Approvati dal Consiglio di Amministrazione del Fondo il bilancio consuntivo 1996 e la relazione del Comitato Esecutivo
Il Consiglio di Amministrazione del Fondo Nazionale di<BR>previdenza per i lavoratori dei giornali quotidiani, nella seduta del 15<BR>luglio 1997, ha esaminato ed approvato il bilancio dell’esercizio chiusosi<BR>al 31 dicembre 1996 e la relativa relazione del Comitato esecutivo.<BR>La relazione del Comitato esecutivo al bilancio chiusosi al 31.12.1996, si<BR>articola, come quella dello scorso anno, in due parti.<BR>Nella prima parte, essa esordisce indicando, con immediatezza, che<BR>l’esercizio 1996 si è chiuso con una differenza passiva di lire 34 miliardi<BR>816.748.120, contro lire 29.877.178.028 del 1995.<BR>La spesa per prestazioni è aumentata di circa lire 3 miliardi 704.000.000,<BR>pari al 3,50%, mentre le entrate contributive registrano un aumento dello<BR>0,91%.<BR>Spiega, quindi, la relazione medesima che si sono voluti premettere questi<BR>dati di consuntivo, sulla cui analisi si tornerà più avanti, per fornire un<BR>quadro approfondito dello stato attuale del Fondo, dei fenomeni che lo<BR>hanno determinato e delle proiezioni sviluppate a lungo termine; queste<BR>ultime propongono le condizioni e gli interventi che si ritengono necessari<BR>per assicurare la stabilità del nostro Ente con riferimento specifico alla<BR>copertura degli obblighi che costituiscono i contenuti economico-finanziari<BR>della gestione cosiddetta «di solidarietà ». Essa tutela i diritti degli<BR>attuali pensionati e quelli accesi dagli attuali attivi sino al 31.12.1994.<BR>La gestione «a capitalizzazione» segue il sistema contributivo; si basa<BR>sulla quota di contributo pari al 3,80% ed è di per se stessa stabile; non<BR>necessita quindi di ulteriori interventi.<BR>Gli attivi al 31.12.1996 erano 9.536 contro i 10.197 alla stessa data del<BR>1995 con una riduzione del 6,48%; i pensionati sono saliti a 13.915 contro<BR>i 13.783 del 1995 (+0,96%).<BR>Il rapporto pensionati-attivi è salito a 145,92, il che significa che<BR>contiamo su di un attivo per ogni pensionato e mezzo.<BR>I casi di prepensionamento nel corso del 1996 sono stati 717 di cui 490<BR>figurano in giacenza al 31.12.1996 e saranno definiti nel corso del<BR>presente anno. È quindi opportuno anche riferirci ad un più recente dato di<BR>rilevamento; al 15 maggio 1997 gli attivi sono scesi ulteriormente sino a<BR>9.410, con una riduzione di 126 unità rispetto al 31.12.1996.<BR>Al 15.5.1997 i pensionati erano 14.200 con un incremento di 285 unità <BR>rispetto al 31.12.96; l’aumento si giustifica, per la maggior parte, con la<BR>definizione dei casi di prepensionamento in giacenza al 31.12.1996.<BR>Ovviamente il rapporto attivi-pensionati si è ulteriormente aggravato.<BR>Complessivamente nel periodo 31.12.95 – 15.5.97 gli iscritti sono diminuiti<BR>del 7,71% ed i pensionati sono aumentati del 3%. Il numero degli iscritti<BR>al 31.12.96 è inferiore a quello del 1959, anno di inizio dell’attività del<BR>Fondo.<BR>Nel periodo in cui si è praticato il prepensionamento (1981 – 15.5.97),<BR>comprendendo anche la giacenza già ricordata, i casi istruiti ed ammessi<BR>sono stati 6.342 e la diminuzione di iscritti è stata di 4.955 unità , pari<BR>al 34,49%.<BR>Ma un altro dato è significativo per una valutazione degli oneri futuri del<BR>Fondo (come si è detto, quelli riferiti alla gestione di solidarietà ). Le<BR>pensioni accese al 31.12.96 a titolo di anzianità e quelle ancora comprese<BR>nel periodo di prepensionamento sono 7.226 su 13.915 pari al 51,92%.<BR>Gli attuali pensionati di anzianità hanno un’età media di 64,68 anni se<BR>uomini e 65 se donne; per i prepensionati l’età media è di 54 anni se<BR>uomini e 53,44 se donne.