Archivio Aperto ASIG

Riferimento: 1407
L’archiviazione dell’informazione
}Kerry Northrup dell’IFRA passa in rassegna lo stato dell’arte dei sistemi
di archiviazione digitale nei giornali, in tutti gli aspetti tecnici ed
organizzativi: come gestire l’informazione; quali formati utilizzare: ASCII
e SGML per i testi, TIFF e JPEG per le immagini, Freehand o Quark X-Press
per i grafici e le pagine, e naturalmente Acrobat, divenuto ormai uno
standard dell’industria dei quotidiani: già oggi molti produttori di
software hanno iniziato a riscrivere i propri pacchetti grafici per
renderli in grado di salvare in formato Acrobat e, all’inverso, di ricavare
dal file Acrobat il documento originale. Grande importanza, in funzione
della distribuzione delle informazioni e dell’accessibilità degli archivi,
assumono le reti Intranet e Internet, così come gli strumenti di ricerca e
navigazione all’interno delle informazioni. L’articolo si conclude con una
serie di osservazioni sui flussi di lavoro che probabilmente si renderanno
necessari, sui supporti di archiviazione automatica in formati differenti
per differenti utilizzi, sui database (SQL rimane al momento lo standard di
riferimento), e sul problema che prima o poi tutti gli editori sono
destinati a porsi: cosa fare con il vecchi archivio cartaceo?
Newspaper techniques marzo 97
}}Riferimento: 1408
Editoria on line al gruppo Gannett
}Gary Watson, responsabile della divisione quotidiani del gruppo editoriale
Gannett, descrive le strategie utilizzate nel settore dell’on line dal più
grande editore di quotidiani degli USA, con un fatturato annuo di cinque
miliardi di lire, 36.800 dipendenti e 6,6 milioni di copie vendute ogni
giorno dai 92 quotidiani appartenenti al gruppo. I cardini attorno ai quali
ruota la strategia Gannett nell’approccio all’on line sono: a)
diversificazione. Il fatto che la Gannett operi in differenti segmenti del
mercato dell’informazione (quotidiani, televisione, pubblicità, affissioni
etc.) la mette nelle condizioni di diversificare l’offerta dei servizi on
line in modo da non farne un puro e semplice clone elettronico del prodotto
stampato. b) approccio marketing-oriented. I servizi on line Gannett sono
tarati sui mercati locali ai quali si rivolgono. Ogni progetto on line deve
essere preceduto da un dettagliato business-plan e prevedere un ritorno
dell’investimento. c) Stabilire alleanze e joint-ventures, in modo da
contenere i costi e potersi concentrare sui propri punti di forza
(prestigio della testata, conoscenza del mercato, leadership nella raccolta
della pubblicità locale). Ultima considerazione di Watson: non si intravede
ancora per i servizi on line dei quotidiani una credibile possibilità di
fare business attraverso la vendita diretta di servizi. Unica fonte di
reddito rimane, quindi, la pubblicità. Sulle strategie Gannett nei servizi
on line, cfr. inoltre Archivio Aperto n. 1378.
