Il nuovo sistema di produzione delle Gazzette di Mantova
Appena due mesi
per la sostituzione completa del sistema editoriale con il quale vengono
realizzatele testate Gazzetta di Mantova, Nuova Gazzetta di Modena,
Gazzetta di Reggio, La Nuova Ferrara: è questo il record realizzato dai
tecnici della Finegil Editoriale e delle Gazzette di Mantova. Per capire
cosa sta dietro questo piccolo miracolo, è necessario, prima di descrivere
il nuovo sistema di produzione, risalire indietro nel tempo di qualche anno
se non di qualche…secolo.
Flash back
La Gazzetta di Mantova riporta nel sottotitolo la dicitura “Quotidiano
d’informazione fondato nel 1664″ a quell’anno risale infatti l’avvio delle
pubblicazioni di quel Foglio d’Avisi che di lì a poco avrebbe cambiato la
propria denominazione in Gazzetta di Mantova: nome che, tra varie traversie
e non poche interruzioni delle pubblicazioni – l’ultima delle quali durata
dal 1919 al 1946 – mantiene tuttora.
Di lunga durata è anche la storia della Gazzetta di Reggio, nata nel 1860 e
passata anch’essa attraverso varie vicissitudini: a partire dal 1921 la
testata cambiò più volte nome: Il Solco Fascista, Il Tricolore, Reggio
Democratica, quindi, nel 1947, nuovamente Gazzetta di Reggio. Nel 1977 la
testata cessò le pubblicazioni per il fallimento della società editrice,
sino alla definitiva riapertura ad opera dell’Editoriale Le Gazzette il 3
marzo 1981.
Ancora più recente è la storia delle altre due testate: il primo numero
della Nuova Gazzetta di Modena esce il 24 marzo 1981, quello della Nuova
Ferrara il 4 aprile del 1989. Per quest’ultima testata non fu possibile
utilizzare la dizione Gazzetta di Ferrara in quanto esisteva già all’epoca
una pubblicazione quotidiana con lo stesso nome, edita dal gruppo Longarini
ed oggi scomparsa.
Un momento importante nella storia del gruppo editoriale mantovano è il
1980: nel mese di giugno di quell’anno, infatti, viene costituita, in forma
di società per azioni, la Editoriale Le Gazzette, con una partecipazione
del 70% per Mondadori Editore, del 25% per la Citem – la cooperativa di
giornalisti e poligrafici che sino ad allora aveva editato la Gazzetta di
Mantova – e del restante 5% per il direttore del giornale Rino Bulbarelli.
L’ingresso nella proprietà di una importante realtà come Mondadori
conferisce alla società le risorse finanziarie e manageriali per impostare
una fase di consolidamento e di sviluppo, concretizzatasi con il riavvio
delle pubblicazioni della Gazzetta di Reggio, l’apertura di nuove testate a
Modena e Ferrara, l’ammodernamento degli impianti di produzione.
Dal vecchio al nuovo sistema
Quando, al termine della famosa “guerra” per il controllo della Mondadori,
l’Editoriale Le Gazzette passò sotto il controllo del gruppo editoriale
L’Espresso, il ciclo produttivo realizzato dalla società mantovana era tra
i più avanzati nel panorama italiano: il sistema editoriale Crosfield
integrato con sistemi Tecnavia per il trattamento delle immagini e con
fotounità Monotype consentiva l’impaginazione layout-driven, con disegno
del menabò da parte della redazione e successivo inserimento nel sistema
editoriale, totale autonomia delle singole realtà produttive per quanto
riguardava il disegno e la realizzazione delle pagine di propria
competenza; e, per finire, uscita sulle fotounità della parte editoriale
(testi e foto) a pagina intera, con assemblaggio manuale sul tavolo
luminoso della sola parte pubblicitaria.
Dal punto di vista organizzativo, quindi, le Gazzette si trovavano già in
sintonia con la “filosofia” del gruppo Finegil, che privilegia l’autonomia
e la responsabilità della redazione in tutte le fasi della realizzazione
del prodotto.