<BR>Questo quadro, se pur in sintesi, lascia immaginare quali preoccupanti<BR>problemi il Fondo deve affrontare per garantire la copertura necessaria<BR>alla sua stabilità . Essi sarebbero stati ancor più gravi se le parti<BR>sociali fondatrici, con senso di responsabilità , accogliendo le proposte<BR>del Comitato Esecutivo, non avessero modificato il regolamento del Fondo<BR>con la riforma del 1990 e quindi introdotto meccanismi di contenimento nei<BR>criteri di calcolo delle prestazioni e di rivalutazione delle stesse. Il<BR>medesimo Comitato Esecutivo ha anche assunto nel 1990, come fu riferito a<BR>quel tempo, importanti deliberazioni in tema di congruità della misura per<BR>le riserve matematiche di prepensionamento (pro capite).<BR>Non ripetiamo qui quanto di già esposto nelle precedenti relazioni annuali<BR>sulla riforma radicale del 1994, preparata dagli organi del Fondo e sancita<BR>nel contesto di rinnovo contrattuale del medesimo anno. Senza quel<BR>provvedimento, che per alcuni aspetti opportunamente anticipava gli stessi<BR>termini della deroga ad alcuni obblighi della legge 124 del 1993, concessa<BR>al Fondo, oggi la crisi del Fondo avrebbe i caratteri della irreversibilità .<BR>Le proposte dell’Esecutivo per la riforma del ’94 furono accompagnate da un<BR>documento attuariale la cui descrizione è minuziosamente esposta nella<BR>relazione sul bilancio 1994. Nell’accordo contrattuale fu deciso un aumento<BR>del contributo pari ad un massimo dell’1,50%, a carico delle aziende, da<BR>richiamare ed utilizzare, in toto od in parte, quando se ne fosse avvertita<BR>e documentata la necessità . Inoltre si stabiliva l’alienazione del<BR>patrimonio immobiliare che peraltro deve essere deliberata dagli azionisti<BR>della Società proprietaria. E’ da ricordare che la vendita degli immobili<BR>deve avvenire in misura tale da non compromettere il valore di riserva che<BR>essi costituiscono e di cui tengono conto gli studi prima citati.<BR>Purtroppo, l’attuale congiuntura non si rivela ancora favorevole per la<BR>dismissione. Il Comitato esecutivo peraltro sta da tempo studiando forme<BR>utili per raggiungere equilibrati realizzi anche sotto il profilo fiscale.<BR>D’altra parte il Fondo non accusa, al momento, difficoltà finanziarie e<BR>quindi è ragionevole attendere che si verifichino occasioni le più<BR>opportune. Qualcosa però si è fatto, come si dirà più innanzi.<BR>Alla verifica del 1995 le previsioni attuariali, quanto al numero di<BR>attivi, erano ancora osservate, sia pure a fatica; ma in quella medesima<BR>relazione, attesi gli andamenti dei primi mesi del 1996, da parte del<BR>Comitato si preannunciò che le condizioni, per quanto riguardava il numero<BR>degli iscritti avevano assunto una tendenza tale da proporre nel 1997<BR>l’utilizzo dell’aumento di contributo contrattualmente stabilito, con le<BR>modalità da prevedere. Si veda a proposito la relazione al bilancio 1995.<BR>Infatti già allora il limite di 9.500 addetti da raggiungere nel 2000<BR>secondo lo studio attuariale, era anticipato al 31.12.1996. Gli altri<BR>parametri risultavano in linea con le previsioni attuariali. Ma il<BR>mantenimento del numero di attivi è la condizione essenziale perché è su di<BR>loro e sul conseguente gettito contributivo assicurato che si realizzano i<BR>fattori attivi per consentire il raggiungimento degli obblighi di<BR>copertura. E’ stato calcolato che solo per coprire i quasi quattro anni di<BR>anticipazione rispetto a quello fissato e mantenendo peraltro il limite di<BR>9.500 nel 2000, si sarebbe dovuto ricorrere ad un aumento del contributo<BR>pari allo 0,73%.<BR>Un simile andamento negativo del rapporto attivi/pensionati ha reso<BR>necessario una rielaborazione dello studio tecnico su basi diverse,<BR>accompagnato anche da un documento che proponesse non solo le valutazioni<BR>tecnico-attuariali, ma anche quelle economico-finanziarie (queste ultime<BR>valutate in un periodo di 15 anni dal 1997 al 2011).