Newspaper techniques marzo 1997
}}Riferimento: 1409
I quotidiani USA on line: la situazione
}Una breve rassegna di quanto è avvenuto negli ultimi mesi sul mercato USA
dei quotidiani per quanto riguarda le iniziative in tema di editoria on
line. Nonostante sia ancora fresco il ricordo di clamorosi insuccessi come
il progetto Viewtron, che dieci anni or sono costò alla Knight-Ridder 50
milioni di dollari, ben 500 quotidiani USA stanno attualmente effettuando
investimenti nel settore dell’on line. L’investimento più diffuso è quello
nel sito Web: attualmente sono 666 le testate USA che offrono questo
servizio. Ma sempre più diffusa è anche la tendenza degli editori ad
effettuare investimenti finanziari in piccole società di software altamente
innovative operanti sul mercato dei servizi on line. Capofila di questa
tendenza è Times Mirror, che a suo tempo acquisì una quota di Netscape ed
ha ripetuto l’esperienza con altre piccole società; Tribune Company nel
1991 acquisì il 10% di America On Line e più di recente ha investito in
Pointcast e Excite. Il risultato di questi investimenti è stato ottimo: i
100 milioni di dollari investiti sono diventati 350. Dalle prime esperienze
nella realizzazione di servizi Web sono sorte alcune considerazioni:
occorrono non meno di tre anni prima che i servizi generino profitto; in
genere, tutti i tentativi di creare aree o interi siti a pagamento si sono
rivelati un insuccesso: al Wall Street Journal, per esempio, il numero
degli utenti registrati è sceso da 600.000 a 30.000 quando si decise di far
pagare l’accesso. L’unica fonte di reddito rimane quindi la pubblicità, ma
anche in questo caso il mercato è allo stesso tempo piccolo (300 milioni di
dollari) e molto affollato (circa 900 società). Secondo fonti attendibili,
il mercato pubblicitario sul Web dovrebbe raggiungere entro il 2000 i 5
miliardi di dollari, ma nessuno è in grado di dire quanto di questa somma
andrà ai quotidiani.
Newspaper techniques marzo 1997
}}Riferimento: 1410
Le rotative offset keyless al Washington Post
}Un resoconto sui lavori di installazione di otto rotative Mitsubishi presso
il Washington Post. Ogni rotativa è composta da nove gruppi di stampa,
dodici portabobine a due bracci, due piegatrici, che la mettono nelle
condizioni di produrre, ad una velocità di 75.000 copie/ora, un fascicolo
da 96 pagine con 28 pagine a colori in produzione diretta o di 160 pagine
con 56 pagine a colori in produzione doppia. La Mitsubishi ha inoltre in
corso attualmente un’altra installazione keyless presso la Artes Graficas
del Atlantico, nella isola spagnola della Gran Canaria: una rotativa Euro-M
con una torre 4/4, una torre a due gruppi di stampa in bianco e nero che
può essere convertita a colori, tre portabobina a due bracci e una piega
2:3:3, in grado di stampare in modalità collect sino a 96 pagine delle
quali 32 a colori, ad una velocità di 60.000 copie l’ora.
Newspaper techniques marzo 1997
}}Riferimento: 1411
Il centro stampa West Ferry Printers
}Una breve visita guidata nel più grande impianto di stampa europeo, la West
Ferry Printers nell’Isola dei Cani delle Docklands, ad Est di Londra, dal
quale ogni notte escono tre milioni e mezzo di copie di quotidiani come The
Telegraph, The Express, The Guardian, The Financial Times. L’impianto è
equipaggiato con 18 rotative: 10 Goss T70, 6 Goss Headliner e una nuova
Goss HT70. Quando avviò le operazioni nel 1986, l’impianto produceva 7.000
pagine/addetto la settimana, con un organico di 900 addetti. Oggi la
produttività è salita a 35.000 pagine/addetto, con un organico di 730 unità
ed una produzione complessiva salita da 6 a 24 milioni di pagine la
settimana.
Newspaper techniques marzo 1997
}}Riferimento: 1412
Integrazione di pubblicità tabellare e classificata con l’utilizzo di
software standard
}La Examiner Publications è una società irlandese che pubblica due
quotidiani, il broadsheet del mattino The Examiner (63.000 copie
giornaliere) e il tabloid serale The Evening Echo (30.000 copie). In questa
relazione il responsabile EDP della società John McKenna descrive il
sistema di produzione della pubblicità, basato sul sistema pubblicitario
Adtaker della società olandese Mediasystemen, integrato con Microsoft Word
per la pubblicità classificata e Quark X-Press per la pubblicità tabellare,
con l’utilizzo di Sybase per la gestione del database pubblicitario.
