Archivi, CTP, pubblicità on line: indicazioni e soluzioni all’Ifra ’97
L’Expo dell’Ifra, la più
importante mostra convegno europea per l’industria dei quotidiani, è
tornata prepotentemente alla ribalta dopo alcuni anni nei quali la
manifestazione sembrava avviata ad una lenta decadenza. Non solo aumentano
espositori e visitatori, come si legge in altra parte della rivista, ma
ritorna in primo piano la voglia di innovazione, sotto forma di nuove
soluzioni, nuove idee e nuovi progetti in direzione di una sempre più
capillare integrazione digitale fra i diversi comparti produttivi. Dal
computer to plate agli archivi digitali, dal consolidamento di alcuni
sistemi editoriali allo sviluppo di nuovi concetti per la
videoimpaginazione assistita, dalla teletrasmissione alla pubblicità on
line, l’Ifra’97 di Amsterdam ha accolto gli editori europei all’insegna
dell’apertura alle nuove sfide industriali, con un occhio ad Internet ed
una rinnovata considerazione per le tecnologie “Made in Italy”.
Italiani all’estero
“Made in Italy” è bello, e non solo nell’industria della moda. Le soluzioni
editoriali sviluppate da industrie del nostro Paese varcano sempre più
spesso i confini della penisola, con destinazione Europa, Stati Uniti e Sud
America.
In primo piano sicuramente Unisys, che sta raccogliendo sui più importanti
mercati editoriali internazionali affermazioni e successi oltremodo
significativi, che premiano gli investimenti in ricerca e sviluppo avviati,
nella seconda metà degli anni Ottanta, in direzione di una nuova struttura
client-server in grado di impiegare, al posto del terminali “stupidi”, i
personal computer. Ripercorrendo la storia del software editoriale,
interamente sviluppato nel nostro Paese, Franco Giglio, Amministratore
Delegato di Unisys Italia e Direttore Generale dello Unisys Centre of
Excellence Publishing Solutions di Milano, non ha mancato di ricordare
come, dopo la prima installazione al Messaggero di Roma, a metà degli anni
settanta, la società abbia progressivamente conquistato la fiducia di altri
editori, dapprima in Italia, dove Unisys conta ad oggi 23 installazioni,
l’ultima in ordine di tempo a Il Mattino di Napoli, quindi – dal 1992 – in
Europa, dove Unisys è presente in 37 quotidiani di Francia, Germania,
Croazia, Spagna, Portogallo e Belgio, e a partire dal 1997 negli Stati
Uniti, dove finora hanno scelto soluzioni Unisys il Colorado Springs
Gazette e il San Francisco Examiner, e in Brasile, con due sistemi a O
Estado de S. Paulo e Jornal Da Tarde. Fra le ultime installazioni in ordine
di tempo, ma ai primi posti per le dimensioni del cliente, c’è l’avvio di
un rapporto di collaborazione con la News international di Londra, ovvero
con i quotidiani ed e periodici editi dal Gruppo Murdoch, uno dei più
grandi conglomerati di mass media del mondo. Per rispondere alle specifiche
del gruppo, Unisys ha dovuto implementare il sistema Hermes con il database
Oracle. Una decisione, questa, che andrà a tutto vantaggio degli utenti
Unisys di tutto il mondo, che potranno, in futuro, scegliere fra
l’architettura tradizionale di Hermes e la nuova implementazione su Oracle.
Anche Tera, software house milanese, è in primo piano nell’esportazione di
tecnologie editoriali “Made in Italy”. Il proprio sistema, GoodNews, si è
presentato all’Ifra’97 forte di sette nuove installazioni all’estero
realizzate negli ultimi quattro mesi: tre in Brasile, due in Croazia, uno
ciascuno in Israele e Venezuela. A queste occorre aggiungere anche un nuovo
cliente nel nostro Paese.
Sui successi tecnologici dell’industria italiana all’estero torneremo anche
sui prossimi numeri di TecnoMedia.
