Nota metodologica

Le elaborazioni contenute nei cinque capitoli di<BR>questo rapporto di ricerca, che ASIG Service ha realizzato sulla base delle<BR>indicazioni ricevute dal Consiglio Direttivo dell’Osservatorio, sono state<BR>realizzate sulla base dei dati provenienti da diverse fonti:<BR>· la Federazione Italiana Editori Giornali per i dati su: diffusione,<BR>tirature, rete di vendita, ricavi.<BR>· il Fondo Nazionale di previdenza per i lavoratori dei giornali quotidiani<BR>"Fiorenzo Casella" per i dati occupazionali e retributivi dei lavoratori<BR>poligrafici.<BR>· L’Istituto Centrale di Statistica per i dati sull’inflazione.<BR>· La World Association of Newspapers per i dati sul mercato dei quotidiani<BR>in tutto il mondo.<BR>· L’Audipress per i dati sulla readership.<BR>· La società Nielsen per i dati sull’andamento del mercato pubblicitario<BR>italiano.<BR>· L’Osservatorio FCP-FIEG per i dati sull’andamento del fatturato<BR>pubblicitario dei quotidiani.<BR>Riteniamo opportuno fornire alcuni chiarimenti circa le elaborazioni che<BR>sono state effettuate sui dati sopra esposti e che sono state rese<BR>necessarie dalle esigenze alle quali la presente pubblicazione è tenuta a<BR>rispondere.<BR>La prima precisazione riguarda i dati su tirature e diffusione. Questi dati<BR>vengono elaborati da FIEG sulla base degli allegati ai bilanci che le<BR>aziende trasmettono alla Federazione dopo l’approvazione. Ne consegue un<BR>inevitabile ritardo nella disponibilità dei dati definitivi: quelli<BR>relativi al 1998, per esempio, verranno trasmessi alla Federazione a<BR>partire dal mese di maggio del 1999, e la loro elaborazione sarà completata<BR>presumibilmente non prima degli ultimi mesi dell’anno. Per ovviare a questo<BR>problema, da qualche anno la Federazione, per stimare i dati relativi<BR>all’ultimo anno, elabora delle proiezioni basate sui dati preliminari di<BR>bilancio di un significativo campione di testate. Per l’anno 1998, il<BR>campione era composto da 48 testate. Sulla base del riscontro tra le<BR>previsioni formulate negli anni passati utilizzando questo metodo e i dati<BR>consuntivi, possiamo immaginare un margine massimo di errore in più o in<BR>meno dell’1 per cento.<BR>Lo stesso discorso vale per i dati sui bilanci delle società editoriali<BR>relativi al 1998. In questo caso si sono confrontati i dati relativi al<BR>campione di 48 testate con i dati delle stesse testate relativi al 1997, e<BR>il differenziale ottenuto è stato applicato ai dati complessivi del 1997 .<BR>Qualche riga di chiarimento meritano i rilevamenti relativi al mercato<BR>pubblicitario che, come sopra precisato, provengono da due fonti diverse,<BR>la società Nielsen e l’Osservatorio costituito pariteticamente dalla FIEG e<BR>dalla FCP, la Federazione delle concessionarie di pubblicità. Mentre<BR>infatti la Nielsen stima in 2.317 miliardi di lire la dimensione<BR>dell’investimento pubblicitario sui quotidiani nel 1998, l’Osservatorio<BR>FIEG-FCP valuta in 2.572 miliardi tali investimenti. La differenza tra i<BR>due valori è consistente, nell’ordine del 10%, e rende opportuna qualche<BR>parola di spiegazione sul metodo con il quale vengono raccolti ed elaborati<BR>i dati da ciascuna delle due strutture.<BR>Nielsen parte da una rilevazione sistematica dei volumi pubblicitari,<BR>ovvero, nel caso dei quotidiani, dei moduli pubblicati. A questa base<BR>vengono quindi applicate le tariffe a prezzi di listino e, successivamente,<BR>le percentuali di sconto rilevate in base all’andamento del mercato.