Archivio Aperto

Riferimento: 1384
Potenzialità e limiti del sistema GCR per i quotidiani

Questo Special report dell’IFRA contiene i risultati di una ricerca
commissionata dall’istituto tedesco all’Ente di ricerca l’EMPA/UGRA.
Obiettivo della ricerca era aiutare i quotidiani a definire il settaggio
ottimale dei parametri di separazione dei colori utilizzando la tecnica GCR
(Grey Component Replacement).
Nella prima parte dello studio sono stati effettuati test di stampa a tre e
quattro colori su rotative per quotidiani, e sono state misurate le
variazioni di colore durante la stampa. Questa prima parte del test ha
evidenziato che con l’uso del metodo GCR è possibile ridurre
considerevolmente le variazioni.
La seconda parte dello studio è invece dedicata alla definizione in
Photoshop dei settaggi ottimali per il GCR e per l’UCR (Under Color
Removal). Le conclusioni del report indicano che il metodo GCR permette di
ottenere un miglior bilanciamento dei grigi, una considerevole riduzione
del rub-off e soprattutto una minore variazione del colore durante la
stampa, ma non necessariamente una migliore qualità assoluta nella
riproduzione del colore.
IFRA Special Report 2.16


Riferimento: 1385
Le ragioni delle sbavature, controstampa e rub-off dell’inchiostro sulla carta

Questo special report IFRA costituisce una estensione del report 3.24
(Archivio Aperto n.1269). L’obiettivo di quel progetto, realizzato nel
1995, era l’individuazione delle ottimali combinazioni carta-inchiostro, ma
la applicazione pratica dei risultati di quella ricerca è stata resa
difficile dal fatto che era ignota la composizione chimica degli inchiostri
testati e dal fatto che, per ragioni competitive, non era stato possibile
pubblicare se non in forma anonima i nomi delle marche testate.
Per questo secondo progetto di ricerca, anch’esso affidato all’Università
di Chemnitz-Zwickau, sono stati utilizzati inchiostri con una composizione
chimica nota, in combinazione con tre tipi di carta con differenti
comportamenti (buona, media, scarsa penetrazione dell’inchiostro). In
questo modo, è stato possibile individuare una ampia gamma di fattori che
influenzano la stampa e che spesso interagiscono tra loro in maniera assai
complicata.
L’unica conclusione possibile è stata che il rub-off aumenta in presenza di
inchiostri per carbonatura, con elevate percentuali di oli di soia ad alta
viscosità, e con elevate velocità di stampa.
IFRA Special Report 3.26


Riferimento: 1386
Il mercato della stampa e la rete di vendita

Nel novembre 1996 la Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) ha
realizzato questo studio, che riassume la situazione attuale della
distribuzione dei prodotti stampati nel nostro paese. Lo studio ripercorre
l’evolversi della normativa che regola la commercializzazione dei prodotti
stampati, dalla circolare 90 del 1927 sino alla legge 67 del 1987, che ha
riaffermato il controllo pubblico sulla rete di vendita e la centralità
delle edicole, che assorbono più del 90% della vendita complessiva.
Attraverso una serie di considerazioni sull’evoluzione del mercato dei
lettori e dei consumatori, nonché a seguito di un confronto con la
situazione nei più importanti paesi europei, la FIEG formula una serie di
proposte finalizzate al graduale adeguamento del sistema di vendita alle
mutate condizioni del mercato: abrogazione dell’autorizzazione
amministrativa per la vendita dei giornali, creazione di una rete di
“rivendite complementari” – tabaccai, bar, distributori di carburante, etc.
– per i quali non venga applicato l’obbligo della parità di trattamento
delle testate.
Lo studio è completato da una appendice normativa, che contiene il testo
della Decisione del Garante della Concorrenza e del Mercato del 26 ottobre
1994, l’art. 52 del D.P.R. 616/77 e l’art. 14 della legge 416/81 modificato
dall’art. 7 della legge 67/87
FIEG