Dai comandi alle informazioni
Italiani in primo, anzi primissimo piano, anche sul fronte delle nuove
ipotesi di lavoro. Allo stand Sinedita erano in dimostrazione due
prototipi, uno per la videoimpaginazione assistita da intelligenza
artificiale ed uno, sviluppato dalla società fiorentina Nà vita, per
l’archiviazione e la ricerca delle immagini attraverso attributi visivi. In
entrambi i casi, siamo di fronte a ipotesi di soluzioni in grado di
interagire con gli operatori, giornalisti o poligrafici a seconda dei casi,
non più attraverso i comandi ma grazie ad informazioni.
Lamarck, questo il nome del prototipo di Nà vita, è un software progettato
per l’information retrieval delle immagini su base visiva. Ogni fotografia,
nel momento in cui è acquisita all’interno della base di dati, viene
memorizzata in funzione degli attributi di colore e texture e, quando il
sistema sarà interamente sviluppato, anche in funzione della forma. Per
ritrovare una fotografia, l’operatore dovrà “informare” il data base circa
gli attributi visivi richiesti, e l’archivio restituirà le immagini
“pertinenti”. Qualcuno dei visitatori, non senza malizia, ha immaginato di
richiedere al sistema una fotografia di qualche giocatore di calcio, magari
di un portiere, visto di spalle… Decisamente meno malizioso è invece
pensare a questo tipo di applicazione sviluppata per tenere conto delle
pubblicità tabellari. Un sistema che fosse “allenato” a riconoscere su base
visiva tutti i prodotti sui quali compare un certo marchio, potrebbe
risultare utile in più di un’occasione.
Il progetto per la videoimpaginazione assistita sviluppato da Sinedita è
invece basato sul concetto di “book dinamico”. L’operatore “informa” il
sistema sui contenuti della pagina, titoli, articoli, pubblicità ,
fotografie, e sulle gerarchie delle componenti, ed ottiene “proposte” di
videoimpaginazione interattiva. Quando la soluzione sarà ulteriormente
sviluppata, lo stesso sarà possibile in funzione delle diverse sezioni di
un quotidiano.
Il passaggio dai comandi per la videoimpaginazione alle informazioni al
sistema è uno di quelle ipotesi che scatenano la fantasia: senza voler
scomodare gli ormai sgangherati miti del “Grande Fratello” di Orwell o il
computer HAL di “2001 Odissea nello spazio” – l’elettronica in competizione
con la mente umana – il quesito più attuale è come, ed in quale contesto
organizzativo, introdurre i nuovi strumenti. Un’indicazione interessante, a
riguardo, è arrivata dal direttore di un giornale locale, che ha suggerito
come il sistema di videoimpaginazione assistita potrebbe consentire ai
giornalisti di passare molto meno tempo al desk, consentendo loro di
concentrarsi sulle attività più tradizionali dei reporter.
Sistemi editoriali e dintorni
In attesa che i nuovi “prototipi di idee” vengano testati in produzione, i
sistemi editoriali si affinano sempre di più.
Atex sta procedendo a grandi passi in direzione di una riprogettazione
globale del proprio sistema. Ad Ifra sono stati presentati i primi
risultati ottenuti con il nuovo Aes (Atex Editorial System), un sistema
client/server totalmente aperto, che utilizza Microsoft Word e Quark
X-Press come applicativi base per l’input dei testi e l’impaginazione,
Personal Computer con processore Pentium Intel e sistema operativo Windows
95 come client, Ibm RS/6000 con sistema operativo Unix/Aix oppure Pentium
Pro con Windows NT come server, mentre per il database relazionale è
possibile scegliere tra Sybase, Microsoft Sql Server o Oracle.
Il flusso di lavoro sul quale si basa il sistema Aes è studiato in modo da
adattarsi con la maggiore semplicità possibile all’organizzazione del
lavoro delle singole strutture redazionali. Ma la caratteristica
probabilmente più importante del nuovo sistema Atex è quella di avere una
architettura totalmente aperta, in grado quindi di trarre vantaggio dai
continui sviluppi di pacchetti software come X-Press e Word, e pronto ad
adeguarsi alle esigenze dell’editoria multimediale: basti pensare alla
possibilità , offerta da Word e quindi acquisita da Aes, di effettuare la
conversione automatica del testo in Html per la pubblicazione sul Web, per
rendersi conto di come l’ancoraggio della soluzione Atex alla “strada
maestra” dell’evoluzione delle tecnologie informatiche rappresenti, per
l’utente, una preziosa risorsa aggiuntiva di sviluppo di prodotti
collaterali alla carta stampata e, per il fornitore, l’opportunità di
rimanere “sull’onda” dello sviluppo delle tecnologie senza doversi
impegnare in rincorse costose e faticose fatte di “interfacce”,
“conversioni”, “compatibilità ” e così via.