Newspaper techniques aprile 1997
}}Riferimento: 1413
Input remoto di pubblicità tabellare: nuovi servizi per gli utenti pubblicitari
}L’input remoto degli annunci pubblicitari nelle pagine dei giornali può
costituire un servizio a valore aggiunto molto utile per gli inserzionisti
pubblicitari, sia che siano gli utenti stessi ad utilizzarlo, sia che
invece siano le agenzie di pubblicità a dotarsi di collegamenti diretti con
i quotidiani, sia infine che i quotidiani creino degli uffici distaccati,
in prossimità dei più importanti inserzionisti, dotati di workstation per
l’input remoto degli annunci. Jeff Carpenter della Digital Technology
International descrive i punti cardine e gli aspetti critici di un
possibile sistema di questo tipo: l’esigenza di un solido database,
preferibilmente SQL client/server; la chiara enucleazione dei vantaggi
reali per tutti gli operatori del processo, e in primo luogo per gli
inserzionisti; l’adozione di standard affidabili ed accettati da tutti; il
potenziamento dei sistemi di trasmissione via modem su linea commutata.
La relazione si conclude con la breve case-history del gruppo editoriale
inglese Newsquest, che edita due quotidiani, il Lancashire Evening
Telegraph e il Bolton Evening News, oltre a 14 settimanali gratuiti.
Newspaper techniques aprile 1997
}}Riferimento: 1414
Un sistema integrato di pubblicità basato sul Macintosh
}Il Göteborgs-Posten, con le sue 270.000 copie di diffusione giornaliera, è
il secondo quotidiano svedese. Il responsabile della pubblicità Sven-Åke
Lööf descrive il sistema con il quale il giornale processa ogni anno
550.000 annunci pubblicitari, dei quali 50.000 tabellari, il resto
classificati. Alla fase attuale, il sistema è basato su un server Sun con
un database Oracle ed è composto da una serie di moduli interdipendenti:
pianificazione, prenotazione, produzione, amministrazione, page layout. Le
pagine composte esclusivamente da annunci vengono avviate direttamente alla
linea lastre; quelle che invece comprendono pubblicità e editoriale vengono
cedute al sistema editoriale tramite un programma denominato Page Link.
Newspaper techniques aprile 1997
}}Riferimento: 1415
Un sistema integrato di pubblicità basato sul PC
}La Cybervision nacque nel 1987 sulle ceneri della Xenotron, società
specializzata nella produzione di terminali dedicati alla produzione di
annunci pubblicitari. Per qualche tempo la società continuò a produrre
stazioni dedicate, basate su processori paralleli prodotti da Texas
Instrument, ma in seguito migrò sulla piattaforma PC, sulla quale ha
sviluppato la sua ultima soluzione, denominata AD2000W.
Il direttore della società Steve Robinson descrive le linee generali di un
sistema di gestione della pubblicità basato su PC, con particolare
attenzione agli elementi critici quali la scelta dell’hardware per i server
e le workstation, il sistema operativo per i server, i software applicativi
per la creazione degli annunci, il controllo del flusso di lavoro, la
manutenzione e l’upgrade costante del sistema.
Newspaper techniques aprile 1997
}}Riferimento: 1416
Utilizzabilità e Stampabilità della carta da giornale
}Questo Special report IFRA contiene uno studio di fattibilità per una
ricerca tendente a misurare due indicatori estremamente importanti per la
stampa dei quotidiani ma la cui misurazione è rimasta sino ad oggi
confinata nel regno dell’empirico: l’utilizzabilità, ovvero la capacità di
correre sulla rotativa senza rotture, allargamenti, perdite di stabilità e
di registro; e la stampabilità, ovvero il comportamento del supporto nei
confronti di tutta una serie di fenomeni che determinano in ultima analisi
la maggiore o minore leggibilità del testo e delle immagini stampate:
deposito di fibra, set-off, controstampa, rub-off, assorbimento di
inchiostro, uniformità di stampa, brillantezza, etc. Lo studio cerca di
definire delle relazioni tra le caratteristiche fisico-chimiche della carta
e, appunto, i parametri di utilizzabilità e stampabilità, sulla base di
test condotti presso alcune cartiere europee. Il risultato preliminare
dello studio è che appare estremamente improbabile che si riesca a definire
un processo di test standard per questi due aspetti, ma che comunque è
possibile individuare alcune caratteristiche della carta da tenere sotto
controllo perché in base a rilevamenti statistici appaiono influenzare
l’utilizzabilità e/o la stampabilità della carta.
