubbi sull’uso commerciale e
sicuro di Internet.
Conclusioni
Attualmente Simage collega parecchie agenzie fotografiche italiane ed
europee con altrettanti quotidiani e periodici italiani. Gli utenti
apprezzano il servizio ma necessitano di enormi quantità di foto ed i
fotografi non riescono, per ragioni di tempo e di convenienza economica, a
garantire la copertura necessaria. Alla fine di giugno Simage conteneva
oltre 15.000 foto, con un tasso di crescita di oltre 1000 foto al mese.
Poiché la scansione e la compilazione delle schede richiede tempo e nessuno
può lavorare 24 ore al giorno solo su questo, il lavoro di digitalizzazione
degli archivi fotografici procede lentamente. Nell’interesse del servizio
stiamo ora cercando, per lo più negli Stati Uniti, archivi di foto giÃ
digitalizzati da inserire in Simage mediante programmi di conversione.
Stiamo inoltre provando nuovi dispositivi di acquisizione, come le nuove
macchine fotografiche digitali, che dovrebbero accorciare i tempi di
produzione del file in quanto eliminano la fase di sviluppo fotografico.
D’altra parte i vantaggi offerti da Simage sono evidenti, la tendenza verso
un uso elettronico delle foto è innegabile, le autostrade dell’informazione
sono quasi pronte in Italia e sono una realtà nei paesi più progrediti e
quindi il tempo lavora con noi.
Giorgio Bignozzi
(Traduzione italiana a cura dell’autore. L’originale in lingua inglese è
stato pubblicato negli atti del convegno)