Con l’implementazione del proprio sistema su database Oracle, Unisys ha
presentato a Ifra le nuove release dei tre moduli che costituiscono il
sistema editoriale Unisys – Hermes, WireCenter e DocCenter -, ed ha
annunciato alcune ulteriori soluzioni che entreranno a far parte del
proprio sistema editoriale, come per esempio un NewsRoom Web Editor che
consentirà al redattore di utilizzare lo stesso strumento di lavoro per
scrivere un pezzo per l’edizione stampata o per l’edizione Web del
giornale. Per quanto riguarda i tool di comunicazione, Atex Ferry consente
l’interscambio di informazioni su testo e layout di pagina dal sistema
client/server Hermes ai sistemi Atex J-11 e viceversa. Una nuova
applicazione di system management, infine, unifica il controllo e la
gestione di tutti i moduli del sistema – Hermes, WireCenter, DocCenter – e
consente, operando da una unica workstation, di effettuare una molteplicitÃ
di operazioni quali: configurazione e monitoraggio del sistema,
abilitazione degli accessi, aggiornamento del software sui client, etc.
Oltre a GoodNews, Tera ha esposto a Ifra l’intera gamma di soluzioni, che
vanno dal sistema di gestione dell’Opi Topic a Horus, un sistema per la
gestione complessiva del processo di stampa dal rilascio delle pagine in
formato Postscript sino all’output dal Rip sulla fotounità . Tutti i dati
collegati a questo processo vengono raccolti in un database Sql, più
precisamente sul Microsoft Sql Server 6.5, residente su server Windows NT.
L’accesso ai dati è possibile utilizzando server Windows o Macintosh,
oppure interfacciando il server Sql con il Microsoft Internet Information
Server, anch’esso incluso nel sistema Windows NT: in questo modo, è
possibile accedere ai dati sull’output delle pagine utilizzando un comune
browser Internet (Netscape o Internet Explorer), dall’interno di una rete
Intranet oppure con un collegamento remoto Internet.
Archiviazione digitale…
Tra le novità presentate da Tera c’è anche un potente sistema di
archiviazione di testi, foto e pagine complete del giornale, perfettamente
integrato con il sistema editoriale. Il processo di archiviazione avviene
in maniera assolutamente automatica e trasparente per l’utente: appena la
pagina viene rilasciata dal sistema editoriale, il sistema di archiviazione
prende in carico il file Postscript corrispondente e, da una parte, crea il
file Pdf, mentre dall’altra indicizza i testi e i commenti Iptc/Naa delle
foto, utilizzando il motore di ricerca Pls. In sede di retrieval dei dati,
l’utente accede all’archivio tramite un browser Internet: effettuata la
ricerca con l’ausilio dei comuni operatori booleani, ottiene i testi e le
foto corrispondenti alla ricerca, con la possibilità di visualizzare e
stampare la pagina in formato Pdf della pagina sulla quale l’elemento
individuato è stato pubblicato.
Perfettamente integrato con il sistema editoriale Sinedita è anche il nuovo
strumento di archiviazione della software house torinese, che utilizza
anch’esso architettura client/server con software Access per l’accesso ai
dati Sql e DTSearch per i dati testuali. Caratteristica distintiva del
sistema è l’intercambiabilità dei motori di ricerca utilizzabili, nonché
l’integrazione Intranet/Internet all’interno di browser standard e
l’allargamento delle query di ricerca a motori di ricerca esterni di cui si
conosca la sintassi. In questo modo è possibile, per esempio, effettuare
con una sola richiesta una ricerca sull’archivio del giornale e,
contemporaneamente, sulla rete Internet con Yahoo o con un altro motore di
ricerca.
Quello sopra descritto è solo uno dei frutti della nuova strategia
aziendale della società torinese, non più semplice software house
editoriale, in grado di proporre soluzioni efficienti ma limitate alla
“nicchia” di riferimento, bensì vero e proprio partner tecnologico, in
grado di cogliere e di soddisfare le esigenze dei propri clienti per ogni
settore dell’elaborazione dati aziendale.
