Prosegue l’integrazione nella prestampa digitale
Grafitalia ’96, “non solo macchine”, per dirla
parafrasando il titolo di una fortunata trasmissione televisiva dedicata a
tutto quanto fa “tendenza” nel mondo della moda, degli atteggiamenti e del
costume. La più tradizionale delle rassegne italiane dedicate alle
soluzioni per l’industria grafica e della stampa, che si è svolta a Milano
dal 7 all’11 maggio in abbinamento a Converflex, mostra di macchine e
materiali per il converting, ha fatto segnare un record per quanto riguarda
i visitatori, quasi 80.000, registrando in particolare un successo senza
precedenti per quanto riguarda i visitatori provenienti dall’estero,
raddoppiati rispetto alla edizione precedente.
Ma più ancora delle cifre, lusinghiere al di là di ogni più rosea
previsione, il successo della manifestazione, organizzata dalla societÃ
Centrexpo di Milano, si respirava all’interno dei padiglioni, affollati di
operatori provenienti sia dal settore della grafica commerciale che
dall’industria editoriale, con in testa i responsabili tecnici di tutti i
più importanti quotidiani.
Non solo macchine: a Grafitalia riprende forza e vigore la ricerca di nuove
soluzioni per la organizzazione del lavoro nell’industria editoriale, con
la diffusa convinzione che, a oltre dieci anni dalla prima grande ondata di
introduzione dei sistemi editoriali nei giornali, forse i tempi siano
maturi per avviare una nuova stagione di investimenti, nonostante
difficoltà ed incognite di tipo finanziario.
Database prossimi venturi
Uno dei più importanti fornitori internazionali di sistemi editoriali, che
opera con successo sul mercato italiano e, anche recentemente, ha colto
significative affermazioni in alcuni dei più importanti mercati europei, ha
commissionato una indagine di mercato all’interno sull’industria dei
giornali degli Stati Uniti. L’obiettivo era vedere lo stato di “avanzamento
tecnologico” delle installazioni all’interno del più grande mercato
editoriale mondiale. I risultati sono stati abbastanza sorprendenti: le
oltre 1.500 testate americane sono all’avanguardia per quanto riguarda la
sperimentazione, e l’impiego, delle tecnologie proiettate in direzione dei
supplementi elettronici, quali CD-Rom interattivi, servizi on line e siti
Internet, mentre sono rimaste, per così dire, al palo, per quanto riguarda
l’innovazione tecnologica dei sistemi editoriali. Il “cuore informatico”
che batte nelle testate americane è ancora, in massima parte, quello della
prima generazione dei sistemi editoriali. L’innovazione tecnologica si è
sviluppata nella “periferia” dei sistemi di produzione, ma al centro si
resta ancorati a soluzioni progettate dieci-quindici anni fa, un periodo di
tempo a dir poco geologico per un comparto industriale abituato ad un
incalzante tasso di innovazione. Nella più grande industria editoriale ed
informatica del pianeta, insomma, si stanno studiando nuove soluzioni che
siano in grado, nei fatti e non solo nelle intenzioni, di sostituire i
vecchi sistemi basati su software ed hardware proprietario.
Qualcosa di molto simile, per quanto si è potuto vedere a Grafitalia, sta
forse avvenendo nel nostro Paese, almeno a giudicare dalla quantità e
qualità dei tecnici editoriali che hanno visitato la rassegna grafica
milanese.
Secondo la opinione di numerosi fornitori, il sistema editoriale monolitico
dei primi anni ottanta, basato su architetture proprietarie, si è venuto
progressivamente “sfilacciando”, a tutto vantaggio di soluzioni sempre più
aperte nei confronti delle piattaforme standard Windows, Macintosh e Unix.
In Italia, come all’estero, è sempre più diffusa la consapevolezza che, se
si riescono a risolvere i problemi editoriali attraverso l’impiego di
pacchetti software standard, magari con alcune implementazioni
specializzate, non ci sono più ragioni per rivolgersi a sistemi dedicati.