IFRA Special Report 1.16
}}Riferimento: 1417
I costi della mancanza di qualità nella produzione di quotidiani
}Al fine di ottimizzare il rapporto costi/ricavi, i quotidiani possono
seguire due strade: aumentare i ricavi o ridurre i costi. Uno dei sistemi
utilizzati per conseguire questo secondo obiettivo è l’adozione di sistemi
di controllo e gestione della qualità, i quali però presentano anch’essi un
costo non indifferente in termini di formazione del personale, modifiche
alla struttura organizzativa, e così via. Questo Special report IFRA si
propone appunto di valutare e misurare i costi legati alla carenza di
qualità, di indicare metodi per misurarli e raccomandazioni per
minimizzarli. Vengono infine presentati tre case-study condotti presso
altrettanti quotidiani: il Dagens Nyheter di Stoccolma in Svezia, il
Keski-Uusimaa di Tuusula, in Finlandia, e il Neue Zürcher Zeitung di Zurigo
in Svizzera.
IFRA Special Report 6.20
}}Riferimento: 1418
La tipografia moderna è una impresa multimediale
}La tradizionale tipografia si trasforma in una impresa multimediale, in
grado di produrre a partire dai dati digitali una molteplicità di output
che vanno dalla carta al CD-ROM, al Web. Le riflessioni in merito di
Manfred Adrian, Presidente dell’Associazione Stampatori tedeschi.
IMPRINTA 97
}}Riferimento: 1419
L’industria della stampa nella strada verso il nuovo millennio
}Kurt Wolf, giornalista delle riviste tecniche Deutscher Drucker e
Publishing Praxis World Wide Printer, cerca di individuare i fenomeni che
negli ultimi anni hanno maggiormente influenzato l’industria della stampa:
in primo luogo, i progressi nei settori dell’informatica e delle
telecomunicazioni, quindi l’affermarsi della digitalizzazione completa del
ciclo di produzione.
IMPRINTA 97
}}Riferimento: 1420
Quale futuro per il prepress?
}Quale futuro per il pre-press? Se lo chiede George Alexander di Seybold, il
quale individua alcuni temi attorno ai quali evolverà il futuro della
stampa. La pellicola è destinata a cedere il passo da una parte ai sistemi
Computer to plate, dall’altro ai sistemi di stampa digitale, il cui costo è
destinato a calare rapidamente. Ne deriverà una nuova e maggiore importanza
ai sistemi di bozza digitale, che costituiranno l’unica possibilità di
controllo fisico del lavoro prima dell’output finale. I tradizionali
pre-press service e fotolito, il cui business primario è stato sino ad oggi
la produzione di film, potranno sopravvivere se riusciranno a riconvertirsi
in gestori di file digitali e a specializzarsi nella realizzazione
efficiente, rapida e a basso costo di molteplici output complementari a
partire dai dati digitali. Gli stampatori, dal canto loro, dovranno
migliorare l’efficienza, ed adeguarsi ad un mercato che vuole tirature
sempre meno elevate
IMPRINTA 97
}}Riferimento: 1421
Dalla stampa al media digitale
}Albert Dommer, direttore di PAGE, rivista tedesca sul design digitale,
analizza gli strumenti tecnologici attualmente disponibili per l’editoria
digitale, sia dal punto di vista dei supporti finali, siano essi il CD-ROM,
Internet, il Digital Video Disc, oppure gli strumenti software offerti
dalle più importanti software-house, da Adobe a Scitex, da Linotype-Hell a
Quark, da Macromedia a Microsoft, da Softnet a Gonet, e così via.