Questa nuova “filosofia” si traduce in uno slogan, “la libertà delle idee,
l’energia del gruppo”, ed in una nuova struttura operativa, nella quale
Sinedita è il capofila e il punto di raccordo di una “galassia” di aziende,
le cui competenze e know-how vengono attivate di volta in volta a seconda
delle specifiche esigenze del cliente. Accanto alle competenze di Sinedita
nella realizzazione di sistemi editoriali integrati e di soluzioni per il
database publishing, è possibile così, per esempio, mettere in campo le
soluzioni di Exenia per il collegamento tra i sistemi produttivi e il
sistema informativo gestionale complessivo dell’azienda, utilizzando tra
l’altro le soluzioni di Sap, la software house tedesca con oltre 8000
installazioni di sistemi client/server per l’amministrazione e la
contabilità .
Allo stand della Software Construction Company (SCC), software house di
Atlanta i cui sistemi sono distribuiti in Italia dalla APS Solutions,
abbiamo visto all’opera un nuovo sistema di archiviazione e retrieval. Il
concetto che sta alla base dell’architettura è quello di unificare in un
unico strumento la consultazione delle foto giornaliere e di archivio, la
ricerca dei testi di agenzia o provenienti dall’archivio del giornale, le
pagine intere delle edizioni passate in formato Pdf, e ancora file audio e
video.
Il materiale da archiviare (foto provenienti da agenzia o da scansioni
locali, testi provenienti da agenzie o dal sistema editoriale, pagine
intere in formato Pdf) viene “filtrato” da un software, denominato Media
Factory, che provvede alla standardizzazione dei formati: per le immagini
vengono create le basse risoluzioni e indicizzati i campi Iptc, per i testi
vengono uniformati i caratteri sulla base delle personalizzazioni
richieste, per le pagine Pdf vengono estratti i testi e generate le icone
in bassa risoluzione. Il materiale viene quindi preso in carico da un
server Windows NT con database Microsoft Sql o Informix e il modulo
software MediaServer, che indicizza tutto il materiale utilizzando il
motore di ricerca Verity, tra i più potenti disponibili sul mercato.
Per l’acquisizione dei materiali fotografici da archiviare in formato
digitale, Kodak ha presentato un sistema automatico ad alta velocità , il
Conversion System 1200, che gestisce in modo automatico le strisce di
pellicola da 35mm, negative ed invertibili, e le diapositive montate su
telaietti. Sempre pensando alle redazioni dei quotidiani, dove i grandi
volumi di immagini trattate devono essere compatibili con i tempi, sempre
ristretti, della preparazione e della stampa, Kodak ha inoltre presentato
all’Ifra il proprio PIW 2220, uno scanner robottizzato in grado di trattare
strisce contenenti fino a quaranta immagini alla volta, con una capacitÃ
produttiva di oltre 250 immagini l’ora.
…e pubblicità on line
Se negli Stati Uniti d’America la trasmissione degli annunci pubblicitari
in formato digitale è ormai guardata come una soluzione acquisita, non solo
da un punto di vista tecnologico, grazie al successo ottenuto dal sistema
AdSend della Associated Press, ma anche orga-nizzativo, non altrettanto si
può dire per l’Europa, dove gli editori, complici anche organizzazioni del
lavoro talvolta molto diverse fra loro, sono finora, salvo rare eccezioni,
rimasti alla finestra. All’Ifra di Amsterdam non sono comunque mancate le
novità , forse nella speranza che i tempi siano ormai maturi per avviare le
prime, concrete, sperimentazioni su larga scala.