<BR>I parametri assunti come base dai due documenti sono i seguenti:<BR>l) Numero di attivi stabilito ad 8.500 da raggiungere progressivamente nel<BR>2004, sulla base di 9.200 attivi alla data del 31.12.1997. Questo significa<BR>che con la medesima data dovrà cessare il ricorso al prepensionamento; la<BR>riduzione progressiva degli iscritti è costituita dal saldo tra nuovi<BR>iscritti ed esodo per pensionamento ordinario, decessi ed altre cause. Il<BR>limite di 8.500 attivi rimane stabile dopo il 2004, contando<BR>sull’avvicendamento del turn-over. Desideriamo chiarire che la condizione<BR>di concludere il prepensionamento è solo posta dalla nostra responsabilità <BR>verso le parti sociali fondatrici del Fondo; noi dobbiamo infatti avvertire<BR>che una prosecuzione del ricorso al prepensionamento, con conseguente<BR>riduzione degli attivi al di sotto del limite posto, genera automaticamente<BR>la necessità di ulteriori aumenti del contributo, oltre quelli che di<BR>seguito illustreremo.<BR>2) Tasso di rendimento delle liquidita attuali: 7,50% per il 1997, con<BR>riduzione al 7% nel 1998 e successivamente di mezzo punto per anno sino al<BR>2000.<BR>I tassi sono calcolati in base all’attuale condizione favorevole di alcuni<BR>investimenti da noi operati, pari al 40% delle disponibilità , che<BR>assicurano un tasso dell’11% sino al 2007.<BR>3) Tasso di variazione delle retribuzioni pari all’1%-1,50% in termini reali.<BR>4) Rivalutazione delle pensioni – nulla per gli anni ’97, ’98, ’99 e 1% per<BR>gli anni successivi.<BR>5) Utilizzo progressivo delle attuali disponibilità finanziarie e delle<BR>altre che deriveranno dalla vendita degli immoblli, al netto di 40 miliardi<BR>da mantenere per la correntezza dei pagamenti delle pensioni (circa quattro<BR>mesi di copertura).<BR>6) Aumento del contributo come segue:<BR>1.1.’97: aumento dell’1%<BR>1.1.’98: aumento di ulteriore 0,50%<BR>1.1.’99: aumento ulteriore dell’1,25%.<BR>Potrebbe essere rivolta la domanda se possano sussistere interventi tali a<BR>ridurre la spesa pensionistica, modificando i trattamenti. Si è ricordato<BR>che la riforma del ’94 ha introdotto un mutamento di sistema; esso, per<BR>tutti gli iscritti, dal 1° gennaio ’95 applica quello contributivo a<BR>capitalizzazione. Quanto è stato versato da ciascuno, unitamente ai<BR>rendimenti ottenuti, costituisce il capitale su cui si calcolerà la rendita<BR>pensione.<BR>La gestione del sistema è corrispondente alla legge sulla pensione<BR>complementare e ai decreti del Ministero del Tesoro per tutelare i capitali<BR>ed assicurare i rendimenti.<BR>Il bilancio tecnico ha valutato gli oneri futuri riferiti alla gestione di<BR>solidarietà alla data del 31.12.96. Essi ammontano a 1.389 miliardi per il<BR>pagamento delle pensioni, ivi comprese eventuali rivalutazioni, sino al<BR>loro esaurimento, secondo un periodo pluridecennale; e a 389 miliardi per<BR>quote di pensione maturate dagli attivi sulla base dell’anzianità di<BR>iscrizione al 31.12.1994.<BR>Gli aumenti del contributo sopra citati, quindi saranno tutti attribuiti<BR>alla quota di solidarietà (attualmente 7%).<BR>Così valutati questi oneri futuri, le condizioni che abbiamo illustrato<BR>garantiscono la loro copertura economica e finanziaria, entro il 2011. Ne<BR>consegue che, come si è già detto, una mancata osservanza dei limiti di<BR>numero degli attivi, così come stabiliti nel tempo considerato, richiederà <BR>una revisione del bilancio tecnico e di quello economico-finanziario e la<BR>conseguente esigenza di ulteriori e proporzionati aumenti del contributo.<BR>Non sembra quindi esistano condizioni per prevedere significative riduzioni<BR>delle previsioni di spesa sulla base di quella attuale.