Il sintomo forse più visibile di questa evoluzione, tecnologica e culturale
al tempo stesso, sono le componenti più “manuali” – ci si passi il termine
– presenti nei sistemi editoriali, vale a dire le tastiere! Chiunque
ricordi la sofisticata personalizzazione delle prime tastiere “dedicate”,
tasti colorati e specializzati per ogni funzione editoriale, può misurare
il cammino fatto confrontandole con le tastiere in dotazione ai personal
computer Windows e Macintosh sui quali oggi si impaginano in modalitÃ
wysiwyg intere sezioni di quotidiano. Meno pretese e più semplicità , con un
occhio alla maturazione informatica degli operatori ed un altro al
portafoglio delle aziende.
All’interno dei sistemi editoriali ci si sforza di integrare sempre più
funzioni in grado di sfruttare le piattaforme standard. IBM, attraverso una
società consociata, la Sistemi Informativi, ha presentato un applicativo
per uso redazionale basato su LotusNotes. Il software è fortemente
orientato alla gestione dei flussi editoriali, ed agisce, integrandosi con
il sistema editoriale installato, come uno strumento per la pianificazione
del lavoro. Dispone anche di un proprio editor, oppure può interagire con
editor già esistenti.
Sempre sul fronte della integrazione N.T.G. ha presentato MediaSphere, una
database multimediale in grado di gestire ogni elemento della
comunicazione, testo, grafica, foto, pagine, audio e video. Il sistema di
archiviazione è basato su un database relazionale Sybase, con un software
di conversione dinamica dei files in formato Acrobat. Il prodotto sfrutta
sia l’interfaccia Macintosh che Windows, consente la ricerca full text sui
materiali archiviati, ed è integrato con Java, applicativo per le immagini
in movimento su rete Internet.
Anche Unisys crede nelle enormi potenzialità strategiche della nuova
generazione di database, aperti alla gestione ed alla produzione di
prodotti multimediali. All’interno del proprio sistema editoriale Hermes,
che anche recentemente ha raccolto significativi successi in mercati
difficili ed oltremodo diffidenti come quelli tedesco e francese, è stata
ulteriormente implementata la possibilità dell’archiviazione di suoni ed
immagini. Ulteriori sviluppi si sono registrati in direzione delle
tecnologie di trasmissione a distanza, con l’implementazione di moduli per
la teletrasmissione attraverso architetture standard. Questo consente di
immaginare la diffusione di prodotti stampati anche attraverso la loro
produzione su unità di uscita situate presso grandi utenti, o presso
services non necessariamente attrezzati per la tiratura in un alto numero
di copie. Fra i canali alternativi possibili partendo dal database di
Hermes c’è il rilascio dei files per la rete Internet.
In occasione di Grafitalia Sinedita ha annunciato di aver concluso due
nuovi contratti di fornitura con i quotidiani La Sicilia di Catania e La
Gazzetta del Sud di Messina: una affermazione significativa per la software
house torinese e per il gruppo di società con le quali è in fase di
rodaggio una sempre più stretta collaborazione tecnologica e commerciale,
la G.M.D.E e la Apis Niger Software. Tutto ciò mentre si attende il debutto
mondiale del nuovo SES – Sysdeco Editorial System – previsto in occasione
del Nexpo di Las Vegas, un nuovo front end basato su Dewar, compatibile al
cento per cento con EDPage e destinato, nei piani della società norvegese,
a sostituire il J11 dei sistemi Atex presso tutti i grandi clienti
internazionali.
Nei prossimi mesi continueremo a seguire gli sviluppi di questo delicato
comparto dell’industria informatica, anche in previsione di un importante
appuntamento internazionale in occasione del quale si cercherà di fare il
punto della situazione sulla evoluzione dei database nell’industria
editoriale. Il 25 e 26 settembre prossimi, infatti, all’Hotel Carlton di
Bologna si svolgerà un seminario organizzato dalla ASIG – Associazione
Stampatori Italiana Giornali – e dall’IFRA tedesca, proprio dedicato ai
“database per l’industria editoriale”, al quale interverranno esperti
italiani ed internazionali. Maggiori dettagli sull’iniziativa sono
nell’articolo a pagina 22.