Riferimento: 1387
Il nuovo sistema editoriale e pubblicitario del Kleine Zeitung

Questo documento contiene il resoconto di una visita di studio organizzata
dalla Federazione Mondiale degli editori FIEJ presso il quotidiano
austriaco Kleine Zeitung in occasione della messa in opera del nuovo
sistema editoriale e pubblicitario. Il quotidiano ha 150 giornalisti
dipendenti, 17 edizioni locali e una diffusione giornaliera di 330.000
copie, il 90% tramite abbonamento.
Il nuovo sistema, che ha comportato un investimento di 64 milioni di
scellini austriaci, è stato realizzato dalla società ISGI ed è denominato
ipsPress. Il cuore hardware del sistema è costituito da quattro mainframe
HP 9000, con 150 stazioni UNIX per pianificazione della pubblicità,
redazione, pianificazione e controllo della produzione, mentre la
pubblicità viene prodotta su un centinaio di PC con Windows e X-Press, ai
quali si aggiungono circa 20 Macintosh utilizzati principalmente per il
collegamento con le agenzie di pubblicità.
Tutte le stazioni di lavoro sono collegate ai database in ambiente SQL. Lo
studio analizza inoltre i cambiamenti organizzativi introdotti nella
redazione, i problemi ancora da risolvere, il rapporto costi-benefici
dell’installazione, i progetti di evoluzione futura del sistema, che punta
all’integrazione completa di tutti i sottosistemi (produzione, editoriale,
amministrazione, distribuzione) ed all’adozione del Computer to Plate.
FIEJ


Riferimento: 1388
L’importanza della gestione della carta per gli editori dei giornali

Gerard Democrate, direttore esecutivo della SAPESO, la società di Bordeaux
che effettua la stampa di Sud-Ovest (circa 350.000 copie in 21 edizioni,
due rotative WIFAG OF5/OF9, una rotativa Harris 1600), descrive il processo
di riduzione degli scarti adottato dalla società francese, che ha permesso
di ridurre la percentuale di scarto carta dal 10,54% del 1985 all’8,45% del
1995, con un risparmio annuo di oltre 400 tonnellate di carta: quanto basta
a stampare il giornale per una settimana.
Si è anzitutto proceduto ad una dettagliata analisi statistica delle
rotture, rotativa per rotativa e mese per mese; quindi è stato creato un
gruppo di lavoro per investigare sulle rotture, si è messo a punto un
programma di manutenzione preventiva e di aggiornamento tecnologico delle
rotative, e si sono coinvolti i fornitori nel tentativo di migliorare la
qualità della carta.
Tra le iniziative che hanno contribuito alla riduzione delle rotture: la
sostituzione del tipo di colla usato dagli sticker al cambio bobina, un
nuovo impianto di condizionamento dell’aria, un nuovo programma di
manutenzione di preventiva, il ridisegno dei portabobina, una “potatura”
del numero di fornitori di carta.
newspaper techniques febbraio 1997


Riferimento: 1389
L’uso ottimale della carta prodotta da fibre vergini e da fibre riciclate

Quali le differenze di comportamento in fase di stampa tra la carta
prodotta con fibre vergini e quella prodotta a partire da materiale di
macero? A questa domanda cerca di dare una risposta Fritz Holzhey,
direttore di produzione della Haindl Papier, uno dei maggiori produttori
tedeschi di carta da giornale.
La relazione di Holzhey fa inoltre il punto sulla attuale situazione di
mercato, che vede una spinta ad un sempre più accentuato utilizzo di
materiale riciclato. Sulle 10 milioni di tonnellate di carta da giornale
prodotte in Europa nel 1996, 3,5 milioni erano prodotte a partire
unicamente da fibre vergini, 3,4 milioni di tonnellate con percentuali di
fibra riciclata tra l’1% e l’80%, 3,1 milioni di tonnellate con percentuali
di fibra riciclata superiori all’80%.
newspaper techniques febbraio 1997


