Investire per sconfiggere la crisi


}D: Quali previsioni si possono fare sull’andamento del settore grafico e
cartotecnico trasformatore per il 1997?
R: Per quanto il Governo Prodi preveda l’imminente nascita di una nuova
primavera per l’Italia che farà cessare i sacrifici, i dati di fatto del
nostro settore mostrano che, a parte qualche nicchia fortunata, il peso
degli investimenti sul fatturato è smisurato e difficilmente questo
consente alle imprese di realizzare degli utili. Ma prima o poi bisogna
investire se si vuole restare nel mercato. Molte piccole aziende sono costrette a chiudere, oltre che per ragioni di mercato, per motivi legati alle nuove
normative Europee che, oltretutto, il nostro parlamento ha reso ancora più
restrittive. Il D.Lgs. 626/94, ad esempio, grava troppo sui costi di
piccole e medie imprese. In un mercato deficitario come il nostro, dove il
prezzo della carta sale e scende come l’oro, anche le grandi aziende hanno
dovuto procedere alle cosìddette “ristrutturazioni”. Dopo un ’96 per
niente felice, il ’97 non sarà sicuramente un anno d’oro. Si può tentare di
restare in piedi, ma è vitale aver fatto i necessari investimenti.
}D: Che cosa potrebbe spingere il mercato verso una ripresa dopo il 1997?
R: Salvo particolari recessioni, si può pensare ad una ripresa nel ’98. Nel
’96 molte aziende del nostro settore hanno fatto ingenti investimenti in
alta tecnologia. Chi, come loro, sarà preparato, prima o poi vincerà la
battaglia. Chi invece avrà tentato solo la sopravvivenza sarà sconfitto e
uscirà dal mercato.
}D: Lei ha espresso forti preoccupazioni sull’adeguamento delle strutture
industriali ai parametri dettati dalle Direttive di Bruxelles. Cosa hanno
comportato le Direttive “Macchine” e “Imballaggi” per il settore grafico e
cartotecnico trasformatore?
R: Una maggiore organizzazione implica un maggior peso burocratico, e
questo già comporta dei problemi e dei costi. In particolare, per quanto
riguarda la Direttiva “Imballaggi”, ci siamo incontrati più volte con il
Ministero dell’Industria e dell’Ambiente e con altre associazioni di
categoria implicate nella nuova Direttiva (Assocarta, Assovetro,
Assolegno, ecc.). Nel prossimo incontro del 15 giugno dovremmo fare il
punto della situazione. Il problema è che è difficile far convergere gli
interessi di differenti categorie. A livello Ministeriale è stato infatti
istituito un osservatorio con compiti di Authority, che dovrebbe anche
vigilare sulla costituzione ed il funzionamento del CONAI. Quest’ultimo
avrà la funzione di coordinare i vari Consorzi Volontari istituiti da
ciascuna categoria merceologica e quindi la raccolta, il riciclo e lo
smaltimento dei rifiuti da imballaggio di diverso genere. Una cosa è
certa: la Direttiva Imballaggi implicherà dei costi sul prodotto. Resta da
stabilire se questi graveranno a monte o a valle. E’ probabile un ricarico
sui prezzi al consumatore, ma potremo accertarlo solo dopo il 1 Novembre,
quando la Direttiva entrerà in vigore a tutti gli effetti. I produttori di
imballaggi in cartone hanno anche un’altra preoccupazione: l’eventuale
preferenza, da parte dei consumatori e dei grandi distributori, per
imballaggi di minor costo come la plastica … e da qui i contrasti con
Federchimica, Assoplast ecc.
}D: In quale percentuale gravano i costi indotti dalle Direttive sui costi
totali dell’azienda?
R: Sono valori difficilmente identificabili, attualmente allo studio. E’
però ipotizzabile che incidano del 5% sul costo della materia prima.
}D: Le difficoltà di adeguamento alle normative Comunitarie sono state
riscontrate anche negli altri Paesi europei?
R: Già la legge Topfer aveva creato grossi problemi di applicazione alle
imprese tedesche. La Francia, che ha già applicato sistemi analoghi al
nostro, ha avuto minori difficoltà. In generale, il problema è che queste
leggi contengono “credi” che non sempre si possono tradurre in realtà.
Comunque il nostro Ministero dell’Industria si è reso disponibile affinchè
i gruppi industriali possano dare validi suggerimenti ed è aperto alle
proposte organizzative delle varie associazioni del settore.
}D: La soluzione a queste problematiche, secondo quanto da Lei affermato, è
“essere presenti al momento dell’elaborazione propositiva delle linee
politiche”. In che modo?
R: Essere presenti significa essere disponibili, avere all’interno della
propria associazione dei dirigenti, dei tecnici di un certo spessore e,
perchè negarlo, avere anche aperture nei corridoi dei Ministeri: più si è
presenti, più è facile venire a conoscenza delle attività in corso al
Governo e maggiori sono le nostre possibilità di intervenire
tempestivamente su normative che, apparentemente funzionanti dal lato
teorico, spesso non sono applicabili a lato pratico. Questo perchè
raramente chi legifera conosce la materia concretamente. Chi opera nel
nostro settore deve anche intervenire in sede parlamentare europea, a
Bruxelles, e Intergraf è l’associazione della nostra categoria preposta ai
dialoghi con i servizi dell’Unione Europea.