Al processo di integrazione di diverse componenti tecnologiche in un unico
layout industriale non sfuggono neppure i fornitori di impianti per la fase
finale della lavorazione del prodotto stampato. Un buon esempio arriva
dalla R.G. di Milano, che ha recentemente acquisito la rappresentanza della
società Segbert, produttrice di uno stacker commerciale con dispositivo
elettrostatico e pallettizzazione automatica. Opportunamente integrato
nella linea di spedizione Idab-Wamac, sempre distribuita da R.G., il nuovo
stacker consente lo stoccaggio di diversi inserti prestampati.
Le aziende si rafforzano e studiano nuove formule
Quale che sia il futuro prossimo venturo dei data base che verranno
proposti sul mercato, tutti gli operatori hanno chiarissimi almeno due
aspetti del problema, uno finanziario ed uno più strettamente tecnologico.
I margini economici dei nuovi prodotti non saranno mai più quelli di una
volta. Quando cominciò anche in Italia la prima ondata di introduzione
delle tecnologie informatiche nelle redazioni dei giornali, ed eravamo
nella prima metà degli anni ottanta, alle aziende fornitrici bastava
vendere poche installazioni per chiudere i bilanci in attivo. Non sarà più
così: i margini di guadagno dell’intero comparto dell’informatica si sono
ridotti al minimo, ed il mercato della domanda, ormai maturo, non consente
più i volumi di vendita degli anni scorsi. Sul versante tecnologico, lo
scenario più probabile individua editori alle prese con componenti di
sistemi sempre più sofisticati, “pezzi” che andranno di volta in volta
integrati a misura di cliente. Di fronte a queste ipotesi, alcuni dei
protagonisti dell’industria grafica stanno studiando nuove formule
organizzative, caratterizzate da ingenti investimenti in risorse umane ed
estrema flessibilità .
La N.T.G. ha avviato, ormai da molti mesi, una “campagna acquisti” per
rafforzare ulteriormente il personale tecnico altamente specializzato nel
mercato della grande editoria. Parallelamente tutta l’attività è stata
indirizzata lungo due direttrici parallele: fornitura di apparecchiature e
fornitura di soluzioni. Queste ultime sono sempre il risultato di una
integrazione di sistemi diversi presenti sul mercato, che vengono
configurati caso per caso attraverso un rapporto di stretta collaborazione
con i clienti. I professionisti di recente assunti dalla N.T.G. si occupano
proprio di questo particolare settore di attività , che richiede non solo
competenza tecnica, ma anche, e soprattutto, conoscenza dei problemi tipici
dell’industria editoriale. Sul fronte dell’offerta di apparecchiature, la
N.T.G. ha presentato un catalogo 1996 maggiormente omogeneo nei confronti
della fascia di utenti professionali.
Il problema di mettere ordine fra i tanti pezzi di un unico mosaico
informatico non riguarda solo società come la N.T.G. Apple Computer,
proprio in occasione di Grafitalia, ha distribuito ai visitatori più
qualificati un nuovo CD-Rom, denominato Masters of Media, che contiene una
guida ragionata alla integrazione multimediale dei vari strumenti di
comunicazione digitale esistenti sul mercato. Il CD è stato progettato come
uno strumento di supporto alla rete di vendita, ma va dato atto alla Apple
Italia, ed al manager che maggiormente si è impegnato nella preparazione e
nella diffusione di questo strumento, Ottorino Baseggio, che i risultati
sono andati al di là della finalità principale. Masters of Media, infatti,
costituisce una fonte quasi inesauribile di spunti tecnici sulla
organizzazione di veri e propri network digitali per il trattamento delle
informazioni, un universo dove, prima ancora di sapere “come integrare”,
occorre capire “che cosa” si può fare con i singoli pezzi del puzzle, e
dove si nasconde il valore aggiunto nell’integrazione di piattaforme
hardware e soluzioni software sviluppatesi, in origine, per segmenti di
mercato assolutamente indipendenti fra loro.
E se l’integrazione tecnologica non basta, Sinedita ha cominciato a
proporre una forma, assolutamente innovativa, di “integrazione” fra aziende
altamente specializzate in particolari comparti dell’automazione grafica.