Riferimento: 1390
Riduzione della larghezza del cilindro a 50 pollici: una scelta logica

Di fronte al continuo incremento dei prezzi della carta, una possibile
risposta è la riduzione della larghezza del cilindro, dai 55 pollici (quasi
140 cm) a 50 pollici (127 centimetri). La NAA (Newspaper Association of
America) dedicò un report a questo argomento, ma concluse che si trattava
di una cattiva idea, per una serie di ragioni quali le abitudini dei
lettori al formato tradizionale e il fatto che un formato più stretto
avrebbe potuto comportare il cambiamento dei formati della pubblicità, che
negli USA sono standard per tutti i quotidiani.
Ciò nonostante, la Media News Group, società editrice che edita diciassette
quotidiani, il più importante dei quali è il Denver Post, decise di procedere su questa strada, e i risultati ottenuti, esposti da Richard Vezza, son
o stati estremamente positivi: a fronte di un costo sostenuto per la
conversione delle rotative di poco superiore ai due milioni di dollari, i
risparmi annui di carta hanno superato i quindici milioni di dollari, e il
gradimento di lettori e inserzionisti nei confronti del nuovo formato è
stato tale da far concludere che la riduzione del formato sarebbe stata
vantaggiosa anche se non avesse fatto risparmiare un solo dollaro di carta.
newspaper techniques febbraio 1997


Riferimento: 1391
Effetti della tendenza alla riduzione del consumo di carta sulla
progettazione grafica dei quotidiani canadesi

Lucie Lacava, grafica specializzata nel ridisegno di quotidiani, racconta
la sua esperienza di disegnatore grafico che negli ultimi anni, a seguito
della generale riduzione a 50 pollici della larghezza del cilindro da parte
della maggioranza dei quotidiani canadesi, è stata chiamata a riprogettare
l’impianto grafico di 18 quotidiani, perlopiù appartenenti alla catena
Southam (sedici testate con oltre 1,3 milioni di copie di diffusione
giornaliera). Il risultato è stato la definizione di un nuovo formato,
stretto e lungo.
Per mantenere inalterata la quantità di pubblicità classificata che poteva
essere ospitata nella pagina, il modulo base della pubblicità è passato da
sei a cinque colonne; per bilanciare questo passaggio, la griglia base del
testo editoriale è passata da sei a cinque colonne. Per compensare la
riduzione del contenuto editoriale della pagina, valutabile tra l’8 e il 12
per cento, è stata ridotta la dimensione media delle foto e sono stati
adottati nuovi caratteri, con un occhio più largo e con ascendenti e
discendenti più piccoli, in modo da poter ridurre l’ingombro del testo
senza nuocere alla leggibilità.
newspaper techniques febbraio 1997


Riferimento: 1392
La riduzione del consumo di carta negli USA a seguito dell’incremento dei
prezzi
James Tisdale della Smurfit Newsprint Corporation analizza il mercato della
carta da giornale negli Stati Uniti negli ultimi anni. Nel 1993-94, in
coincidenza con la recessione economica, il prezzo della carta ha raggiunto
i minimi storici, quindi ha cominciato a salire in maniera verticale.
La reazione degli editori è stata la tendenza a razionalizzare i consumi:
nel 1995 il consumo di carta è diminuito del 4% per effetto della riduzione
del formato delle rotative, della riprogettazione grafica delle pagine, di
una maggiore attenzione alla movimentazione e stoccaggio delle bobine ed
alle potenziali cause di rottura e di scarto.
Oggi i prezzi hanno ripreso a scendere, ma l’attenzione ad eliminare lo
scarto deve rimanere una priorità. Tisdale evidenzia sette potenziali fonti
di scarto sulle quali intervenire, dalla movimentazione e stoccaggio delle
bobine sino alla resa della diffusione. Anche i produttori di carta possono
aiutare a ridurre gli sprechi, adottando nuovi e più efficienti sistemi di
packaging e ponendo grande attenzione nelle fasi di carico e trasporto
delle bobine.
newspaper techniques febbraio 1997