Naturalmente, con il passare degli anni gli strumenti produttivi installati
cominciarono a mostrare qualche limite: il sistema editoriale, al momento
della sua introduzione, si poneva certamente al top delle soluzioni
disponibili sul mercato, ma a partire da un certo momento Crosfield, per le
note vicissitudini, cessò di svilupparlo ed aggiornarlo. Nella più ampia
ottica del gruppo Finegil, inoltre, il sistema editoriale delle Gazzette
poneva il problema della integrazione della realtà produttiva delle
Gazzette nel sistema di sinergie editoriali tra le varie testate del gruppo
(che usano il sistema 3P), basato sull’interscambio di pagine e di elementi
di pagina attraverso il cosiddetto Centralone collocato presso il centro di
produzione di Pavia, che attraverso un sistema di filenaming univoco ed un
software di routing gestisce gli scambi di materiale informativo tra i
quotidiani del gruppo. Per ovviare al problema era stato elaborato un
software, residente su un Pc presso il centro di produzione di Mantova, che
effettuava la transcodifica del materiale in arrivo da e in partenza per il
Centralone, ma naturalmente questa soluzione, facendo perdere i codici di
formattazione, impediva l’interscambio di pagine complete e rendeva
necessaria la reimpaginazione del materiale importato.
Prodotto e organizzazione del lavoro
Ogni giorno le quattro testate compongono una media di 137,9 pagine in
formato tabloid berlinese (il cosiddetto formato Repubblica): 46,2 pagine a
Mantova, 30,5 a Reggio, 31,7 a Modena e 29,5 a Ferrara. La foliazione media
giornaliera è di 46,2 pagine a Mantova, 42,2 a Reggio, 43,4 a Modena, 41 a
Ferrara. Infine, la tiratura: 43.443 copie giornaliere per la Gazzetta di
Mantova, 18.651 per la Gazzetta di Reggio, 15.901 per la Nuova Gazzetta di
Modena (delle quali 1.225 per l’edizione di Carpi), 15.889 copie per la
Nuova Ferrara, per una produzione media giornaliera complessiva di 93.884
copie.
Il ciclo produttivo inizia con la realizzazione del timone pubblicitario,
che il giorno precedente a quella della lavorazione viene impostato dagli
operatori della sede produttiva di Mantova sulla base degli input che
giungono dalla concessionaria di pubblicità , e quindi inserito nel sistema
editoriale, in modo che ciascuna redazione, l’indomani mattina, abbia giÃ
sulle pagine riferimento degli ingombri pubblicitari. Ed è sempre la sede
di Mantova che, all’occorrenza, inserisce sul timone pubblicitario le
modifiche e gli spostamenti di pubblicità che si rendessero necessari.
Nel quadro di quel rapporto sinergico tra le singole testate che
costituisce da sempre il tratto distintivo del gruppo Finegil, la sede di
Mantova costituisce il nodo di scambio per le pagine che – tramite il
Centralone di Pavia – provengono da altri giornali del gruppo, oppure che
vengono prodotte a Mantova e cedute – sempre per il tramite del Centralone
– agli altri quotidiani del gruppo.
Ogni giorno giungono a Mantova cinque pagine di politica ed attualitÃ
nazionale ed internazionale, oltre ad una pagina e due colonne contenenti i
listini di Borsa. Da Mantova vengono invece trasmesse agli altri quotidiani
la pagina con i programmi televisivi e le quattro colonne che completano la
seconda pagina di economia nazionale. Sempre a Mantova viene realizzata la
pagina con i pronostici di Totocalcio, Totogol e Totip, che esce sui
quotidiani del gruppo il mercoledì. Limitatamente all’edizione del lunedì,
Mantova fornisce alla sede di Pescara quattro pagine di politica ed
attualità nazionale ed internazionale e tre-quattro pagine di sport
nazionale. L’interscambio del materiale avviene, per quanto riguarda i
testi ed i layout di pagina, tramite il Centralone di Pavia, al quale tutti
i quotidiani sono collegati con linee CDN, mentre le foto vengono trasmesse
utilizzando sistemi Tecnavia. Fa eccezione a questo schema il quotidiano La
Città di Salerno, ultimo arrivato nel gruppo Finegil, che utilizza come
sistema editoriale una rete di Macintosh ed al quale le pagine “sinergiche”
vengono trasmesse in formato Pdf utilizzando attualmente linee telefoniche
commutate e, tra breve, linee ISDN.