La software house torinese, infatti, ha avviato la fase di rodaggio di un
vero e proprio “reticolo” di partner specializzati per fornire alle aziende
soluzioni in grado di coprire tutte le aree produttive. A questo network di
specialisti partecipano numerose aziende, fra le quali le più note agli
operatori dell’area editoriale e grafica sono Apis Niger, di Firenze, e
G.M.D.E., di Milano. Le società continuano ad agire in assoluta autonomia,
ma quando un cliente richiede lo sviluppo di applicazioni che trovano
competenze particolarmente qualificate all’interno di uno degli altri
partner, a questi viene indirizzato. Ciò consente alle singole aziende di
non disperdere preziose energie nei mille rivoli dell’informatica,
concentrandosi invece sulla propria specializzazione.
Come si vede, una strategia altamente innovativa per affrontare un problema
comune a tutti gli operatori del settore, ben sintetizzato nel corso di un
incontro con uno dei più noti professionisti che lavorano al servizio
dell’industria editoriale. “Fino alla fine degli anni ottanta – ha detto il
nostro interlocutore – si discuteva la soluzione, poi si trattava sul
prezzo. Oggi si parte dal prezzo, che deve essere il più basso possibile, e
poi si arriva alla soluzione”. Il contenimento dei costi guida la maggior
parte delle scelte, i finanziamenti sono difficili da trovare, e quasi
nessuno fra i fornitori pratica più il cosiddetto buy-back, ovvero
garantisce di riprendersi indietro le macchine qualora gli affari del
cliente non vadano come auspicato. In questo scenario, per i fornitori
diventa fondamentale ridurre i costi, per poter offrire al cliente, accanto
alla affidabilità delle macchine e del servizio, soluzioni economicamente
competitive. D’altra parte, e questa è un po’ l’altra faccia della
medaglia, il nostro interlocutore ha sollevato anche un quesito di non
facile soluzione: “Siamo proprio sicuri che a chi compra convenga tirare la
corda sul prezzo fino al punto di mettere in forse lo sviluppo del proprio
fornitore?” In un mercato caratterizzato da soluzioni che richiedono
investimenti talvolta anche molto impegnativi, sia in termini economici sia
in funzione del coinvolgimento professionale di tutta la struttura
produttiva, come nel caso del cambiamento del sistema editoriale, la
stabilità del fornitore è una variabile da non sottovalutare. Se alla fine
dell’anno chi ha venduto è costretto a chiudere per colpa di una politica
di sconti selvaggi, è l’intero investimento in tecnologia dell’utente che
rischia di andare vanificato.
E il multimediale chi se lo compra?
“E’ un vero peccato che l’industria editoriale italiana continui ad essere
restia nei confronti delle potenzialità dei nuovi strumenti per la
comunicazione multimediale”, ha dichiarato un professionista del mercato
dei fornitori che lavora in una delle più importanti aziende internazionali
che operano in questa area.
“Ma che cosa fanno le aziende fornitrici – domandiamo noi – per promuovere
queste soluzioni all’interno dell’industria editoriale?” Lapidaria la
risposta: “poco o nulla”, ed un motivo sembrerebbe esserci. L’interesse
dimostrato finora dagli editori tradizionali nei confronti dei nuovi
strumenti di comunicazione sembrerebbe affatto modesto in confronto al
coinvolgimento delle aziende che, invece, investono in comunicazione ed in
pubblicità .
Nello stesso momento in cui si svolgeva la nostra chiacchierata, pochi
stand più in là , i dimostratori del data base multimediale della Cascade
intrattenevano alcuni dirigenti del Festival del Film di Locarno e,
successivamente, alcuni rappresentanti di una delle più importanti firme
italiane della moda maschile e femminile.
Gli uni e gli altri cercavano nuove soluzioni per comunicare, ed un data
base in grado di memorizzare immagini in movimento abbinate ad audio e a
testi sembrava loro un’ottima soluzione, sia per fornire spezzoni di film
agli appassionati che per costituire banche dati sui modelli presentati
alle sfilate di moda.
Forse due o tre indicazioni sono troppo poche per tirare delle conclusioni,
ma almeno il dubbio resta: e se il mercato delle tecnologie interattive
decollasse grazie al diretto intervento di quanti oggi investono in
pubblicità sui mezzi di comunicazione tradizionale, fra i quali i giornali?