Riferimento: 1393
Stampabilità della carta contenente fibra riciclata: il punto di vista del
produttore di rotative

Questa breve relazione di Erhard Glöckner, ricercatore presso la Koenig &
Bauer-Albert, descrive le sperimentazioni di stampa effettuate dal
produttore tedesco per individuare eventuali differenze di comportamento in
rotativa tra la carta composta unicamente di fibra vergine e tipi di carta
contenenti varie percentuali di fibra riciclata.
Le sperimentazioni hanno evidenziato che non esiste alcuna rilevante
differenza di comportamento sino al cilindro di stampa, mentre si nota una
differente risposta della carta riciclata alla tensione subito dopo la
stampa e subito prima della piega. La conclusione della relazione è che
occorre investigare a fondo sulla penetrazione delle soluzioni di bagnatura
nella carta, che evidentemente ne modificano il comportamento fisico in
maniera differente a seconda se il telo sia composto unicamente da fibre
vergini o con percentuali più omeno significative di fibra riciclata.
newspaper techniques febbraio 1997


Riferimento: 1394
Stampabilità della carta contenente fibra riciclata: il punto di vista del
produttore di inchiostri

Michael Brinckman, responsabile della produzione di inchiostri offset per
la società tedesca Siegwerk Druckfarben, espone i risultati di una serie di
test condotti utilizzando tre inchiostri caratterizzati da livelli di
viscosità basso, medio ed elevato su un totale di diciassette tipi diversi
di carta, suddivisi tra carte a basso, medio e alto contenuto di ceneri:
maggiore è il contenuto di ceneri, maggiore è la quantità di fibra
riciclata contenuta nella carta.
I risultati indicano che non esistono significative differenziazioni nel
comportamento della carta riguardo al fenomeno della controstampa
(set-off). Per quanto riguarda il rub-off, le carte “vergini” tendono ad un
più lento assorbimento dell’inchiostro, soprattutto in presenza di
inchiostri con basso residuo solido. In generale, lo studio evidenzia la
necessità di ottimizzare la combinazione carta-inchiostro: ogni tipo di
carta può essere stampata in modo qualitativamente valido, purché il tipo
di inchiostro e l’inchiostrazione siano attentamente calibrati.
newspaper techniques febbraio 1997


Riferimento: 1395
Il “Progetto di riciclaggio multiplo” dell’Università di Darmstadt

Questa relazione espone i risultati di uno studio condotto dall’Istituto
per la Fabbricazione della Carta dell’Università tecnica di Darmstadt. Lo
studio cerca di individuare le caratteristiche della carta da giornale
nella previsione di un incremento dei “cicli di riciclaggio” della carta,
cioè del numero di volte in cui la carta viene utilizzata a seguito di
macero.
I risultati indicano che:
– il riciclaggio multiplo non influisce né sulla lunghezza né sul diametro
delle fibre della pasta chimica;
– il legame tra le fibre non subisce alcun danno per la pasta meccanica,
mentre viene danneggiato per la pasta chimica;
– piccole particelle di inchiostro rimangono attaccate alle fibre,
inficiando il grado di bianchezza e di luminosità;
– e infine, che nonostante tutto la carta ottenuta da materiale riciclato
più volte è perfettamente in grado di soddisfare le caratteristiche
richieste dai sistemi di stampa attuali e del futuro.
newspaper techniques febbraio 1997


Riferimento: 1396
La combinazione carta-inchiostro ottimale per evitare controstampa,
macchie, rub-off

