Agfa: un partner strategico per l’industria dei quotidiani

Con
questo numero Agfa inizia la propria collaborazione con Tecnomedia, questo
importante mezzo di comunicazione per l’editoria italiana: un grazie quindi
alla testata per aver eccettato di ospitarci nelle sue pagine ed un
chiarimento ai lettori sulle motivazioni di questa scelta.
Agfa si presenta su questa testata, perché ritiene di poter dare un
contributo importante con informazioni sulle proprie scelte strategiche e
conoscenze tecnologiche tali da offrire un valido aiuto agli operatori del
settore.

Scelte tecnologiche coraggiose e vincenti
Agfa è da “sempre” partner delle aziende grafiche a tutti i livelli,
essendo leader nella fornitura dei materiali sensibili fin dagli anni
settanta, ed essendo entrata nel campo dei sistemi elettronici di prestampa
fino dal 1982, con l’acquisizione di Compugraphic.
La crescita di Agfa nel campo dell’elettronica è stata continua e le sue
scelte tecnologiche e strategiche si sono rivelate vincenti. Agfa ha
creduto nei sistemi aperti, nel Postcript, stringendo un sodalizio con
Adobe che dura ancora oggi, quando il mondo delle arti grafiche
identificava qualità e produttività solo nei sistemi dedicati. Agfa ha
creduto negli scanner piani a tecnologia CCD quando il mondo delle arti
grafiche vedeva negli scanner a tamburo l’unico mezzo di digitalizzazione
delle immagini.
Questa mentalità aperta e coraggiosa è stata premiata come si può vedere
dai dati che seguono.
– Il fatturato di Agfa nella prestampa elettronica ha ormai superato quello
dei materiali sensibili, e non a causa di una contrazione dei consumi di
quest’ultimi, che anzi nell’ultimo anno hanno visto ancora un significativo
incremento.
– La divisione “Sistemi Grafici” dell’Agfa è oggi la più importante del
gruppo – che, com’é noto, comprende anche la divisione “Foto” e quella
“Sistemi Diagnostici”, medicali e industriali – ed il suo fatturato è
vicino al 50% del totale: questo fa sì che gli investimenti per la ricerca
in questo settore siano i più alti rispetto a quelli di altre divisioni.
I tempi le hanno dato ragione ed Agfa è andata oltre l’offerta degli
scanner o dei plotter che l’hanno proiettata al primo posto del mercato
anche nel campo dell’elettronica, proponendo ormai complete soluzioni di prestampa, differenziate a seconda delle applicazioni – qualità, produttività, cos
ti, organizzazione del lavoro – sempre improntate alla filosofia di base
del “sistema aperto ed aggiornabile”.

