Il settore grafico e cartotecnico in attesa della ripresa
“Un anno inquieto e
complicato, vissuto tra difficoltà di vario tipo che hanno reso ancora più
ardua l’individuazione di tendenze congiunturali”. Alberto Gajani,
presidente di Assografici, ha così sintetizzato l’andamento del settore
grafico e cartotecnico trasformatore nel 1996, nella relazione svolta in
occasione dell’assemblea annuale dell’associazione che si è svolta l’8
aprile scorso all’Istituto Rizzoli di Milano, ed alla quale ha partecipato
il Presidente di Confindustria Giorgio Fossa.
}Fra vincoli burocratici ed infrastrutture carenti
Stentati i risultati del settore nel 1996. Rispetto al 1995 la produzione
del settore grafico ha accusato un calo dell’1,4% pari a quello
dell’industria nel suo complesso, mentre il settore cartotecnico
trasformatore ha beneficiato di un modesto incremento dello 0,6%. In
termini di fatturato, le tendenze dei due comparti si invertono: il settore
cartotecnico trasformatore ha segnato una marcata flessione del 7,3%
(10.380 miliardi), mentre l’attività del settore grafico ha registrato un
lieve incremento del 2,1% (19.800 miliardi).
Nel 1996 l’attività produttiva è stata spinta al ribasso dal calo
generalizzato della domanda interna, con l’aggravante di una rete di
infrastrutture costosa e decisamente poco rispondente alle necessità di
quelle attività maggiormente collegate alla cultura e all’informazione
stampata. In particolare, Gajani lamenta gli aumenti delle tariffe postali
e dell’Iva sui prodotti del settore della stampa editoriale, definendoli
“anacronistici”. Non meno trascurabili le vicende più direttamente
collegate al settore cartotecnico trasformatore. Da un lato i
condizionamenti indotti dalle problematiche ambientali per lo smaltimento
e il riciclo rifiuti da imballaggio, dall’altro il brusco ripiegamento dei
prezzi delle materie prime indotto dalla stasi nei consumi, che ha
penalizzato ulteriormente i profitti del settore.
Le conseguenze di questa difficile fase congiunturale, dal carattere
incerto ed imprevedibile, si sono tradotte in un inasprimento della
concorrenza che, a fronte della sovracapacità effettiva o potenziale del
comparto, è giocata tutta sui prezzi, con un impatto piuttosto forte sui
margini delle imprese.
Nel ’96 è mancato anche il sostegno delle esportazioni – in calo dell’1%
sul ’95 in entrambi i settori a seguito dell’apprezzamento del cambio -,
stimate in 2.360 miliardi per i prodotti grafici ed editoriali, e in 5.250
miliardi per i prodotti della cartotecnica e della trasformazione. Solo il
netto cedimento delle importazioni (-14%) ha reso possibile mantenere
all’attivo il saldo della bilancia commerciale. L’avanzo di 4.000 miliardi
è stato generato per 2.620 miliardi dal minor peso delle importazioni nel
settore cartotecnico trasformatore (-18%), mentre il settore grafico ha
mantenuto il saldo positivo ai valori dello scorso anno (1.600 miliardi).
Una battuta d’arresto generale, dunque, per il settore in questione che, in
un clima di difficile pianificazione e programmazione, frena
inevitabilmente anche gli investimenti, dopo il forte dinamismo di cui
avevano goduto nel 1995 con la legge Tremonti.
}Tecnologie digitali e Unione Europea: due rivoluzioni
Oggi ci troviamo di fronte ad una realtà complicata e difficilmente
interpretabile anche per i repentini ed importanti cambiamenti che
caratterizzano il settore nel suo complesso. Innovazione digitale e
globalizzazione definiscono nuovi metodi di produzione e di presenza sul
mercato: le aziende del settore dovranno presto confrontarsi con le nuove
possibilità di ricevere e distribuire messaggi su supporti differenti da
quello tradizionale cartaceo. La concorrenza dei nuovi strumenti
elettronici di comunicazione e informazione si è già fatta sentire su
alcuni prodotti, quali la modulistica e le buste per corrispondenza, la cui
produzione ha subito un calo notevole nell’ultimo quadriennio,
rispettivamente del 15% e del 12%.
Non dimentichiamo poi l’altra grande “rivoluzione” in corso – l’Unione
Europea – la cui attività legislativa impone oggi non pochi vincoli e
condizionamenti (e costi) al mondo grafico e cartotecnico trasformatore.
Basti pensare a quelli indotti dall’adeguamento delle strutture industriali
ai parametri dettati dalle note Direttive Comunitarie in materia di
sicurezza e ambiente. Dal punto di vista delle aziende del settore,
infatti, l’Europa “non è solo l’idea romantica di un unico territorio di
popoli amici”, ma è anche e “anzitutto, un centro di elaborazione
legislativa”. Troppo spesso in Italia “ci accorgiamo” delle Direttive
Comunitarie, elaborate da funzionari ministeriali di 15 Paesi diversi,
solo quando sono già state convertite in legge dal nostro Parlamento. Se
non s’interviene tempestivamente in quella sede, si rischia poi di
pagarne le conseguenze “con ostacoli fittizzi alla libera circolazione
delle merci, o con costi indotti sulla struttura industriale di entitÃ
tutt’altro che trascurabili”, proprio come è già avvenuto con il
recepimento della Direttiva “Macchine” e della Direttiva “Imballaggi”.
Entrare in Europa offre occasioni per migliorare le proprie condizioni
operative, opportunità che tuttavia, se trascurate, possono divenire
ostacoli.
“Essere in Europa”, ha concluso Gajani, “vuol dire anche essere presenti al
momento dell’elaborazione propositiva delle linee politiche: dopo è troppo
tardi.”
}