<BR>Non è compito degli organi volitivi del Fondo promuovere interventi atti a<BR>recuperare in toto o in parte i maggiori costi per le aziende unitamente<BR>alla partecipazione dei lavoratori, così come l’accordo contrattuale<BR>prevede. Nondimeno non si è tralasciato, allo scopo, di apprestare progetti<BR>che si ritengono realistici per la loro attuazione; essi sono stati<BR>trasferiti alle organizzazioni imprenditoriali e sindacali. Non essendo<BR>questa la sede per un loro esame, ci si astiene dall’entrare nel loro<BR>merito.<BR>Fin qui la prima parte della relazione.<BR>Nella seconda parte, essa, come per i precedenti esercizi, passa<BR>all’illustrazione dei principali dati statistici riferentisi agli iscritti<BR>ed ai pensionati, limitandosi a porre in evidenza i dati contabili più<BR>significativi.<BR>Iscritti<BR>La consistenza numerica degli iscritti ha registrato al 31 dicembre 1996<BR>una diminuzione di 661 unità , pari in valore relativo ad un decremento del<BR>6,48% rispetto alla consistenza al 31 dicembre 1995. La diminuzione in<BR>parola deriva dal movimento degli iscritti avvenuto nel 1996 risultanti di<BR>323 nuove iscrizioni e 984 eliminazioni (di cui 743 per pensionamento, 18<BR>per decessi, 223 per altre cause).<BR>Età ed anzianità media degli iscritti<BR>La distribuzione per età ed anzianità degli attivi esistenti alla data del<BR>31 dicembre 1996 consente di stabilire i valori numerici dei seguenti<BR>parametri:<BR>età media di entrata degli iscritti al fondo: anni 27,75;<BR>età media raggiunta al 31-12-1996: anni 40, 93; anzianità media maturata al<BR>31-12-1996: anni 13,18.<BR>Processo di svecchiamento dei lavoratori attivi<BR>L’incidenza percentuale dei lavoratori che, pur avendo raggiunto o superato<BR>l’età minima pensionabile per vecchiaia rimangono in attività di servizio,<BR>presenta, col passare del tempo, un andamento decrescente. Riferendoci in<BR>particolare all’ultimo decennio si può notare un andamento decrescente nel<BR>periodo considerato ad eccezione della situazione relativa agli anni 1990 e<BR>1992. Nel l996 l’andamento decresce, toccando al 31 dicembre dello stesso<BR>anno 1996 l’aliquota dello 0,90% rispetto alla consistenza complessiva<BR>degli attivi alla stessa data.<BR>Retribuzioni<BR>Le retribuzioni complessive lorde che le aziende hanno denunciato di aver<BR>corrisposto ai propri dipendenti durante l’anno 1996 risultano aumentate<BR>dello 0,90% rispetto a quelle denunciate nel 1995.<BR>Il loro volume in cifra è stato di 606 miliardi e 172 milioni, a petto di<BR>600 miliardi e 747 milioni del 1995.<BR>È il caso di precisare che l’andamento o il livello o entrambi del monte<BR>retributivo, di solito, sono difformi da quelli connessi alla retribuzione<BR>media.<BR>Infatti, nella valutazione del monte retributivo si prescinde, ovviamente,<BR>dal numero di percettori di retribuzione; invece, la retribuzione media<BR>dipende dal numero dei percettori.<BR>In particolare, la retribuzione media annua del 1996 è aumentata rispetto a<BR>quella del 1995, spostandosi da lire 57.670.364 (1995) a lire 61.434.172<BR>(1996). In valore relativo l’incremento è stato del 6,53%.<BR>Pensioni<BR>Le pensioni in corso di godimento al 31 dicembre degli esercizi 1995 e<BR>1996, le variazioni nel periodo e l’incidenza di ogni categoria sul<BR>complesso sono rilevabili dai dati contenuti nella tabella A.<BR>Dalle incidenze percentuali delle varie categorie di pensioni esistenti al<BR>31-12-l996 sul totale di tutte le categorie, si può notare un notevole<BR>divario tra le pensioni di reversibilità (20,64%) e le pensioni indirette<BR>(5,96%). Ciò è facilmente intuibile per ragioni di carattere demografico.<BR>Infatti le pensioni di reversibilità derivano tutte da decessi di<BR>pensionati che, di regola, presentano età medie più elevate rispetto alle<BR>età medie degli attivi da cui derivano le pensioni indirette.<BR>Però, in linea strettamente tecnica, è bene tener presente che gli oneri a<BR>carico del Fondo per le pensioni di reversibilità sono compresi, in<BR>origine, quale posta aggiuntiva degli oneri diretti.