<BR>I dati dell’Osservatorio scaturiscono invece dalla collaborazione di 27<BR>aziende tra concessionarie di pubblicità ed editori, grazie alla quale è<BR>possibile la rilevazione degli spazi e dei fatturati pubblicitari di oltre<BR>350 testate, ed in particolare di 72 quotidiani, 65 settimanali, 147<BR>mensili e 52 testate con altra periodicità, per un totale oscillante tra il<BR>90 e il 95% del mercato complessivo. Queste aziende trasmettono mensilmente<BR>i dati sulle fatture pubblicitarie emesse ad una società di revisione<BR>contabile che, per conto dell’Osservatorio, controlla i dati, li elabora e<BR>realizza le tabelle di sintesi. Non v’è dubbio, quindi, che questi ultimi<BR>dati siano da ritenersi più attendibili, dal momento che essi sono frutto<BR>non di stime ma della somma di tutte le fatture realmente emesse. I dati<BR>Nielsen, tuttavia, conservano una loro utilità in quanto consentono di<BR>effettuare comparazioni omogenee con gli altri mezzi pubblicitari.<BR>E’ opportuno un chiarimento metodologico sul trattamento dei dati forniti<BR>dal "Fondo Casella". Questi dati riportano, per ciascun anno solare e<BR>suddivisi per livello di inquadramento, il numero di lavoratori che hanno<BR>prestato attività nel corso dell’anno, l’importo complessivo delle<BR>retribuzioni ordinarie erogate, il numero di giorni lavorativi retribuiti,<BR>l’importo complessivo delle retribuzioni straordinarie erogate, il numero<BR>complessivo di ore di straordinario prestate. Per il calcolo delle<BR>retribuzioni ordinarie, la media annua è stata ottenuta dividendo la<BR>retribuzione degli addetti di ciascun livello di inquadramento per il<BR>numero di giorni retribuiti, e moltiplicando il totale ottenuto per 312,<BR>ovvero per il numero di giorni contrattualmente retribuiti nell’arco<BR>dell’anno solare. Per le retribuzioni straordinarie, il dato medio annuo è<BR>stato ottenuto dividendo il numero delle ore di straordinario retribuite<BR>per il numero dei poligrafici.<BR>Per quel che concerne i dati sulla produttività, essi sono stati ottenuti<BR>mettendo in rapporto il totale delle pagine prodotte nell’anno (dati FIEG<BR>su copie tirate e numero medio di pagine per copia), e la quantità di ore<BR>lavorate, calcolate sulla base dei dati forniti dal Fondo Casella. Per gli<BR>anni a partire dal 1994, è stato preso in considerazione il totale delle<BR>ore effettivamente lavorate, e sono stati scorporati dal totale i<BR>dipendenti delle agenzie di stampa e delle società che effettuano attività<BR>non editoriale (associazioni di categoria, sindacati, etc.). Per gli anni<BR>precedenti il 1994, il numero totale delle ore lavorate è stato ottenuto<BR>moltiplicando il numero dei lavoratori per 1.872 (312 giorni x 6 ore<BR>giornaliere), e riducendo il totale del 7%, che è la quota approssimativa<BR>dei lavoratori poligrafici inquadrati nelle agenzie e nelle società che non<BR>effettuano attività editoriale.<BR>Sempre a riguardo dei dati sulla produttività, per l’individuazione del<BR>costo del lavoro per unità di prodotto si è utilizzato come base di calcolo<BR>il totale delle retribuzioni lorde, anch’esso depurato dei dati relativi<BR>alle agenzie ed alle aziende che non effettuano attività editoriale, e lo<BR>si è incrementato del 50%, a fronte dei costi induttivamente valutati in<BR>aggiunta all’incidenza retributiva.