Con Video On Line il quotidiano è in rete

Circa 50 tra manager e tecnici di alcuni tra i più importanti quotidiani
ed agenzie di stampa italiani si sono ritrovati a Cagliari, lo scorso 11
marzo, per partecipare ad una giornata di lavoro dal titolo “I quotidiani
italiani e Video On Line: esperienze proposte, prospettive”. L’incontro,
organizzato dal gruppo editoriale Grauso in collaborazione con l’ASIG e con
il gruppo giornali provinciali FIEG, si poneva l’obiettivo di verificare
le opportunità di mercato che si aprono per i quotidiani nel mondo, ancora
in gran parte inesplorato, dei servizi on line su reti telematiche come
Internet o come, appunto, Video On Line. Un campo, questo, nel quale le
case-history in tutto il mondo si contano ormai a decine, e dove anche i
quotidiani italiani sono da tempo presenti con iniziative innovative.
L’incontro, svoltosi presso gli studi dell’emittente televisiva Videolina,
anch’essa di proprietà del gruppo Grauso, è iniziato con una dimostrazione
pratica del sistema con i servizi disponibili in rete, con particolare
attenzione ai quotidiani, primo tra tutti L’Unione Sarda on line.
Alla dimostrazione è seguito un dibattito, introdotto dall’editore Nicola
Grauso e da Alberto Rodriguez, direttore editoriale del gruppo, nel corso
del quale sono state delineate le caratteristiche di base del servizio ed
evidenziate le opportunità che esso offre all’industria dei quotidiani,
specie ai quotidiani locali con forte radicamento nel territorio, come
strumento per arricchire il prodotto base e, nello stesso tempo, difendere
il proprio ruolo di fornitore primario di informazione e pubblicità per la
comunità locale.

Video On Line: l’idea di fondo
L’iniziativa Video On Line nasce da una idea di Nicola Grauso e si sviluppa
a partire dai primi mesi del 1994, grazie alla collaborazione tra lo staff
tecnico ed editoriale del quotidiano cagliaritano.
L’Unione Sarda e il CRS4, il Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori
creato dal premio Nobel Carlo Rubbia e che ha la sua sede proprio a
Cagliari.
Alla base dell’iniziativa Video On Line vi è una constatazione di fondo: le
reti telematiche che coprono l’intero globo stanno progressivamente
cambiando il modo in cui viviamo e lavoriamo; già oggi, tramite Internet, è
possibile “dialogare” e scambiare dati ed informazioni con utenti sparsi
nei quattro angoli del globo, in tempo reale, senza ostacoli e senza
frontiere.
Alcune delle caratteristiche che hanno fatto della rete Internet “la rete
delle reti” costituiscono peraltro altrettanti oggettivi ostacoli ad una
espansione realmente di massa dei collegamenti telematici di questo tipo:
anzitutto le procedure di collegamento sono piuttosto complicate,
richiedendo una sia pur basilare conoscenza di alcuni comandi dell’ambiente
operativo UNIX; poi Internet è una rete per sua natura anarchica, dove non
esiste un gestore che controlli e ottimizzi i flussi di traffico, con la
conseguenza che spesso non ci si riesce a collegare con l'”indirizzo”
voluto a causa dell’intasamento delle linee; infine la stessa vastità di
Internet e dei siti che è possibile raggiungere per suo tramite possono a
volte costituire un ostacolo e trasformare il navigatore del cyberspazio in
un naufrago perduto su una scialuppa al centro dell’oceano. Un ultimo,
importante “problema” di Internet è che si tratta di una rete “non profit”,
nata cioè senza alcun intento commerciale, come dimostra il fatto che il
suo primo e tuttora principale humus sono i centri di calcolo delle
università americane.