A parte dunque le pagine realizzate in sinergia, le quattro testate sono
completamente autonome: i giornalisti disegnano il menabò aiutandosi con un
book di formati predefiniti, e gli operatori grafici lo inseriscono nel
sistema editoriale. Nello stesso tempo, i redattori possono iniziare a
lavorare ai testi di propria competenza, per i quali il sistema comunica
gli esatti ingombri. Le foto vengono inserite nel sistema tramite scanner
presenti in ciascuna delle sedi produttive, quindi impaginate nella
posizione e con il taglio definiti dalla redazione. Gli annunci
pubblicitari vengono invece lavorati nella sede di Mantova.
Lo schema organizzativo utilizzato non prevede alcuna fase di
“impaginazione”, intesa come collocamento dei testi sulla pagina: è il
calcolatore infatti che, sulla base delle indicazioni contenute nel menabò
elettronico, fa confluire automaticamente testi, titoli e foto nello spazio
loro assegnato, controlla la congruenza degli ingombri, sostituisce gli
aggiornamenti di ogni elemento ai precedenti mantenendo in memoria tutte le
versioni precedenti, segnala l’avanzamento della lavorazione delle pagine.
Il sistema produttivo
L’architettura della rete di comunicazione presenta caratteristiche
innovative nel panorama italiano. Solitamente infatti, in realtà dove le
singole strutture redazionali detengono un forte grado di autonomia, viene
adottata la soluzione delle LAN interconnesse; in pratica, ciascun centro
di produzione è strutturato come un piccolo sistema editoriale, e i
collegamenti tra ciascuna LAN ed il sistema centrale sono di solito
limitati al trasferimento del materiale finito, richiedendo quindi una
capacità trasmissiva non elevatissima.
In questa configurazione operazioni come l’inserimento dei menabò nel
sistema oppure l’impaginazione delle foto vengono spesso gestite presso la
sede centrale, al fine di limitare il traffico e razionalizzare l’impiego
degli addetti.
A Mantova si è scelta una strada diversa: la creazione di una WAN (Wide
Area Network), una rete geografica che ha però le stesse caratteristiche,
struttura e tempi di riposta di una rete locale, e dove ciascun utente,
poniamo, di Modena, interagisce con i server del sistema, situati a
Mantova, allo stesso modo che se si trovassero nella stanza accanto. Per
realizzare questo obiettivo, è stata realizzata in ciascun centro
produttivo una rete in modalità bridging, con portante fisico di classe 5
(throughput di 100 Megabit al secondo). I collegamenti tra le tre sedi di
Modena, Reggio e Ferrara e la sede centrale di Mantova sono assicurati da
CDN a 128 kbit/secondo, con backup automatico su linee ISDN. I protocolli
di comunicazione utilizzati sono Tcp/Ip e Netbeui.
In un network così strutturato, parlare di “sede centrale” a proposito di
Mantova rischia di essere una espressione priva di senso: da un punto di
vista logico, infatti, il sistema non ha un centro, o, meglio, il sistema è
la rete stessa, sulla quale sono disseminati molteplici “nodi”, alcuni
costituiti dalle stazioni di lavoro di giornalisti e poligrafici, altri dai
server, collocati tutti – per comodità di gestione e manutenzione – nella
sede di Via Fratelli Bandiera a Mantova.
E vediamo dunque la struttura di questi nodi sulla rete. Il sistema
editoriale 3P risiede su due server Olivetti Netstrada 5000 in ambiente
Unix, così come lavorano in Unix i due server Netstrada che gestiscono
l’Assemblatore, l’applicativo che effettua l’assemblaggio automatico delle
pagine sulla base delle indicazioni contenute nel menabò e che rilascia i
file Postscript per le lavorazioni successive.
Sempre Netstrada 5000, ma rispettivamente in ambiente Novell e Windows NT,
sono le coppie di server utilizzati per il trattamento della pubblicità e
delle foto. I server Windows NT gestiscono inoltre l’archivio delle pagine
in formato Pdf, l’archivio degli annunci pubblicitari, l’archivio
fotografico Tecnavia. Quest’ultimo, ancora in fase sperimentale, contiene
già l’ultimo anno e mezzo di immagini trasmesse dall’Ansa (33.000 foto),
che vengono archiviate in automatico utilizzando i campi Iptc/Naa. Ai
server pubblicitari Novell è collegato uno scanner Eskofot ad alta qualità ,
utilizzato per l’acquisizione e la deretinatura delle pellicole
pubblicitarie; per alleggerire il traffico sulla rete principale, il
collegamento tra questo scanner e i server avviene tramite una rete
secondaria ad alta velocità .
