Capitolo IV – le retribuzioni poligrafiche
La costante riduzione<BR>del carico produttivo delle aziende del settore per effetto della<BR>perdurante crisi di mercato e della razionalizzazione dei processi<BR>produttivi ha portato come conseguenza ad una significativa diminuzione del<BR>numero delle ore lavorate: -24% nel 1997 rispetto al 1994. Questa riduzione<BR>si è riverberata, come si è visto nel capitolo precedente, nella riduzione<BR>degli organici e nel diminuito ricorso al lavoro straordinario: le ore di<BR>straordinario retribuite sono diminuite del 33% tra il 1994 e il 1997, e<BR>del 21% nell’ultimo anno.<BR>Ciò nonostante, il dato relativo alla retribuzione complessiva dei<BR>lavoratori del settore, che nel 1995 aveva perso terreno nei confronti del<BR>costo della vita e che nel 1996 era invece cresciuto in misura superiore<BR>rispetto all’inflazione, nel 1997 appare sostanzialmente in linea con<BR>l’andamento dei prezzi al consumo: nei primi sei mesi la retribuzione media<BR>complessiva ha raggiunto i 63,8 milioni annui, con un incremento dello<BR>0,6%, ma è probabile che alla fine dell’anno il tasso di crescita si<BR>collochi intorno all’1,5-2%, a fronte di un incremento del costo della vita<BR>pari all’1,7%. D’altra parte, nell’edizione 1996 del presente rapporto di<BR>ricerca si indicava, sulla base dei dati al 30 giugno 1996, un tasso di<BR>crescita delle retribuzioni di poco inferiore al 3%, mentre il valore alla<BR>fine dell’anno è poi risultato pari al 5,2%.<BR>La scomposizione del dato retributivo nelle sue componenti fondamentali -<BR>retribuzione ordinaria e retribuzione straordinaria – evidenzia come<BR>quest’ultima sia diminuita del 7,8%, passando dai 4,6 milioni di lire del<BR>1996 ai 4,3 milioni del 1997. La retribuzione ordinaria, invece, è<BR>cresciuta dell’1,2%, da 58,8 a 59,6 milioni annui.<BR>Se allarghiamo lo sguardo al quadriennio 1994-1997 ci accorgiamo che la<BR>retribuzione complessiva è cresciuta, nell’arco di tempo considerato, del<BR>7,1% a valori correnti ed è invece diminuita del 3,8% a valori costanti,<BR>depurati cioè dall’inflazione. Anche in questo caso il dato complessivo è<BR>il risultato di un sensibile calo (-6,9%) della componente straordinaria, e<BR>di un aumento della retribuzione ordinaria pari all’8,3%.<BR>Un ultimo dato che va sottolineato è rappresentato dal sensibile scarto tra<BR>la retribuzione ordinaria effettivamente erogata e la retribuzione<BR>"teorica" in base ai valori minimi contrattuali ed all’anzianità media dei<BR>lavoratori inquadrati in ciascun livello. Dal confronto tra i due valori<BR>emerge come l’incidenza media della contrattazione integrativa aziendale ed<BR>individuale nonché del lavoro notturno e festivo sia pari al 66%, con una<BR>punta massima del 113% per i lavoratori inquadrati al secondo livello, la<BR>cui retribuzione ordinaria media annua è risultata pari a 58,4 milioni<BR>contro i 27,3 milioni che costituirebbero il minimo contrattuale.