Le caratteristiche del servizio
Utilizzare le grandi potenzialità di Internet lavorando nello stesso tempo
per eliminarne i limiti intrinseci; è questo l’obiettivo di Video On Line,
che propone a tal fine due caratteristiche di base: una interfaccia utente
semplice, intuitiva e nello stesso tempo potente, che utilizza il mouse, le
icone ed il colore, permettendo di “navigare” all’interno di Video On Line
e di Internet senza disporre di particolari conoscenze di informatica; ed
una rete strutturata in modo tale di minimizzare le attese ed i tempi di
collegamento con i siti remoti.
Video On Line è, prima di ogni altra cosa, una rete, che conta, soltanto
nel nostro Paese, oltre 30 punti di accesso in altrettante città italiane,
e che presto sarà accessibile da ciascuno dei 197 distretti telefonici
italiani: ciò vuol dire che da qualsiasi parte d’Italia ci si potrà
collegare e ricevere tutti i servizi di Video On Line al costo di una
semplice telefonata urbana. Tutti i nodi sono interconnessi con linee di
velocità variabile tra i 384 Kbit e i 2 Mbit/sec, in modo da garantire
comunicazioni rapide ed affidabili.
Chiunque abbia un minimo di esperienza di collegamento con la rete Internet
sa che uno dei maggiori problemi di questa rete è l’intasamento delle
linee, soprattutto quando ci si voglia connettere con gli Stati Uniti, dove
si trova la maggior parte dei siti Internet. Per risolvere questo problema
Video On Line può contare su numerose connessioni ad alta velocità: una
dorsale continentale da 2 Mbit/sec
Cagliari-Milano-Francoforte-Parigi-Stoccolma-Washington, alla quale si
aggiungono due dorsali dirette, sempre a 2 Mbit/sec, tra Cagliari e
Washington e tra Cagliari e New York (quest’ultima attiva entro breve
tempo). Grazie a questi collegamenti, che si indirizzano a Paesi dove la
rete Internet è presente ma dove spesso, per l’intenso traffico sulle
dorsali principali, i collegamenti sono difficoltosi, gli utenti di Video
On Line potranno avere facilmente accesso ai siti Internet, abbattendo
sensibilmente i tempi di collegamento ed incrementando la velocità di
trasferimento dei dati.
Oltre a questi collegamenti, Video On Line si rivolge, con proprie dorsali
di collegamento, ad altre aree geografiche dove Internet non è ancora
presente, come per esempio l’Africa settentrionale o il medio Oriente: per
queste aree Video On Line offre servizi esclusivi in lingua araba, come
l’edizione on line del Corano, oltre a fornire una porta d’accesso per
tutti i siti Internet sparsi per il globo.
Come si può dedurre dalla topologia dei collegamenti di rete attivati,
Video On Line nasce a Cagliari ma si propone di essere internazionale: non
a caso nel mese di aprile prende il via una campagna di comunicazione che
punta a rendere visibile l’iniziativa in tutto il mondo, attraverso una
serie di presentazioni che avranno luogo nell’arco di sei settimane, con un
target di riferimento di 15.000 opinion leader sparsi su trenta paesi di
quattro continenti.
Il totale degli investimenti sinora attivati per il progetto Video On Line,
senza tener conto degli investimenti immobiliari intrapresi per la nuova,
ultramoderna sede di Cagliari, sono stati di circa 15 miliardi, ai quali
vanno aggiunti circa 30 miliardi annui per il costo dei collegamenti
telematici.

I vantaggi del quotidiano on line
Video On Line offre, ed ancor più offrirà in futuro, una serie di servizi
che vanno molto al di là dell’editoria e che al momento siamo appena in
grado di intravvedere: pensiamo soltanto al tele-shopping o alla
possibilità di prenotare da casa biglietti teatrali o sportivi, viaggi, o
effettuare operazioni bancarie. Quando le reti telematiche avranno
incrementato la loro capacità di trasporto, sarà inoltre possibile ricevere
agevolmente grandi quantità di sonoro ad alta fedeltà o di immagini in
movimento ad alta risoluzione.
