Atex Media Solutions, da 25 anni al fianco dei quotidiani di tutto il mondo

Tra i marchi rappresentati
per l’Italia dalla NTG, Atex è senza dubbio, almeno per chi opera nel
settore dei quotidiani, quello più importante e ricco di fascino: alla
società del Massachusetts, infatti, è legata a filo doppio l’introduzione
dei sistemi editoriali nei quotidiani di tutto il mondo. Alla metà degli
anni Ottanta, nel periodo di massimo successo, il sistema editoriale Atex
contava su 800 installazioni in 57 paesi, e il fatturato complessivo della
società superava i 150 milioni di dollari USA. Sono tantissimi, in tutto il
mondo, i quotidiani che a tutt’oggi continuano ad utilizzare il sistema
editoriale Atex J-11 installato nella prima metà degli anni Ottanta.
Dopo anni di difficoltà, tra la fine degli anni Ottanta e la metà degli
anni Novanta, legate ai continui cambiamenti nella proprietà e ad una certa
lentezza nel reagire alle mutate esigenze del mercato editoriale, oggi Atex
Media Solutions – questo il nome completo della “nuova” società – è in
grado di proporre all’industria dei quotidiani una gamma completa di
soluzioni per la prestampa, sia in ambiente editoriale, con i sistemi
Dewarview e Prestige, che per quanto riguarda la gestione e l’impaginazione
della pubblicità, con Enterprise per la gestione a ciclo completo della
pubblicità, Classified Pagination per il trattamento della pubblicità
classificata, e Architect per l’impostazione e la gestione del timone
pubblicitario.

Una piccola storia di Atex
La Atex di oggi è il frutto di una storia fatta di successi e di
difficoltà, di fusioni, acquisizioni, passaggi di proprietà: una storia che
merita di essere, sia pur brevemente, raccontata.
Atex nasce nel 1973 per opera di tre giovani laureati del MIT di Boston,
Doug Drane e i due fratelli Ying, che si posero l’obiettivo di sviluppare
un editor di testi per le imprese editoriali. La prima installazione, nel
1975, fu effettuata al settimanale U.S. News & World Report, seguita da
Newsweek e Reader’s Digest. Sempre al 1975 risale la prima installazione in
un quotidiano, per l’esattezza Newsday, per il quale Atex sviluppò un
sistema per la gestione della pubblicità classificata.
Il grande successo per Atex arriva però nel 1978, quando allo sviluppo del
sistema editoriale si affianca la prima installazione, al Minneapolis Star
& Tribune, del sistema di impaginazione News Layout. Nasce la
“impaginazione parallela”, o, se si preferisce, l’impaginazione front-end,
non strumento di assemblaggio di “pezzi” di pagina, ma strumento per
l’impostazione, la gestione ed il controllo di avanzamento del lavoro
redazionale.
Gli anni Ottanta sono per Atex il periodo dei grandi successi. Grazie anche
al supporto finanziario di Kodak, che nel 1981 rileva la proprietà della
società, le installazioni si susseguono a gran ritmo. Sempre al 1981 risale
lo “sbarco” in Europa, con la prima installazione al settimanale inglese
The Economist. Tra le installazioni più significative realizzate in questo
periodo, va ricordata per le sue dimensioni quella al New York Times, dove
fu installato un sistema da 875 posti di lavoro e 20 milioni di dollari, e
quella, sempre del 1985, al Times di Londra, che segnò il punto di svolta
nell’industria britannica dei quotidiani con il progressivo abbandono delle
sedi di Fleet Street ed il trasferimento delle attività nella zona delle
Docklands ad Est di Londra.
In Italia il primo sistema Atex installato in una redazione giornalistica
fu quello de La Stampa, nel 1983, ma già dall’anno precedente un sistema
Atex era in funzione nella tipografia de Il Mattino di Napoli.