Il Computer to plate
Diamo uno sguardo d’insieme alla più attuale di queste soluzioni, quella
più attesa dal mondo dell’editoria, il Computer to Plate, entrando nel
dettaglio di quanto già presentato nell’ultima edizione di Ifra e
anticipando in breve quanto verrà presentato alla prossima Imprinta e di
cui parleremo ampiamente nel prossimo numero.
Come abbiamo avuto spesso occasione di ribadire, offrire una soluzione per
il Computer to Plate non vuol dire offrire un plotter per lastre, ma un
sistema di lavoro aperto, completo e modulare, che possa evolversi insieme
all’azienda e che preveda un’ottimizzazione di tutte le fasi di
lavorazione, dall’input all’output.
Iniziamo quindi la nostra analisi dall’input, dove Agfa propone una gamma
di scanner piani a CCD, pensati perché ogni esigenza di scansione venga
soddisfatta dallo scanner avente il rapporto “prezzo-prestazioni” più
adatto (un nome per tutti lo scanner Horizon Ultra, dalla produttività
elevata e dalla qualità “good-enough” che già tanto successo ha riscosso
presso gli editori di giornali).
Ma non possiamo parlare di Computer to Plate senza pensare al problema
della digitalizzazione di quanto già esiste o ancora viene prodotto su
pellicola, e deve essere reso disponibile in forma digitale: Agfa propone
quindi gli scanner Eskoscan, prodotti dalla casa danese Eskofot, in grado
di rendere in forma digitale le immagini, partendo dalle quattro pellicole
di selezione, sia copiandole “punto a punto” che rendendole nuovamente
editabili, a seconda del software utilizzato. La qualità del programma,
unico nel suo genere, è tale da rendere trascurabile la perdita di qualità
causata da questi complessi passaggi.
L’assortimento Agfa per l’input è inoltre completato da una serie di camere
digitali, prodotti che, oltre alle applicazioni da studio per quanto
riguarda la realizzazione di cataloghi ed altri stampati commerciali,
trovano sempre maggiore impiego nel campo del reportage, dove
l’eliminazione del collo di bottiglia dello sviluppo e stampa dell’immagine
porta ad evidenti vantaggi.
Per quanto riguarda l’output Agfa propone Polaris 100, un plotter per
lastre in alluminio che garantisce una produttività di cento lastre ora del
formato 360×570. Polaris 100 prevede un sistema di trasporto lastre
automatizzato che le preleva e le posiziona sul piano di esposizione; le
lastre esposte vengono quindi trasportate ad una sviluppatrice on-line; la
produttività dell’intero sistema può essere ulteriormente aumentata del 20%
aggiungendo l’opzione che toglie automaticamente il foglio separatore fra
le lastre.
Anche in questo caso Agfa non vuole che i propri clienti facciano scelte
per le quali non sono ancora preparati, e propone l’Agfa Technology
Contract, una formula che, offrendo interessantissime condizioni per chi
oggi acquista un plotter per film e domani lo vuole sostituire con un
plotter a lastre, consente alle aziende di organizzarsi step by step per
raggiungere l’obiettivo della eliminazione del film.


Teletrasmettere con Parascan
Soprattutto nel mondo dell’editoria dei giornali buona parte delle
redazioni sono situate in sedi staccate da quelle di produzione di film e
lastre dai reparti di stampa, per cui le pagine vengono teletrasmesse.
Anche in questo caso la presenza di sistemi dedicati ha causato non pochi
problemi alle aziende, condizionate dalle scelte obbligate legate al
proprio fornitore: con l’interfaccia di output prodotta dalla ditta
Parascan, Agfa offre la possibilità di superare tali vincoli
interfacciando i propri sistemi di output alla maggior parte degli
esistenti sistemi di teletrasmissione.

Lo standard PDF
Un cenno ancora agli standard di comunicazione. Abbiamo già detto come la
collaborazione con Adobe sia stata premiante per Agfa, con i suoi Rip
Postcript originali, sia hardware che software: ora alla ribalta del mondo
della comunicazione grafica si sta affacciando un nuovo standard, il PDF.
Il PDF, o Portable Document Format, è un formato di registrazione dei files
che rende possibile la loro utilizzazione indipendentemente dal software
applicativo con cui sono stati creati. Sarà pertanto sufficiente ad ognuno
dotarsi dei moduli del Software Acrobat di Adobe, per registrare,
consultare, stampare ed editare ogni file, indipendentemente
dall’applicazione e dalla release con cui sono stati creati. Agfa ha avuto
da tempo da Adobe le specifiche di questo formato, e su questo sta
costruendo una nuova generazione di Rip Postcript che, oltre ad avere le
prerogative del Postcript livello 3, sfrutteranno le opportunità offerte
dal formato PDF, offrendo una struttura modulare: un pre-rippaggio
indipendente dal dispositivo di uscita ed un’ultima fase finale legata
all’uscita stessa.
I vantaggi in termini di interscambiabilità e rapidità di output sono
facilmente immaginabili e le possibilità di upgrade dei Rip Agfa
attualmente sul mercato fanno prevedere che gli utenti di sistemi Agfa si
troveranno in una posizione di sicuro privilegio al diffondersi di questo
nuovo standard.
La presentazione di questi nuovi prodotti è prevista per l’Inprinta, nel
giugno ’97, ed è appunto dandovi un arrivederci all’Inprinta che Agfa si
congeda da Voi, rimandandovi al prossimo numero per una rassegna
dettagliata di quanto verrà esposto.