Netta ripresa per l’industria grafica e cartotecnica

Animi più sereni, quest’anno, all’Assemblea di Assografici,
l’Associazione Nazionale Italiana delle Industrie Grafiche, Cartotecniche e
Trasformatrici.
Un anno or sono il Presidente dell’Associazione Alberto Gajani aveva
definito “complicata” e “difficoltosa” la fase congiunturale che le imprese
italiane del settore grafico e cartotecnico stavano attraversando.
Preoccupazioni e timori di chi opera nel comprato sono stati notevolmente
alleviati in occasione dell’Assemblea annuale dell’Associazione, svoltasi
lo scorso 6 aprile a Milano, presso l’Istituto Rizzoli. Il merito di questo
clima rasserenato è senza dubbio dei risultati di consuntivo fatti segnare
dal settore nel corso del 1997, dati che – pur non potendo essere definiti
eccezionali – possono senz’altro essere definiti positivi e forieri di una
solida e duratura ripresa.

I dati del 1997
Nel corso del 1997 la filiera della stampa e della carta ha fatto
registrare un incremento di produzione del 9% rispetto al 1996, benché il
livello contenuto del prezzo delle carte non abbia consentito, a livello di
fatturato, di superare i valori fatti segnare nel corso del 1996.
La produzione industriale si è mantenuta vivace lungo tutto l’arco
dell’anno, con una accelerazione nel corso dell’ultimo trimestre dell’anno,
legata al buon andamento delle esportazioni ed al risveglio dei consumi
interni e – con essi – del mercato pubblicitario.

I risultati dei singoli comparti
Il settore stampa ha chiuso il 1997 con una forte crescita produttiva
(+10%) che, nonostante la vivacità della domanda interna ed il sensibile
aumento degli investimenti pubblicitari, cresciuti questi ultimi del 6,6%,
non si è però tradotta in un incremento di redditività. Hanno contribuito a
questo esito due fattori distinti: da una parte, politiche commerciali
particolarmente aggressive, in grado di determinare tanto clamorosi
successi quanto rovinosi fallimenti; dall’altra, la nascita di vere e
proprie “ansie di cambiamento”, dovute al fenomeno della
dematerializzazione dei messaggi, che ha colpito in maniera particolare i
settori delle lavorazioni di prestampa, la produzione di modulistica e di
titoli cartolari.
Più contenuti, pur se ampiamente positivi, i risultati del comparto
cartotecnico e trasformatore. Ad una crescita dei volumi del 6% – con il
miglior andamento della produzione di imballaggi flessibili e di sacchi di
carta a grande contenuto (+20%) – è corrisposto un tasso di crescita del
fatturato complessivo prossimo allo zero, dovuto prioritariamente alle
oscillazioni dei prezzi delle materie prime.
Buone notizie arrivano dal settore carta e cartoni. La fase di ripresa
evidenziatasi già nella seconda metà del 1996 è infatti proseguita per
tutto il 1997, portando a 7,6 milioni di tonnellate la produzione cartaria
e a 10.450 miliardi di lire il fatturato complessivo, con un incremento
dell’1,5% rispetto al 1996 e facendo registrare una crescita complessiva di
tutto il settore pari al 9%.
Questi risultati sono riconducibili in gran parte allo sviluppo della
domanda di prodotti cartari, che si è tradotta in un incremento degli
ordini interni (+8%) ed esteri (+10%). Restano comunque aperte in questa
area le incertezze legate alle quotazioni di mercato delle cellulose.

Gli scambi con l’estero
In attivo il saldo della bilancia commerciale del settore nel suo
complesso: i 3.500 miliardi di lire di surplus sono tuttavia inferiori del
7% ai valori fatti registrare nel 1996, e ciò principalmente a seguito
della sostenuta ripresa delle importazioni, che hanno fatto registrare nel
corso dell’anno un incremento del 10%.
Particolarmente incisivo l’incremento delle importazioni nel comparto
cartotecnico trasformatore (+14%) che, insieme al lieve incremento (+4%)
delle esportazioni, pari a 5.400 miliardi di lire, ha prodotto una
variazione negativa del 7% sul saldo attivo registrato nel corso del 1996.
Più contenuto l’incremento delle importazioni (+8%) nel comparto grafico,
che nel 1997 ha consentito di mantenere un saldo attivo commerciale di poco
inferiore a quello del 1996 (1.500 miliardi), nonostante le esportazioni –
pari a 2.300 miliardi di lire – abbiano subito un calo del 3%.

Dai dati resi noti da Assografici emerge un quadro per il 1997 di
sostanziale crescita per il settore. L’industria grafica e cartotecnica può
quindi guardare al 1998 come all’anno della conferma e della decisa
rinascita, che non paiono più speranze per il futuro, bensì obiettivi
seriamente raggiungibili.