Le agenzie – testi e foto – giungono via satellite a Man-tova; da qui le
foto vengono smistate sul sistema Tecnavia, mentre i testi vengono
concentrati sui server Telpress D-Com, che gestiscono inoltre l’archivio
dei testi editoriali Telpress Ocean, residente su server NT, e i testi
provenienti da un Personal Computer sul quale – tramite linea commutata – i
collaboratori esterni depositano i propri articoli. In questo modo sia i
testi provenienti dell’archivio del giornale che i testi dei collaboratori
vengono messi a disposizione dei redattori come se si trattasse di normali
dispacci di agenzia. Una soluzione simile è adottata anche per le foto: i
fotografi esterni possono infatti trasmettere le proprie immagini al
sistema Tecnavia tramite linea commutata.
Le stazioni di lavoro sono comuni PC con microprocessore Pentium e sistema
operativo Windows 3.11. In totale le stazioni di lavoro collegate al
sistema sono 113: a Mantova 27 redazionali e 17 tipografiche, nelle altre
sedi 16 redazionali e 7 tipografiche. In ognuna delle quattro sedi
produttive, i poligrafici effettuano l’inserimento dei menabò nel sistema
editoriale, l’acquisizione e l’impaginazione delle foto, l’eventuale
battitura di testi non disponibili su supporto elettronico; i poligrafici
della sede di Mantova, in aggiunta, lavorano la pubblicità e gestiscono il
timone pubblicitario.
Al momento attuale nelle sedi di Modena, Reggio e Ferrara uno dei PC,
denominato Master, svolge funzioni di file server per tutte le altre
stazioni di lavoro, ed è in collegamento fisso con i server del sistema 3P
di Mantova utilizzando una partizione (9.600 bit/secondo) del CDN. Presto
comunque questa soluzione verrà abbandonata, e tutte le stazioni di lavoro
lavoreranno in modalità WAN.
Le pagine licenziate dall’Assemblatore vengono trasferite, in formato
Postscript, ai due Rip (su piattaforma NT) che eseguono gli accoppiamenti
delle pagine – le lastre utilizzate in rotativa hanno la dimensione di una
doppia pagina – e pilotano le fotounità Screen FT-R3050. Le pellicole
vengono quindi trasportate manualmente al centro stampa, dove viene
effettuata la fotoformatura su linee Letterflex che presto verranno
sostituite da sistemi Napp, e la stampa sulla rotativa Cerutti Nova G11 a
semplice sviluppo.
L’Assemblatore provvede inoltre a trasferire i file Postscript ai server NT
dove risiede l’archivio delle pagine, dove verranno trasformati in file Pdf
ed archiviati.
Sviluppi previsti
La sede di produzione di Mantova si prepara all’introduzione del colore:
tutti i dispositivi di input ed output – scanner e fotounità – sono
predisposti in tal senso, e rimane da realizzare l’implementazione del
colore nel timone pubblicitario e l’integrazione con la concessionaria. E’
in programma l’installazione sulla rotativa di quattro gruppi colore
aggiuntivi, che consentiranno di stampare sedici pagine in quadricromia. La
stampa del colore verrà effettuata con cinque gruppi stampanti, utilizzando
due gruppi di stampa separati per il nero del testo e per il nero delle
quadricromie.
Altra novità in fase di test presso il centro produttivo di Mantova è la
trasmissione digitale degli annunci pubblicitari, e più specificamente del
sistema Ansa Publi Network.
E’ infine previsto entro tempi brevi il trasferimento digitale verso il
centro stampa. La direzione tecnica di gruppo sta attualmente valutando due
soluzioni : la prima consiste nel trasferimento dei file Pdf delle pagine
tramite collegamenti CDN o ISDN; la seconda ipotesi prevede invece la
collocazione di uno dei due server gemelli sui quali è attivo
l’Assemblatore presso il centro stampa. In questo modo le pagine verrebbero
di fatto trasferite al centro stampa man mano che vengono realizzate dalla
redazione, e non tutte in una volta al termine della lavorazione.
(Si ringraziano per la cortese collaborazione Francesco Artioli, Paolo
Pasolini, Paolo Storti, Sergio Tacconi,)