IMPRINTA 97
}}Riferimento: 1422
Acquisizione digitale e trattamento creativo delle immagini
}Strumenti disponibili e tendenze nell’area dell’acquisizione e del
trattamento digitale delle immagini: è l’oggetto dell’articolo di
Klaus-Peter Nicolay, direttore della rivista tedesca Arcus Communication &
design: scanner one-button, CD-ROM e Photo CD, sostituzione del chip alla
pellicola, distribuzione digitale delle immagini via Internet sono alcuni
degli argomenti trattati.
IMPRINTA 97
}}Riferimento: 1423
Scanner: da strumenti high-tech a scatole push-button
}Col passare degli anni gli scanner si sono evoluti da strumenti
estremamente costosi e complessi in strumenti economici e semplici da
usare. Mark Michelson, direttore della rivista americana Printing
Impressions, ripercorre brevemente la storia di questo strumento di
acquisizione delle immagini, dai giganteschi scanner a tamburo agli attuali
scanner CCD a letto piatto.
Oggi la qualità ottenibile con macchine da poche centinaia di dollari è
confrontabile con quella che si ricava con macchine di grandi dimensioni (e
costi), e la scelta di uno scanner a tamburo piuttosto che a letto piatto è
determinata sempre meno dalla differenza di qualità e sempre più da
questioni legate alla maggiore produttività che queste macchine, riuscendo
ad effettuare più scansioni alla volta, consentono.
IMPRINTA 97
}}Riferimento: 1424
Gestione del flusso di lavoro: automazione della prestampa
}Kurt Wolf, giornalista delle riviste tecniche Deutscher Drucker e
Publishing Praxis World Wide Printer, presenta una serie di prodotti
software che gestiscono il flusso di lavoro della prestampa: Open della
società Imation, Mainstream di Agfa, FastLane di Barco Graphics, Maistro e
Twist di Dalim, Delta di Linotype-Hell, Brisque di Scitex.
IMPRINTA 97
}}Riferimento: 1425
Sistemi di bozza
}Ronald Schaul, docente di tecnologia della stampa al Senior Technical
College di Stoccarda, analizza da un punto di vista teorico e tecnico i
problemi legati all’utilizzo di un sistema di bozza digitale: a cosa e
quando serve, quali caratteristiche debba avere, quali le funzionalità di
base, la qualità, i costi.
I sistemi di bozza digitale, le macchine di stampa digitale e i sistemi di
gestione del colore acquisteranno sempre maggiore importanza man mano che
la digitalizzazione del ciclo produttivo prenderà piede.
IMPRINTA 97
}}Riferimento: 1426
Standard di prestampa: benedetti o maledetti?
}Stephan Jaeggi, consulente grafico, delinea lo stato degli standard
informatici nell’industria grafica.
La parola “standard”, in effetti, risulta non adeguata, dal momento che i
formati dati che si sono affermati nel settore non sono in genere il frutto
del lavoro di standardizzazione di organismi internazionali come l’ISO,
bensì i prodotti di società di software che hanno incontrato il favore del
mercato e sono diventati, appunto, standard “di fatto”: così è stato ad
esempio per il Postscript, realizzato da una piccola società californiana,
la Adobe, che grazie ad esso è diventata il primo produttore mondiale di
software per le arti grafiche. In questo modo, tuttavia, la affermazione
assoluta di uno standard si traduce in un monopolio, come è appunto per il
Postscript o per gli standard OPI e TIFF, anch’essi di proprietà di Adobe.