La seconda parte degli anni Ottanta è caratterizzata da quella che, con una
fortunata definizione di Jonathan Seybold, fu definita “quarta ondata”: al
tradizionale sistema editoriale, basato su elaboratori centrali e terminali
stupidi, vengono contrapposte reti di Personal Computer, ciascuno dei quali
dispone della “intelligenza” necessaria a svolgere le mansioni alle quali è
preposto. Nascono così nuove soluzioni per i giornali, prodotte da società
come C-Text, Dewar e soprattutto Quark, che con il software di
impaginazione X-Press diventa leader incontrastato del mercato.
Per Atex, questi sono gli anni dell’alleanza di Kodak con IBM, siglata nel
giugno del 1990 anche se, di fatto, già da un anno e mezzo Atex aveva
iniziato ad utilizzare per le installazioni al New York Times e al Los
Angeles Times i nuovi server IBM con architettura RISC.
Dall’alleanza con IBM nascono prodotti come EdPage per l’impaginazione
front-end di quotidiani con elevato carico produttivo, e un nuovo sistema
editoriale, denominato Deadline, che utilizzava come stazioni di lavoro PC
con sistema operativo OS/2 e come editor XYWrite, in grado di
interfacciarsi sia con i mainframe J-11 sia con i nuovi server RISC 6000, e
in grado quindi di garantire la transizione dal vecchio al nuovo.
Ma questi sforzi di rinnovamento dell’offerta non furono coronati da
successo, un po’ per le caratteristiche stesse del sistema – il sistema
OS/2, per esempio, fu rapidamente soppiantato dall’ambiente Microsoft
Windows – e soprattutto perché il mercato aveva ormai decretato la fine dei
“legacy systems”, i sistemi editoriali proprietari.
L’inizio degli anni Novanta vede, in rapida successione, la fine
dell’alleanza tra IBM e Kodak e la vendita di Atex ad un gruppo di
investitori guidati da Danny Chapchal. In questo periodo, l’attività di
ricerca e sviluppo di nuovi prodotti viene significativamente ridotta.
Nel 1993 la società Atex viene rilevata da Sysdeco, società informatica
norvegese specializzata in gestione di database, application development e
sistemi geografici. Assieme ad Atex, Sysdeco acquisisce in breve tempo
altre società di punta del settore, come SyPress e Dewar, con le quali Atex
aveva già accordi di distribuzione, o come ComTec e ComIT. Con Sysdeco
riprende l’attività di ricerca e sviluppo di nuovi prodotti, come un
sistema editoriale di piccole dimensioni sviluppato dal centro di ricerca e
sviluppo inglese tra il 1994-95, basato sull’esperienza di Deadline ma che
utilizzava MS-DOS come sistema operativo e Archetype come software di
impaginazione, e che fu installato tra l’altro a La Notte di Milano.
Il 1° febbraio 1997, infine, Atex Media Solutions si stacca da Sysdeco e
comincia ad operare come società a se stante, con sede a Bedford,
Massachusetts, nello stesso edificio dove aveva la sua sede all’inizio
degli anni Ottanta.

Prestige, la proposta Atex per gli ambienti layout driven
All’inizio del 1996, la EDC, società con sede in Scozia di proprietà della
Atex, mise a punto il concetto di un nuovo sistema editoriale
client-server, denominato Prestige, che fu installato alla fine del 1996
presso il Bournemouth Evening Echo. Con l’avvio delle attività di Atex
Media Solutions, questo sistema editoriale è entrato a far parte del
portafoglio prodotti della nuova società.
Atex Media Solutions, pertanto, è in grado di offrire due distinte
soluzioni editoriali: Dewarview per il mercato statunitense, dove sono più
semplici le esigenze in termini di organizzazione del lavoro redazionale, e
Prestige, che si rivolge ai mercati europeo e latino-americano e che è
caratterizzata dalla capacità di assecondare, in modalità layout driven,
flussi di lavoro redazionali complessi e strutturati.