Se i grandi acquirenti di spazi pubblicitari si dovessero convincere prima
di altri circa la forza dei nuovi mezzi interattivi, gli editori
rischierebbero di perdere una grossa opportunità per guidare lo sviluppo di
questo settore.
Tutto ciò che può diventare digitale, lo diventerÃ
“Se c’è un insegnamento che ci ha dato il ventesimo secolo, è che qualsiasi
cosa che possa diventare digitale, diventerà digitale. E la stampa non fa
eccezione.” Questa è la profezia che Benny Landa, il fondatore di Indigo,
il primo sistema di stampa filmless per copie in alta qualità e bassa
tiratura, ha pronunciato davanti a quanti lo hanno ascoltato, ed
incontrato, in occasione di Grafitalia e Converflex. L’argomento del
contendere, naturalmente, è la stampa digitale, e le prospettive di un
mercato dove, è sembrato di capire, non tutto ciò che luccica è oro, e dove
le soluzioni tecnologiche più ardite e, perché no, più affascinanti per le
prospettive che aprono, non sempre vengono premiate dai fatturati
aziendali.
Le minacce alle soluzioni di maggior impegno imprenditoriale, per
intenderci Xeikon e Indigo, non vengono certo dalla minaccia, del tutto
teorica, di un universo dei media dominato dai mezzi elettronici,
televisione, servizi on line, Internet. Ha avuto buon gioco, Benny Landa, a
spiegare che l’industria della comunicazione si regge, essenzialmente,
sulla pubblicità , e che la stampa, da questo punto di vista, costituisce
sempre e comunque uno strumento di primaria importanza. Le vere minacce
vengono dall’interno stesso dell’industria dei fornitori e degli utenti
finali delle macchine. Sul primo fronte, già si affacciano colossi come la
Canon, che offre apparecchi per la riproduzione del colore a basso costo
destinati al mercato uffici, o come la Heidelberg, che propone una uscita
diretta su lastra per la stampa. Sul secondo fronte, ci si domanda dove mai
si trovi un mercato che richieda alta qualità e bassa tiratura in quantitÃ
tale da giustificare gli elevati investimenti richiesti per le due macchine
regine del settore. “Sono strumenti per i quali occorrerà stimolare ed
inventare nuovi mercati”, è stato detto in occasione della presentazione
delle due macchine per la stampa filmless, ma sembra che occorrerà qualcosa
di più impegnativo della semplice fantasia. Per il momento, sul mercato
italiano, i due contendenti Xeikon e Indigo si fronteggiano ad armi pari,
con sette installazioni ciascuno.
Un altro settore dove alle grandi attese non sono finora seguiti risultati
altrettanto eclatanti, almeno per quanto riguarda il mercato italiano, sono
i dorsi per la fotografia digitale. I protagonisti di questo settore
appartengono al vertice dell’industria mondiale delle immagini: Agfa,
Canon, Fuji, Kodak, Minolta, Nikon erano tutte presenti a Grafitalia.
L’offerta di apparecchiature spazia da quelle con prestazioni più spinte,
in termini di capacità di memoria, velocità di ripresa e flessibilità di
impiego all’interno dei network digitali, a quelle con prestazioni più
contenute, ma né le une né le altre sembra siano riuscite, almeno per il
momento, a minacciare seriamente le pellicole fotografiche. Alcuni
operatori parlano apertamente delle Olimpiadi di Atlanta come di un
ulteriore banco di prova per capire il futuro di questa tecnologia, ma
proprio in quella occasione troverà il suo primo, significativo banco di
prova la nuova fotocamera Nikon F5, destinata a diventare la nuova
ammiraglia professionale della prestigiosa casa giapponese; una fotocamera
che utilizza sofisticatissimi strumenti elettronici per il controllo
dell’esposizione e della messa a fuoco automatica, ma che utilizza come
supporto, naturalmente, le “vecchie” pellicole 35 mm: per intendersi, lo
stesso formato di pellicola messo a punto settant’anni fa’ da Oskar
Barnack, Il creatore della Leica.