E’ preferibile allora una situazione nella quale due standard industriali
concorrenti si contendono il mercato: Macromedia Freehand e Adobe
Illustrator per la grafica vettoriale, Quark X-Press e Adobe Pagemaker per
l’impaginazione. L’ultimo “duello” riguarda i sistemi operativi: Apple ha
sinora avuto un vantaggio nelle applicazioni grafiche, ma Windows
NT-Windows 95 sta acquistando un peso sempre crescente.
IMPRINTA 97
}}Riferimento: 1427
Comunicazione online nell’industria della stampa
}La digitalizzazione integrale del ciclo di produzione prestampa, e la
contemporanea disponibilità di sistemi di trasmissione dati potenti,
economici ed affidabili rende agevole la trasmissione remota del materiale
di prestampa per successive elaborazioni o per la stampa in sedi remote.
Questa relazione svolta in occasione dell’IMPRINTA 1997 di Düsseldorf da
Kurt Wolf passa in rassegna le soluzioni attualmente disponibili: anzitutto
le linee ISDN, ormai ampiamente diffuse e sulle quali esiste una ampia
varietà di schede e di accoppiatori di linee, che consentono di
moltiplicare la banda disponibile per la trasmissione dei dati sino a 2
MB/sec. Internet offre opportunità positive, soprattutto con la posta
elettronica, alternativa più economica e flessibile al telefax e con la
quale è inoltre possibile trasmettere files.
IMPRINTA 97
}}Riferimento: 1428
Computer to plate: lo stato dell’arte
}Il segmento del Computer to plate si muove a grande velocità. Michael
Mittelhaus, presidente della società System+Beratung+Schulung, mette a
confronto le varie soluzioni disponibili in termini di requisiti pre-press,
costi di installazione, lastre disponibili, RIP.
IMPRINTA 97
}}Riferimento: 1429
Stampa digitale: una parola-chiave
}Il professor Schläpfer dell’istituto svizzero EMPA analizza la situazione
attuale del mercato della stampa digitale. Anzitutto vengono descritti i
differenti procedimenti tecnici utilizzati, poi viene introdotta la
distinzione tra sistemi di stampa digitale e fotocopiatrici digitali,
basata sulla risoluzione (almeno 600 DPI) e velocità (almeno 1.500 fogli A4
a quattro colori in un’ora). Infine viene delineata l’attuale situazione di
mercato, dove i due maggiori attori sono: Indigo, con il modello Omnius, e
Xeicon, con il DCP/32D; quest’ultima viene inoltre commercializzata da
Agfa, con l’aggiunta del RIP Agfa e del software Chromapress, e da IBM.
Anche Mitsubishi produce una macchina da stampa digitale che utilizza (come
Indigo) toner liquido, con risoluzione di 800 DPI e 4.500 pagine per ora,
ma che non è in grado di stampare a quattro colori bianca e volta. Ci sono
poi i sistemi che potrebbero essere definiti di fotocopia digitale
avanzata, come la Canon CLC 1000 o la Xerox DocuColor 40 (offerta anche da
Scitex col nome Spontane). La T/R offre un sistema, denominato Micropress
312, con alcune stampanti a colori a bassa velocità ed alta risoluzione che
lavorano in parallelo, con un server NT che arbitra l’assegnazione del
lavoro alle stampanti disponibili. Ci sono infine due sistemi che possono
essere definiti computer-to-press: la Heidelberg Quickmaster DI e la
Omni-Adast: entrambi utilizzano un sistema di incisione delle lastre
sviluppato dalla Presstech, che utilizza lastre offset waterless.
IMPRINTA 97
}}Riferimento: 1430
Sistemi di gestione del colore
}Michael Has dell’istituto di ricerca tedesco FOGRA passa in rassegna i
sistemi disponibili per il controllo e la gestione del colore, con
particolare riferimento a ICC, abbreviazione per International Colour
Consortium, promosso dalla stessa FOGRA.
IMPRINTA 97