Caratteristica distintiva del sistema Prestige è l’utilizzo di pacchetti
software standard come Word per l’editing dei testi e X-Press per
l’impaginazione. Il tutto, strutturato in “modalità Atex”, quindi con la
capacità di gestire in parallelo il disegno delle pagine e l’attività di
editing dei testi, senza i colli di bottiglia dell’impaginazione back-end
tipici di molti ambienti editoriali che utilizzano X-Press come motore di
impaginazione. Atex ha realizzato una serie di add-on per Word e di
extensions per X-Press che consentono l’interscambio continuo dei dati tra
editor e impaginatore, oltre ad una serie di applicazioni destinate alla
gestione del sistema ed alla ottimizzazione delle risorse disponibili:
* Atex Basket, che consente a ciascun redattore, caposervizio o grafico di
avere sempre sott’occhio le rispettive assegnazioni, con funzioni di alert
nel caso in cui, per esempio, giunga un nuovo pezzo nella pagina o mutino
gli spazi assegnati ad un testo o titolo.
* System Browser, che consente di effettuare ricerche di testi o di pagine
intere all’interno del database Prestige, e di personalizzare i criteri di
ricerca.
* Atex Communications Manager, che consente la gestione delle agenzie
testuali e fotografiche.
* System Administrator, che consente la personalizzazione dei profili
utente, dei privilegi di accesso, delle comunicazioni interne.
Il sistema utilizza il protocollo di comunicazione TCP/IP e lavora in
modalità Intranet: ogni redattore può quindi collegarsi al sistema da
qualunque parte del mondo, attraverso Internet, ed avere a disposizione –
dopo aver inserito il proprio nome utente e relativa password – il proprio
posto di lavoro, con l’accesso alle agenzie, come se si trovasse in
redazione. Altro plus di Prestige è rappresentato dalla stretta
integrazione con il sistema Enterprise per la gestione della pubblicità,
che consente l’aggiornamento in tempo reale del timone pubblicitario sia
per quanto riguarda la collocazione degli annunci che per quanto riguarda
il posizionamento delle pagine in quadricromia.
Il sistema Prestige, come accennato in precedenza, utilizza tecnologie
hardware e software assolutamente standard. La versione 4.0 del software,
che viene presentata ufficialmente all’IFRA di Lione, utilizza Word 97 per
l’input dei testi, Quark X-Press 4.02 per l’impaginazione, e Personal
Computer Pentium a 166 Mhz in ambiente Windows 95 come stazioni client. Per
quanto riguarda i server, se l’utente opta per UNIX possono essere
utilizzati server IBM RS 6000 con sistema operativo AIX e Database
Relazionale HACMP, mentre se la scelta va verso l’ambiente NT può essere
utilizzato un server con processore Pentium Pro e con database relazionale
Sybase, Oracle oppure Microsoft SQL Server.
Per finire, le installazioni. Sono ormai più di mille le postazioni di
lavoro di Prestige già installate o in corso di installazione. La prima
installazione al Bournemouth Evening Echo ha aperto la strada all’accordo
con il gruppo editoriale del quale il quotidiano fa parte, la Southern
Newspapers, per un totale di 250 posti di lavoro. Ancora più corposa, con
300 stazioni client, l’installazione in corso alla DC Thompson, editore tra
l’altro dei quotidiani scozzesi Dundee Courier e del Dundee Evening
Telegraph. Un’altra installazione di rilievo, con 100 posti di lavoro,
verrà realizzata presso la VNU business publications di Amsterdam. Prestige
è invece già in funzione dall’inizio del 1998 presso il quotidiano
ungherese Nepszabadsag di Budapest, dove in soli cinque mesi è stato
installato un sistema con un centinaio di posti di lavoro.
E per finire, due sistemi Prestige sono in funzione anche in Italia, presso
la Repubblica, dove vengono utilizzati per le pagine locali dell’edizione
di Palermo e per il supplemento settimanale Salute.

Ulteriori e più dettagliate informazioni su Atex Media Solutions e sulle
sue soluzioni per i l’industria editoriale sono reperibili sul sito
Internet www.atex.com.