Luci ed ombre anche per quanto riguarda le prospettive del
computer-to-plate. Il mercato italiano guarda con grande rispetto le
soluzioni prospettate da Du Pont e da Kodak, ma anche in questo caso la
qualità indiscussa delle soluzioni non trova riscontro nelle installazioni.
Va pur detto che, a differenza della fotografia digitale, le linee per il
computer-to-plate hanno bisogno, a monte, della completa integrazione dei
processi produttivi che culminano nella digitalizzazione integrale della
pagina del quotidiano. Gli ottimisti dicono che le soluzioni di CTP sono
arrivate troppo presto rispetto allo sviluppo tecnologico globale
dell’industria dei giornali, i più maliziosi dicono che, a conti fatti,
sarebbero più care in termini gestionali, sta di fatto che il mercato
italiano una gran fretta in questa direzione non sembra averla.
Pubblicità on line: verso il digitale
Un settore dove le tecnologie digitali sembra stiano davvero per sfondare,
almeno per quanto riguarda il mercato italiano, è quello della pubblicità .
Grazie anche all’iniziativa di approfondimento teorico e sperimentazione
pratica sviluppata da ASIG, con il supporto dei più importanti editori e
stampatori di quotidiani italiani e in collaborazione con gli specialisti
della società Servizi Italia, del gruppo svizzero Publicitas, i temi legati
alla trasmissione on line degli annunci pubblicitari sembrano ormai maturi
per avviare l’impiego delle tecnologie basate sulla rete ISDN. Il mercato è
estremamente interessante sia per i fornitori di servizi specializzati,
come Servizi Italia, sia per i fornitori di sistemi editoriali, che
guardano con estrema attenzione alle opportunità che sono venute maturando
sia nell’ambito editoriale vero e proprio che presso le più importanti
concessionarie di pubblicità . Per tutti i protagonisti l’appuntamento
decisivo sarà l’incontro organizzato dalla ASIG per la diffusione dei
risultati finali dell’approfondimento teorico sperimentazione avviata a
metà del 1995. In quell’occasione, prevista nei prossimi mesi, saranno
anche pubblicate una serie di raccomandazioni tecniche per quanti, editori,
fornitori, agenzie, concessionarie e fotolito, decideranno di operare nel
mercato della pubblicità on line.
NEWCOMM ’97: un salone per l’integrazione tecnologica
Si chiamerà Newcomm il nuovo salone per gli operatori dell’industria della
comunicazione, prestampa digitale e multimedialità , che si svolgerà dal 18
al 21 settembre del prossimo anno a Bologna. L’annuncio ufficiale di
Newcomm ’97 è stato dato da Felice Rossini, presidente di Centrexpo,
società che organizzerà l’evento, in occasione della conferenza stampa di
presentazione di Grafitalia e Converflex, che si è svolta a Milano lo
scorso 7 maggio. NEWCOMM ’97: come ha detto Rossini, è stato progettato
come “una fiera molto mirata, che si rivolge a settori caratterizzati dal
rapido rinnovamento tecnologico, i cui protagonisti stentano a ritrovarsi
nelle grandi fiere di settore che sono, per loro, troppo generaliste.
Potenziali visitatori di Newcomm sono gli operatori della pubblicità , gli
stampatori di libri, giornali, riviste, gli operatori dei prodotti
multimediali e dei prodotti on line, gli stampatori commerciali, gli studi
grafici, e tutti coloro che sono interessati all’attività di prestampa, ma
anche a quella di stampa fatta con le nuove attrezzature messe a
disposizione dall’elettronica”.
Un nuovo evento, Newcomm, che si inserisce in una generale riorganizzazione
degli appuntamenti fieristici di Centrexpo, a beneficio sia dei fornitori
di tecnologie che dell’industria grafica ed editoriale nazionale.
Newcomm ’97, alla cui organizzazione concorreranno professionisti dei
diversi comparti interessati, e società estremamente qualificate nel
settore dei servizi all’industria editoriale, è un nuovo appuntamento che,
a suo modo, dovrebbe concorrere a quella progressiva integrazione,
culturale e tecnologica, fra industria informatica ed industria della
comunicazione, che appare essere uno dei passaggi chiave per l’espansione
dell’industria dei media in Italia e nel mondo.