Non v’è dubbio, comunque, che il quotidiano costituisca uno dei media che
maggiormente possono giovarsi delle possibilità dei sistemi telematici. Un
esempio è proprio L’Unione Sarda on line, che ogni mattina a partire dalle
8 è disponibile in tutto il mondo su Video On Line e Internet, e che
costituisce uno dei migliori esempi attualmente esistenti di quotidiano on
line, che il lettore può “sfogliare” come farebbe con la normale edizione
cartacea, ma che può anche usare in modo diverso, sfruttando per esempio i
legami ipertestuali tra il testo e le immagini del giornale ed altri testi
e immagini provenienti da altri database, oppure costruendosi un proprio
notiziario personalizzato.
Anche la pubblicazione on line di un quotidiano, infatti, può essere
“passiva” oppure “attiva”. E’ passiva quando ci si limita a riportare su
schermo la versione stampata del quotidiano, magari riproducendo
esattamente il layout grafico. In questo caso l’unico beneficio per il
quotidiano è di immagine, di “farsi vedere” nel cyberspazio, non certo
quello di suggerire nuovi e più creativi modi per utilizzare il vasto
database di informazioni che quotidianamente vengono acquisite ed elaborate
all’interno delle redazioni dei giornali.
Ben diverso è l’approccio “attivo” all’editoria on line, che avviene quando
la pubblicazione stampata viene “tradotta” nel linguaggio proprio dell’on
line, con la possibilità cioè di creare dei legami (i cosiddetti
hyperlinks) tra una parola del testo ed un database interno o esterno del
giornale che consenta un approfondimento dell’argomento, oppure affiancando
all’inserzione pubblicitaria “statica” un breve commercial televisivo.
L’idea, insomma, è quella di dare al prodotto stampato ulteriore “valore
aggiunto”, sfruttando le possibilità offerte dalle tecnologie telematiche.
Pensiamo per esempio alla possibilità di integrare la pubblicità
immobiliare con una serie di informazioni supplementari, disponibili con un
semplice clic del mouse, riguardanti per esempio la media dei prezzi
immobiliari della zona negli ultimi tre anni, oppure la mappa catastale
dell’immobile, o persino, creando un hyperlink con il database di una
banca, le proposte più convenienti di mutuo immobiliare disponibili.
All’inizio, ha detto Grauso nel suo breve intervento, l’intenzione era
quella di sviluppare in proprio la maggior parte, se non tutti, i servizi
da mettere in rete; ma presto ci si è accorti che proseguire di un solo
centimetro su ciascuno dei binari che si aprivano davanti avrebbe richiesto
tempo e risorse enormi.
E allora? piuttosto che sforzarsi di costruire i vagoni che viaggiano sui
binari, la scelta di Video On Line è stata quella di gestire gli scambi
ferroviari, creando una rete infrastrutturale potente ed affidabile, che
abbiamo già brevemente descritto, e fornendo la sua assistenza tecnica e di
marketing a quanti volessero partecipare all’iniziativa arricchendo la rete
con nuovi servizi.
Il meccanismo di espansione commerciale di Video On Line si configura
pertanto come una sorta di franchising: da una parte il gestore della rete
fornisce il marchio (registrato in tutto il mondo), il know-how,
l’assistenza tecnica; dall’altra il fornitore di informazione provvede ad
immettere nella rete nuovi servizi, alimentando con nuove offerte
l’appetibilità della rete stessa.
Sta forse in questa “filosofia” la vera novità di Video On Line, che non è
una pura e semplice rete come Internet, né un servizio commerciale
telematico come America on line, Prodigy o Compuserve, ma è piuttosto una
rete che permette di dare valore aggiunto a prodotti e servizi forniti da
operatori locali, come organizzazioni di commercio al dettaglio, agenzie di
viaggi, società di servizi finanziari e assicurativi, o come i quotidiani.

