Lezioni di volo acrobatico… decollare, mantenere la rotta, atterrare!
Tecnomedia non è
sicuramente una rivista per top-gun, né un bollettino riservato alle Frecce
Tricolori! Perché allora trattare di volo acrobatico?
La spiegazione è da ricercare nel fatto che i tecnici della prestampa sono
alle prese con una miriade di applicazioni e formati al punto tale che lo
scambio di informazioni fra le diverse fasi della produzione impegna come
se si trattasse di una acrobazia aerea.
Il publishing elettronico ha modificato le responsabilità ed il flusso di
lavoro nel mondo dell’editoria e delle arti grafiche: esistevano figure
professionali ben definite, la catena di lavorazione era rappresentata da
una sequenza univoca ed organizzata di operazioni. Oggi lo stesso addetto
dispone di strumenti polifunzionali che consentono, a seconda delle
periferiche, di realizzare tutto o in parte il processo produttivo.
Nuove tecnologie, nuove professionalità , nuovi flussi produttivi
Questo accade anche nei quotidiani: il confine fra le diverse
professionalità degli operatori impiegati nelle aree di preparazione sta
assumendo contorni sempre più sfumati. Gli addetti alle “vecchie”
reprocamere vengono convertiti all’uso degli scanner e dei software di
fotoritocco ed anche al taglio ed alla messa in pagina dell’immagine. Ecco
quindi che una metodologia operativa che prevedeva una persona addetta alla
gestione dell’acquisizione delle immagini, che poi passava la carta
fotografica al montaggista per la messa in pagina, viene aggregata in una
unica operazione. Stesso discorso per la gestione dei testi: una volta vi
erano persone addette alla sola digitazione, oggi, molto spesso, chi scrive
è anche preposto alla impaginazione elettronica nel menabò definitivo.
Il continuo accorpamento di funzioni porta, inevitabilmente, ad una fase
transitoria in cui l’operatore deve essere adeguatamente istruito sullenuove metodologie.
Contestualmente alla trasformazione delle figure professional
i, anche le fasi intermedie di verifica della qualità della lavorazione e
dei risultati sono modificate in maniera significativa e richiedono nuovi
strumenti. Un aspetto a nostro avviso singolare è dato dalla attuale
“incertezza” non solo sulla corretta gestione di un determinato lavoro, ma
anche sulla effettiva possibilità di produrlo!
Intendiamo dire che gli strumenti a disposizione dell’operatore sono
sofisticati ed orizzontali, offrono una gamma di possibilità quasi infinite
per raggiungere l’obiettivo della lavorazione. L’operatore “affoga” in menù
e sottomenù di opzioni che mascherano difficoltà tecnologiche: esse,
talvolta, finiscono con l’emergere quando è troppo tardi!
Denominatore comune di tutte le fasi produttive è, quasi universalmente, il
linguaggio PostScript, oggi giunto al Livello 3, che rappresenta in forma
matematica anche la pagina più complessa.
Quante volte accade che un lavoro, specialmente nelle aree di preparazione
pubblicitaria, giunto al fatidico momento della stampa di bozza, produca un
messaggio %%OFFENDING COMMAND? Oppure, quanto spesso si verifica che una
immagine, dopo essere stata passata attraverso OPI, impaginata con il testo
e messa nel menabò mandi in crisi il RIP della fotounità ?
Per entrambe le domande la risposta è: spesso e nei momenti meno opportuni!
Il “simulatore di volo”
Come sempre, la tecnologia viene in soccorso di se stessa: esistono
specifici prodotti che si fanno carico di verificare la “riproducibilità “
dei lavori generati e che vanno sotto il nome di software per il preflight.
Con l’espressione “fare preflight testing” si intende quindi l’utilizzo di
specifici applicativi che verificano nel dettaglio tutti i componenti di un
dato lavoro, segnalano eventuali incongruenze e/o errori di realizzazione,
evidenziano problemi non introdotti da una errata operatività , bensì da una
non corretta generazione degli oggetti da parte degli applicativi autore.
L’offerta di LinkService
LinkService, per offrire una gamma sempre più completa di servizi e
soluzioni, si occupa della commercializzazione di prodotti per il preflight
che consentono quindi di verificare le caratteristiche dei documenti prima
dell’invio alla periferica di uscita. Questi, oltre a segnalare eventuali
problemi, dispongono anche di strumenti per intervenire sugli elementi
critici e consentono di apportare le necessarie variazioni ed
ottimizzazioni.
Oltre a prodotti che ricevono in input file generati dalle più diffuse
piattaforme grafiche, in questi mesi stiamo proponendo una ulteriore
possibilità legata ad un uso “particolare” della tecnologia Adobe Acrobat.
Quando, quattro anni or sono, Adobe rilasciò la prima versione di Acrobat,
il posizionamento del prodotto e le sue caratteristiche non lo rendevano
adatto alle applicazioni legate alla prestampa ed alla stampa di qualità .
Oggi, con la versione 1.2 del linguaggio PDF, è possibile utilizzare questo
nuovo standard come strumento di verifica pre-rippaggio, consentendo di
conseguire significativi risparmi di tempo e materiali di consumo.
LinkService ha acquisito la distribuzione dei migliori prodotti disponibili
che offrono, oltre ad avanzate caratteristiche di anteprima, potenti tools
per la modifica dei file in formato PDF. Inoltre realizziamo
implementazioni specifiche per consentire una piena integrazione di questi
strumenti all’interno dei flussi produttivi.
Massimo Pioli