Questa relazione presenta brevemente i risultati delle ricerche condotte
per conto dell’IFRA dall’Università Tecnica di Chemnitz-Zwickau (special
report 3.24 e 3.26, vedi Archivio Aperto 1269 e 1385), nel corso dei quali
sono stati misurati i comportamenti di controstampa, maculatura e rub-off
di molteplici combinazioni carta-inchiostro.
newspaper techniques febbraio 1997


Riferimento: 1397
Gestione degli scarti: l’esperienza di un grande stampatore londinese

John McCarthy della società West Ferry Printers, che nella zona di Londra
stampa nove quotidiani nazionali e 41 tra locali e free papers, descrive
alcune delle tecniche utilizzate per ridurre gli scarti di carta, sia in
fase di preparazione delle bobine sia in fase di stampa.
La più grande attenzione è stata data alla riduzione delle rotture della
bobina; a tal fine ogni partita di carta viene testata in laboratorio al
fine di misurarne le caratteristiche di resistenza alla tensione,
allungamento, umidità, che sono i tre fattori che maggiormente incidono
sulle rotture.
Una significativa riduzione delle rotture si è inoltre ottenuta con la
riduzione del calibro dei fogli e con l’adozione di una barra
umidificatrice trasversale per limitare lo spolvero, che rispetto alla
spazzola a spirale consente un abbattimento significativo degli scarti di
avviamento.
newspaper techniques febbraio 1997


Riferimento: 1398
Le statistiche delle rotture carta in Giappone

In Giappone ogni giorno si vendono 72,4 milioni di copie; di queste, 14,7
sono vendute dallo Yomiuri Shimbun, il primo giornale al mondo per numero
di copie vendute. Hiroyuki Oguchi, responsabile della produzione del quotidiano, descrive sommariamente la situazione del mercato giapponese della cart
a: i produttori giapponesi utilizzano fibra riciclata per circa il 40%, e
prevedono nei prossimi anni di riforestare 420.000 ettari di territorio per
ricavarne legname.
Per quanto riguarda il prodotto, la grammatura negli ultimi venti anni è
scesa da 52 agli attuali 43 grammi per metro quadro. Infine vengono passate
in rassegna le tecniche utilizzate dai quotidiani giapponesi per
minimizzare il tasso di rotture carta, che attualmente si colloca tra lo
0,3 e lo 0,5 per cento per il totale dei quotidiani giapponesi, e tra lo
0,2 e lo 0,3% per lo Yomiuri.
newspaper techniques febbraio 1997


Riferimento: 1399
Gestione degli scarti: il caso del Dagens Nyheter

Anders Svensson descrive le strategie utilizzate per la riduzione degli
scarti di carta presso la società stampatrice DNEX Tryckeriet: un impianto
di 87.000 metri quadri, con tre rotative MAN Colorman S, ciascuna con dieci
gruppi di stampa e in grado di stampare 80 pagine broadsheet, la metà delle
quali in quadricromia, con una produzione media di un milione di copie al
giorno.
Un primo risultato è stata la riduzione degli scarti in sala spedizione dal
due allo 0,8 per cento, il che si è tradotto in un risparmio annuo di
650.000 dollari USA. Quindi si è riusciti a ridurre i tempi di avviamento
delle rotative da 39 a 24 minuti. L’esperienza compiuta nell’impianto
svedese evidenzia la primaria importanza del coinvolgimento degli
operatori, dei quali va rispettato il lavoro ed ai quali vanno assegnati
degli obiettivi di qualità da raggiungere.
newspaper techniques febbraio 1997