Video On Line e i quotidiani: la “difesa del territorio”
Il quotidiano, e più specificamente il quotidiano locale, costituisce uno
dei potenziali referenti naturali di un servizio con le caratteristiche di
Video On Line, in virtù della sue caratteristiche di base: posizione leader
come fornitore di informazione e pubblicità su un dato territorio, e
fortissimo radicamento nel territorio, grazie alla presenza capillare ed al
rapporto fiduciario giornale-lettore radicatosi nel corso dei decenni.
Il vantaggio di questa alleanza è reciproco: da una parte il quotidiano che
sceglie la strada del servizio on line a valore aggiunto difende il suo
territorio, coprendo gli spazi informativi disponibili e riaffermando la
propria posizione di leader in quella specifica area; dall’altra il gestore
della rete penetra profondamente in quel territorio, grazie all’alleanza
con il più importante fornitore locale di servizi informativi, ed aumenta
in tal modo la sua diffusione.
Quali sono i contenuti operativi di questa partnership? Da una parte Video
On Line fornisce l’assistenza tecnica per avviare il servizio,
comprendente le indicazioni sul dimensionamento del server, il software per
il collegamento e per la conversione del testo del giornale dal formato del
sistema editoriale nel formato HTML usato dal sistema on line; il gestore
della rete fornisce inoltre, forte della sua breve ma già significativa
esperienza con la versione on line de L’Unione Sarda, la consulenza
necessaria per la progettazione e la realizzazione di prodotti ipertestuali
da mettere in rete.
Dal canto suo, il quotidiano installa presso la sua sede un server di
comunicazione, che diventa un “nodo” della rete Video On Line e nel quale
vengono trasferiti i servizi prodotti, e del quale il quotidiano cura la
manutenzione.
Quali i costi per il quotidiano? Per un giornale provinciale di medie
dimensioni può essere sufficiente in un primo momento un solo server con un
apparato modem in grado di gestire una trentina di linee telefoniche, che
possono servire agevolmente un bacino d’utenza di 1.000-1.500 abbonati; per
un hardware così dimensionato, i costi attuali variano tra i 50 ed i 100
milioni.
A questi costi vanno poi aggiunti i costi del personale; a tale proposito,
le figure professionali richieste sono essenzialmente di tre tipi:
– una figura redazionale, che prelevi i contenuti dal giornale cartaceo
adattandoli al diverso strumento di comunicazione;
– una figura tecnica, che si occupi della gestione e della manutenzione del
server;
– una figura commerciale, che “venda” il servizio e gestisca gli abbonamenti.
Un ulteriore costo è costituito naturalmente dai servizi di Video On Line,
che – a parte i costi iniziali di impianto e di ingegnerizzazione del
sistema – vengono quantificati in percentuale rispetto al numero di
connessioni effettuate sul server locale e sulla quantità dei dati
trasferiti sulla rete. Una percentuale che, naturalmente, tenderà a
diminuire parallelamente all’incremento del traffico sulla rete.
I ricavi del servizio naturalmente variano a seconda del livello di tariffe
praticate e del numero degli abbonati: ipotizzando un migliaio di abbonati
ed un livello tariffario simile a quello offerto dai vari fornitori di
connessioni Internet operanti in Italia (tra le 200.000 e le 500.000 lire
annue), si può raggiungere un fatturato variabile tra i 300 e i 500 milioni
l’anno.
Ma al di là dei costi e dei ricavi, è importante mettere in evidenza come
questo tipo di soluzione, rendendo di fatto il quotidiano gestore di una
rete a valore aggiunto nel territorio di propria competenza, gli permetta
di erigere una importante barriera difensiva e di controllo nei confronti
di altri media e di altre organizzazioni commerciali interessate ad offrire
servizi telematici potenzialmente concorrenziali con quelli offerti dal
quotidiano, soprattutto sul mercato della pubblicità.