La 4-Sight, società inglese leader nei sistemi per la trasmissione digitale
degli annunci pubblicitari – rappresentata in Italia dalla APS Solutions di
Milano – propone Isdn Manager, un software per la trasmissione punto-punto
del materiale pubblicitario su linea Isdn che può contare su oltre 50.000
installazioni in tutto il mondo e che recentemente, proprio in Olanda, è
stato raccomandato come standard da una commissione composta da Editori di
quotidiani, fotolito e agenzie pubblicitarie. In occasione della rassegna
di Amsterdam è stato anche presentato, in prima mondiale, Ads Hub, il
software che gestisce l’archiviazione intermedia del materiale
pubblicitario in centri di servizio per una successiva redistribuzione
elettronica verso le testate. Ads Hub è già in funzione in Paesi come
l’Australia ed il Sud-Africa, dove viene utilizzato per la ritrasmissione
del materiale pubblicitario giunto dalle agenzie verso testate che
utilizzano supporti trasmissivi diversi da Isdn, ma costituisce altresì una
soluzione possibile per paesi dove esistono strutture di brokeraggio della
pubblicità come le concessionarie. In pratica, l’agenzia trasmette il
materiale verso il server Ads Hub installato presso la concessionaria, dove
vengono effettuati tutti i controlli, tecnici ed amministrativi, sul
materiale, prima della sua ritrasmissione verso la testata di destinazione
finale. La prima installazione europea di Ads Hub è prevista in Belgio,
dove la società telefonica statale Belgacom avvierà all’inizio del 1998 un
servizio di gestione del traffico del materiale pubblicitarioverso i
quotidiani belgi. 4-Sight ha inoltre annunciato accordi strategici con la
Associated Press, che implementerà Isdn manager per la trasmissione degli
annunci via satellite, e con Rank Xerox, che utilizzerà le tecnologie
4-Sight per il proprio servizio di stampa digitale distribuita Documents
Direct.
Sinedita ha presentato un sistema client/server per la gestione del timone
della pubblicità tabellare, perfettamente integrato con il database Oracle
del sistema editoriale. Il sistema, che gestisce ogni aspetto della
transazione pubblicitaria, dalla prenotazione alla spunta del pubblicato, è
perfettamente modulare e configurabile, in modo da poter essere gestito sia
all’interno del giornale che direttamente dalla concessionaria, che può
utilizzarlo per smistare i flussi di pubblicità verso le differenti testate
che compongono il proprio portafoglio.
Atex raccoglie numerose soddisfazioni da Enterprise, il sistema
client/server per l’acquisizione, la gestione e l’impaginazione della
pubblicità tabellare sviluppato in origine dalla società finlandese
Sypress. I sistemi Enterprise rappresentano attualmente quasi il 90% del
fatturato Atex, e nel solo periodo gennaio-giugno 1997 sono state
realizzate importanti installazioni, tra l’altro al Seattle Times (160
stazioni di lavoro), al New Straits Times di Kuala Lumpur (oltre 100
stazioni di lavoro), all’Helsingin Sanomat di Helsinki (150 stazioni), e
alla News International di Londra, dove è in corso di installazione un
sistema client/server basato su server Sun, database Oracle e 200 client,
sia PC che Macintosh.
Ma accanto a Enterprise, studiato per le esigenze di quotidiani con un
notevole volume pubblicitario, Atex propone il suo “fratello minore”
Ad-Vantage, disegnato per le esigenze dei quotidiani medio-piccoli, e
Classified Pagination, che ha più di 100 installazioni in tutto il mondo e
del quale è in corso la ricompilazione per la piattaforma Windows NT .
Dal computer to plate…
Qualcuno lo sostiene con decisione, qualcun’altro mostra prudenza, sta di
fatto che soluzioni per l’incisione diretta della lastra per la stampa in
offset erano presenti in oltre quindici stand, fra i quali Afga, Autologic
Information International, Dainippon Screen, Du Pont, Ecrm,
Monotype-Scangraphic, Mitsubishi Chemical.
I problemi relativi all’introduzione del computer to plate non riguardano
solo gli aspetti tecnologici relativi ai materiali di consumo ed alle
soluzioni per l’incisione diretta delle lastre, ma investono
l’organizzazione produttiva nella sua globalità . In altri termini, il
passaggio fondamentale per arrivare al CTP è la digitalizzazione completa
del quotidiano, non solo la parte redazionale ma anche, e soprattutto, la
pubblicità . L’opinione di Dennis Niermann, managing director della
Monotype, è che manchino ancora troppi tasselli al puzzle tecnologico che
deve essere composto perché la soluzione del Ctp diventi economicamente,
oltre che tecnologicamente, praticabile. Sono pochissimi, ha detto Niermann
a TecnoMedia, i quotidiani americani che utilizzano il CTP in produzione al
100%, e sono tutti caratterizzati da basse tirature e basse foliazioni. Il
Computer to plate costituisce certamente una prospettiva di cui non si può
non tenere conto, ma per il futuro più immediato sono da attendersi
notevoli avanzamenti nel più tradizionale campo delle fotounità , con il
continuo incremento della velocità di output e con l’utilizzo di soluzioni
“asciutte”, con ridotto impatto ambientale, che non utilizzino reagenti
chimici per lo sviluppo delle pellicole.