Riferimento: 1400
Gestione degli scarti: il caso del Chicago Tribune

Con 700.000 copie di diffusione su una media giornaliera di 96 pagine
broadsheet, che salgono rispettivamente a 1,1 milioni di copie e a 322
pagine la domenica, 21 edizioni zonali, il Chicago Tribune è certamente uno
dei maggiori complessi industriali del mondo nel settore dei quotidiani. La
sala stampa del Freedom Center, lo stabilimento dove viene realizzata la
stampa del quotidiano, ospita dieci rotative, richiede 26 squadre composte
ciascuna da sette operai e consuma ogni anno 200.000 tonnellate di carta
(più di un terzo dell’intero consumo italiano), 1.800 tonnellate di
inchiostro nero e 500 di inchiostro a colori. La strategia adottata dal
quotidiano dell’Illinois ha puntato sulla incentivazione delle squadre,
finalizzata alla riduzione degli scar-ti ed al miglioramento della qualità
del prodotto: a tal fine fu creata una scala di qualità del prodotto da 0 a
110, con una media minima di 70 per ciascuna squadra. Il programma
prevedeva infine di destinare parte dei risparmi ottenuti tramite la
riduzione degli scarti e il miglioramento della qualità in premi in denaro
da distribuire in misura uguale tra i partecipanti al programma.Come
effetto di questo programma, la percentuale di scarto, che era superiore al
5,5% nel 1986, è scesa al 3,1% nonostante nel frattempo le edi-zioni locali
siano passate da dodici a ventuno, con conseguente aumento dei fermi e
ripartenze delle rotative. Ciò si traduce in un risparmio annuo
quantificabile in 5.000 tonnellate
newspaper techniques febbraio 1997


Riferimento: 1401
Progetto IFRA per la standardizzazione dei sistemi di etichettatura delle
bobine

L’IFRA sta attualmente conducendo un progetto di ricerca volto a
standardizzare codici a barre e sistemi di etichettatura utilizzati per
l’identificazione delle bobine di carta. A tal fine sono state coinvolte
varie organizzazioni: NAA (Newspaper Association of America), CPPA
(Canadian Pulp and Paper Association), AF&PA (American Forest and Paper
Association), GCA (Graphic Communication Association), CEPI (Confederation
of the European Paper Industries). Attualmente sono in uso tre sistemi di
codice a barre: il sistema NARI, utilizzato da NAA, CPPA, GCA, è composto
da tredici cifre, delle quali le prime due indicano il produttore, la terza
l’impianto, la quarta la macchina che ha prodotto la bobina, dalla quinta
alla ottava la data di produzione, dalla nona alladecima l’ordine di
produzione in quel giorno, dall’undicesima alla tredicesima la posizione
della bobina sul telaio. Il secondo sistema è il CEPI, composto di sedici
cifre e finalizzato a supportare i sistemi EDI. In questo sistema, composto
da sedici cifre, le prime dieci non contengono informazioni, e servono
unicamente a garantire la stabilità dello standard per almeno dieci anni,
mentre le cifre dalla undicesima alla tredicesima indicano il paese di
produzione (secondo lo standard ISO 3166) e le cifre dalla quattordicesima
alla sedicesima indicano l’impianto di produzione. Infine il sistema IFRA,
creato nel 1986 per soddisfare le esigenze degli associati, è composto
anch’esso da sedici cifre: le prime otto identificano il numero di bobina,
dalla nona alla dodicesima il peso, la tredicesima il tipo di package, la
quattordicesima la grammatura e la qualità della carta, le ultime due il
codice del produttore.
La scelta della commissione è stata quella di lavorare sullo standard CEPI,
in quanto è l’unico che ha a disposizione dieci cifre per contenuti
informativi. La commissione ha inoltre concordato sull’esigenza di unire al
codice a barre una etichetta, contenente anch’essa informazioni elencate in
maniera standardizzata, secondo uno schema che metta al primo posto le
informazioni necessarie (nome del fornitore, peso, larghezza, grammatura,
direzione di srotolamento, tipo di carta), informazioni opzionali
importanti (diametro, lunghezza e tipo di mandrino utilizzato), e altre
informazioni opzionali, che potranno variare in base all’accordo tra il
produttore e lo stampatore.
newspaper techniques febbraio 1997


Riferimento: 1402
L’influenza della qualità dell’acqua nelle soluzioni di bagnatura

