Ifra Expo ’98: un successo, nonostante Lione

276 espositori
provenienti da 25 Paesi, una superficie espositiva di 16.597 metri quadrati
(+2,3% rispetto al 1997), oltre 200 stand con una superficie media di 80
metri quadrati a stand: l’Ifra Expo 1998 si è confermata come il più
importante appuntamento internazionale per le tecnologie per l’industria
editoriale.
Anche quest’anno, a fare la parte del leone fra gli espositori, sono stati
i fornitori provenienti da Germania, Francia e Gran Bretagna, che da soli
hanno rappresentato oltre il 55% degli espositori, seguiti a ruota dagli
operatori provenienti da Stati Uniti (26), Svezia (20), Svizzera (12) ed
Italia, con 11 espositori. Numeri che premiano lo sforzo organizzativo e l’
attività capillare di marketing svolta dallo staff della manifestazione,
coordinato anche quest’anno dalla direttrice di Ifra Expo Jamie Davies.
Lusinghieri anche i dati relativi alla partecipazione all’attività
congressuale che ha accompagnato la rassegna tecnologica: oltre duemila
partecipanti alle diverse sessioni, e trecento iscritti paganti a Beyond
the printed word (Oltre la parola stampata), il fortunato convegno che
ormai da alcuni anni l’Ifra dedica alle prospettive di integrazione dei
nuovi mezzi di comunicazione elettronica con i quotidiani stampati.
Un successo globale reso ancora più significativo in considerazione della
località nella quale quest’anno si è svolta la mostra convegno. Lione, che
pure dispone di un moderno centro fieristico, si è dimostrata del tutto
inadeguata ad ospitare una manifestazione del calibro, e delle dimensioni,
di Ifra Expo. Gli editori ed i tecnici arrivati nella cittadina francese da
tutta Europa e dagli Stati Uniti hanno faticato non poco a trovare alberghi
dignitosi a distanze ragionevoli dal centro della città e dal salone
fieristico. Molti sono finiti nei paesini limitrofi, per non dire di chi ha
dovuto fare il pendolare con la non proprio vicina città di Grenoble, ad
ottanta chilometri da Lione. Taxi introvabili, code e disagi quasi ovunque
hanno costituito l’inevitabile corollario di una scelta logistica, compiuta
anni orsono dal precedente management dell’Ifra, che ha finito per
scoraggiare numerosi partecipanti e per far diradare i visitatori
registrati, che quest’anno non hanno superato la soglia tradizionale delle
10.000 unità.