Di tutt’altro avviso le opinioni raccolte in altri stand: Agfa, Du Pont e
Mitsubishi Chemical, per esempio, sono molto più ottimisti riguardo al
futuro del CTP, una tecnologia per la quale le soluzioni sono giÃ
disponibili e che, tutto sommato, dispone anche “a monte”, ovvero per
quanto attiene alla digitalizzazione di tutto il prodotto quotidiano, di
una vastissima messe di opportunità . Senza contare – ed è sempre la voce
degli ottimisti – che già alcuni editori hanno avviato con successo il CTP
in produzione, come raccontiamo anche noi su questo stesso numero di
TecnoMedia, a proposito dell’esperienza del Dolomiten, il quotidiano in
lingua tedesca dell’Alto Adige.
Per quanto riguarda le soluzioni presentate all’Ifra, Agfa ha presentato
l’espositrice Ctp Polaris, che utilizza lastre N90a, ma anche il sistema di
gestione di flusso Apogee, che utilizza il formato Pdf per pilotare le
stampanti di bozza, e i sistemi di controllo colore ColorTune. Alla Du Pont
era in mostra l’espositrice Ctp Cymbolic Newsjet, che utilizza lastre
Silverlith Sdb, ma accanto ad essa era possibile verificare le funzionalitÃ
del sistema di bozza e gestione del colore Digital Cromalin, e soprattutto
di IntelliNet NewsFlow, il sistema per la gestione e la distribuzione delle
pagine verso le periferiche di output in locale o verso centri stampa
remoti.
Tra le soluzioni Ctp che possono essere di interesse per il mercato
italiano, va segnalata la gamma di prodotti Ecrm, distribuita in Italia
dalla Ntg. Di particolare interesse per il mercato dei quotidiani è il
sistema Advanced Image Recorder 75, in grado di esporre lastre metalliche
sensibili a laser a luce blu fino ad una dimensione massima di 61,6 x 74,9
centimetri, con una risoluzione variabile da 1016 a 2540 Dpi, ad una
velocità massima di 74 lastre all’ora.
E per le realtà industriali che richiedono sistemi Ctp di altissima
produttività , allo stand della Mitsubishi Chemical era esposto un vero e
proprio “mostro”: la linea di produzione lastre Diamondsetter della Western
Litotech, società americana controllata dal gruppo Mitsubishi, in grado di
esporre fino a 200 pagine broadsheet l’ora ad una risoluzione variabile tra
i 1000 e i 1270 Dpi.
…al computer to cylinder
La Goss Graphic Systems, una delle aziende leader mondiali nella stampa
offset, ha portato all’Ifra la tecnologia Adopt/CP (Advanced Offset
Printing Technologies/Concept Press), presentata in prima mondiale al Print
97 di Chicago lo scorso settembre, il cui punto di forza è la prospettiva
del “computer to cylinder”.
Adopt – che non è ancora un prodotto commerciale, ma un gruppo di stampa
sperimentale contenente soluzioni che Goss si propone di implementare nella
sua attuale linea di prodotti o in nuove rotative – sviluppa tecnologie
ritenute, da alcuni, il futuro stesso del sistema di stampa offset:
-Tecnologia shaftless: non soltanto è stato eliminato l’albero di
trasmissione longitudinale della rotativa, ma sono stati eliminati anche
gli alberi di trasmissione all’interno dei singoli gruppi di stampa. Ogni
cilindro è quindi guidato da un motore individuale, sincronizzato
elettronicamente con gli altri.