La soluzione di bagnatura riveste una importanza basilare nel processo di
stampa offset: ad essa spetta infatti il compito di bagnare le aree non
stampanti della lastra, di emulsionare l’inchiostro, di mantenere la
viscosità dell’inchiostro entro limiti accettabili, e di ridurre la
produzione di calore durante la stampa, limitando gli attriti. Le soluzioni
di bagnatura sono composte generalmente di acqua corrente e di un additivo
in concentrazione del 2-3%.
Tra gli elementi che determinano la composizione dell’additivo, oltre al
tipo di rotativa, al sistema di bagnatura, agli inchiostri, alla lastra,
grande importanza assumono anche le caratteristiche dell’acqua corrente
utilizzata. Questo report espone i risultati di un progetto di ricerca,
commissionato dall’IFRA alla EFPG (Ecole Francaise de Papeterie et des
Industries Graphiques de Grenoble), nel corso del quale sono stati
effettuati test di stampa su una rotativa per quotidiani. Alla ricerca
hanno contribuito il quotidiano Le Dauphiné Libéré, i produttori di carta
Chapelle Darblay, Stora e Norske Skog, i produttori di inchiostri Michael
Huber e Hartmann Druckfarben, il produttore di soluzioni di bagnatura
Schmitt, mentre la società svedese Jimek ha fornito una barra per la
bagnatura a spruzzo e la MAN Roland ha fornito dei componenti metallici per
l’effettuazione di test di corrosione. I risultati della ricerca indicano
come il grado di durezza dell’acqua utilizzata per la soluzione di
bagnatura esercita una influenza diretta sui parametri di stampa
IFRA Special Report 1.15


Riferimento: 1403
Come migliorare la qualità di stampa con essiccatori e migliori qualità di
carta

La rotativa per quotidiani viene di solito utilizzata soltanto per poche
ore al giorno. Per lo stampatore potrebbe essere di grande utilità poter
utilizzare la macchina anche durante il giorno, per effettuare la stampa di
prodotti di qualità superiore. Per ottenere questo obiettivo, occorrerebbe
però che la qualità di stampa ottenibile sulle rotative per quotidiani si
avvicinasse il più possibile a quella della stampa dei periodici.
Una possibile risposta a questa esigenza, da tempo esplorata dall’IFRA,
potrebbe essere quella dell’utilizzo di essiccatori, che però pongono
ulteriori problemi relativi all’installazione ed alla gestione. Questo
progetto di ricerca, effettuato presso il Sächsische Institut für die
Druckindustrie (SID) di Lipsia, ha anzitutto messo a confronto, da un punto
di vista tecnologico ed economico, i vari sistemi di essiccazione
disponibili (aria calda, raggi infrarossi, raggi ultravioletti, a fascio di
elettroni).
Nella seconda parte dello studio sono stati effettuati test di stampa senza
essiccazione e con essiccatori di vario tipo (infrarosso e a fascio di
elettroni) su differenti qualità di carta: carta da giornale standard
(riciclata all’85%, lievemente calandrata, pasta termomeccanica, 45 g/m2),
carta per edizioni (riciclata al 100%, lievemente calandrata, 52 g/m2),
carta da giornale modificata (52 g/m2), carta uso mano per stampa senza
forno (opaca, 60 g/m2), carta uso mano per stampa con forno (semiopaca,
lievemente calandrata, 52 g/m2).
IFRA Special Report 3.27