– Computer-to-cylinder: i cilindri sono realizzati in fibra di vetro; al
posto della lastra viene utilizzato un tubo di ossido di nickel che viene
inciso off-line da un raggio laser pilotato da un Rip. Questo rivestimento
può essere infilato sul cilindro, in virtù del fatto che quest’ultimo non è
stretto tra due pareti metalliche, ma agganciato da un lato soltanto ad una
trave montante.
-Stampa senza tempi morti: l’incisione diretta del cilindro richiede
attualmente circa 15 minuti, ma viene effettuata off-press. Al contrario,
il tempo richiesto per la sostituzione del rivestimento stampante del
cilindro è estremamente breve, meno di un minuto.
-Cut-off variabile: è possibile variare lo spessore del rivestimento
stampante e del caucciù e, con essi, il cut-off: l’assenza di alberi di
trasmissione consente infatti di avvicinare o allontanare gli assi dei
cilindri, lasciando al computer il compito di mantenere i sincronismi. La
rotativa presentata a Chicago aveva un cut-off variabile da 54,6 a 60,3
centimetri.
-Single fluid technology: sulla nuova rotativa sono assenti i gruppi di
bagnatura e le viti di inchiostrazione. Un modulo di inchiostrazione
Colorflow, lo stesso utilizzato per l’inchiostrazione keyless della Goss
(cfr. TecnoMedia n. 15), provvede ad applicare sui cilindri una emulsione
acqua-inchiostro.
Bisognerà aspettare con ogni probabilità la Drupa del 2000 perché Goss
trasformi queste tecnologie in prodotti commerciali, ma secondo quanto dichiarato durante l’Ifra da Al Sheng, direttore Ricerca e Sviluppo della Goss,
la tecnologia Single Fluid potrà ben presto essere applicata alle
installazioni già esistenti.
In attesa di vedere gli sviluppi per quanto riguarda l’impressione diretta
delle lastre o dei nuovi cilindri di stampa, non sono mancate le proposte
nell’area della trasmissione delle pagine in formato digitale ai centri per
la stampa remota, soluzioni sempre di grande interesse per le aziende
editrici e stampatrici italiane.
Hermes PageCast , della Unisys, permette l’invio delle pagine ai centri
stampa remoti, utilizzando file Postscript 1 o 2, Pdf, bitmap. IntelliNet
NewsFlow è il sistema della Du Pont per la gestione e la distribuzione
delle pagine verso le periferiche di output in locale o verso centri stampa
remoti. PrintExpress , della Monotype – i cui prodotti sono distribuiti in
Italia dalla società La Doichgraf – consente l’invio in automatico delle
pagine verso i centri stampa, utilizzando la più ampia gamma di supporti
trasmissivi, di formati file (Postscript, Pdf, bitmap), di server di spool
(Windows NT, Mac, Sun Solaris). La soluzione è stata di recente installata
all’Asian Wall Street Journal, che la utilizza per la trasmissione dalla
sede centrale nel New Jersey al centro stampa di Hong Kong e, da qui, in
altri cinque centri stampa sparsi in tutta l’Asia. Le pagine Postscript in
uscita dal sistema editoriale vengono trasformate in file Pdf e, una volta
arrivate nel centro stampa, ritrasformate in file Postscript e avviate
verso le fotounità . Un altro sistema PrintExpress, che utilizza file Pdf
sia per la trasmissione che per l’output delle pagine, viene utilizzato dal
New York Times per la trasmissione dell’edizione nazionale in 21 centri
stampa remoti sparsi per tutti gli Stati Uniti.
L’Ifra ’97 ha voluto riservare una sopresa anche nell’area
dell’impacchettamento e della spedizione dei giornali, un settore dove non
è facile registrare novità di rilievo. La società tedesca Smb (Schwede
MaschinenBau), rappresentata in Italia dalla R.G. di Milano, ha presentato
una legatrice, la Smb N3, in grado di effettuare in un minuto la legatura
di 40 pacchi di dimensioni variabili – dalla copia singola al pacco da 25
chilogrammi – con controllo computerizzato e con un esclusivo dispositivo
di cambio rapido della bobina delle reggette.
Oltre al modello per l’inserimento in linea, la società tedesca ne ha
presentato uno per funzionamento stand alone – denominato SM1 – con
dispositivo a pedale e dotato di un sensore ad ultrasuoni in grado di
regolare automaticamente la tensione della legatura in base all’altezza del
pacco.