Riferimento: 1404
Un sistema editoriale basato su Internet

Questo articolo di Urban Jönér, associate editor del gruppo Seybold,
presenta un nuovo sistema editoriale sviluppato dalla software house
svedese Mediamatic. Il sistema è basato su un software di text-editing
sviluppato dalla società svedese, denominato WriteIt, e da Quark X-Press
per l’impaginazione. I due software applicativi girano in cooperazione con
un server software, anch’esso sviluppato dalla Mediamatic e denominato
ServeIt. La prima novità di questa soluzione risiede principalmente nel
protocollo di comunicazione utilizzato per i collegamenti tra le stazioni
di lavoro ed i server, denominato ASTP (Application Service Transfer
Protocol) e basato sul TCP/IP, il protocollo usato da Internet. Pertanto,
per l’utente il server può trovarsi indifferentemente nello stesso palazzo
su una rete locale Intranet, oppure sulla rete Internet a migliaia di
chilometri di distanza.
L’altro aspetto innovativo della soluzione di Mediamatic consiste nel fatto
che più client possono condividere lo stesso server e utilizzare la
medesima copia di programmi standard come X-Press, PageMaker, Excel,
Oracle. Mediamatic ha infatti sviluppato una serie di programmi add-on,
denominati Object Wrappers, che vengono attivati dalle richieste dei client
al server e che permettono alle stazioni di lavoro di ottenere dal server
“servizi” come giustificazione e sillabazione, accesso al database, preview
delle pagine, e così via: il tutto senza la necessità di installare una
licenza del programma su ogni macchina client e, quindi, con una
significativa riduzione dei costi. Altro significativo vantaggio consiste
nel fatto che, come avviene nelle applicazioni Internet, è l’utente, dalla
sua stazione di lavoro, a definire i server e le applicazioni che intende
utilizzare: PageMaker piuttosto che X-Press, per esempio.
La soluzione di Mediamatic presenta ancora alcune debolezze: per esempio,
non è ancora disponibile, per quanto sia stata annunciata, una versione con
database SQL, né le applicazioni per la gestione della pubblicità. Altri
limiti del sistema sono quelli più generali di Internet: la rapidità di
risposta del server nel caso in cui il server non sia accessibile in rete
locale e, soprattutto, la sicurezza generale del sistema. Tuttavia la
soluzione di Mediamatic appare certamente promettente, soprattutto per il
fatto che consente in prospettiva significative riduzioni dell’investimento
hardware e software.
Seybold Report PS, vol. 26, n. 9


Riferimento: 1405
Introduzione alla gestione digitale dell’immagine

L’evoluzione dell’arte e della scienza fotografica sta ridefinendo i ruoli
e le responsabilità di fotografi, grafici, designer e professionisti della
pre-stampa, aprendo nuove possibilità all’espressione creativa. Chiunque
prenda in considerazione questa tecnologia deve però affrontare vari
problemi: l’acquisto delle attrezzature più adatte, la formazione degli
utilizzatori, la definizione di nuove tecniche di produzione, il controllo
dei costi, la velocizzazione delle procedure produttive. Il volume,
realizzato dalla Agfa-Gevaert, è diviso in capitoli, dedicati ai vari
aspetti tecnici e produttivi legati al trattamento delle immagini digitali:
l’analisi degli originali, i dispositivi diinput e di output, i sistemi di
trattamento, i formati dei file, le questioni etiche e di copyright
concernenti le immagini elaborate con tecnologie digitali.
Agfa-Gevaert


Riferimento: 1406
Guida alla selezione colore

La trasformazione di originali fotografici in immagini stampate è stata
investita negli ultimi anni da una vera e propria “rivoluzione digitale”:
scanner, software per il trattamento e la separazione del colore, tecniche
di retinatura e di calibrazione dei dispositivi di output costituiscono
altrettanti strumenti a disposizione non più soltanto dei laboratori
specializzati ma, sempre più spesso, anche dei disegnatori e dei grafici.
Questo manuale Agfa-Gevaert prende in esame tutte le variabili che
influiscono sulla qualità della stampa a colori: scelta degli originali,
settaggio dello scanner, calibrazione del colore, tecniche di retinatura e
di stampa, formati dei file, calcolo dell’ingrossamento del punto, prove
colore, sistemi di compressione e di memorizzazione dei file di immagine.
Agfa-Gevaert