<BR>Per quanto riguarda il livello raggiunto dalle prestazioni nel tempo è<BR>illustrato dalla tabella B.<BR>Età media dei pensionati<BR>L’età media dei titolari delle pensioni dirette esistenti al 31 dicembre<BR>1996 è di anni 70,86 per i pensionati di invalidità , di anni 64,70 per i<BR>pensionati di anzianità è di anni 71,99 per i pensionati di vecchiaia. Per<BR>i pensionati di categoria anticipata e prepensionamento l’età media è,<BR>rispettivamente, di anni 65,14 e 53,96.<BR>Trasferimenti di pensione da gestione prepensionamento a gestione ordinaria<BR>Nel corso dell’anno 1996 come per i precedenti esercizi dal 1985 al 1995 -<BR>a seguito di una deliberazione del Comitato esecutivo – sono stati eseguiti<BR>trasferimenti dalla gestione prepensionamento e pensioni anticipate alla<BR>gestione ordinaria per anzianità o di vecchiaia. Detti trasferimenti<BR>riguardano le rate di prestazioni anticipate e prepensionamento di coloro<BR>che successivamente alla decorrenza della pensione, nell’ambito<BR>dell’esercizio 1996, hanno raggiunto i requisiti minimi per il diritto a<BR>pensionamento ordinario di vecchiaia o di anzianità .<BR>In particolare i trasferimenti eseguiti nel corso dell’anno l996 per<BR>importo delle rate di pensione di competenza mensile nell’ambito di ognuna<BR>delle categorie di pensione interessate ai trasferimenti in parola (ossia:<BR>anzianità ; vecchiaia; prepensionamento; anticipate) e per quantità di<BR>ognuna delle stesse categorie – si distribuiscono come segue:<BR>trasferimento da prepensionamento a pensioni di vecchiaia n. 12 per un<BR>importo mensile complessivo di L. 11.299.440;<BR>trasferimento da prepensionamento a pensioni di anzianità n. 405 per<BR>importo mensile complessivo di L. 384.000.750.<BR>In totale i trasferimenti di cui trattasi hanno interessato 417 casi per un<BR>importo mensile complessivo di L. 395.300.190, pari ad una competenza annua<BR>di L. 5.138.902.470.<BR>Numero complessivo delle pensioni liquidate ed eliminate e delle domande di<BR>pensione pervenute e respinte a tutto il 31-12-1996<BR>Complessivamente, dall’inizio della gestione (1958) al 31 dicembre 1996,<BR>sono state liquidate 22.636 pensioni.<BR>Poiché a tutto il 31-12-1996 risultavano 454 domande respinte e 632 ancora<BR>da definire – queste ultime per motivi diversi ma soprattutto per<BR>deficienza di documentazione – ne segue che il numero complessivo delle<BR>domande di pensione pervenute sino a dicembre 1996 è stato pari a 23.722<BR>unità di cui 6.672 si riferiscono a domande di pensione anticipata (legge<BR>1551981) e di prepensionamento (legge 4161981). Nel corso dell’anno le<BR>domande pervenute al Fondo sono state 972 di cui 420 per pensione ordinaria<BR>e 552 per prepensionamento.<BR>Nel corso dello stesso esercizio 1996 sono state liquidate 576 domande (di<BR>cui 349 di pensione ordinaria e 227 di prepensionamento) e ne sono state<BR>respinte 18 (di cui 7 per pensioni ordinarie e 11 per prepensionamento).<BR>Tenuto conto che i casi di domande di pensione ancora in istruttoria alla<BR>fine dell’esercizio precedente (31-12-1995) risultavano pari a 254 ne segue<BR>che la situazione quantitativa al 31-12-1996 conta, come già indicato, 632<BR>casi di pensione non definiti (di cui 142 per pensione ordinaria e 490 per<BR>prepensionamento).<BR>Per quanto riguarda, infine, il rapporto esistente tra il numero delle<BR>pensioni in corso di godimento ed il numero degli iscritti è di interesse<BR>l’informazione che fornisce la tabella retrospettiva C.<BR>Come si può rilevare dalla stessa tabella, nel 1996 si è registrato un<BR>ulteriore consistente calo nel numero degli attivi: il rapporto, come già <BR>detto in precedenza, è 145,92.<BR>Sui dati contabili<BR>Dalla lettura del Bilancio, chiuso al 31121996, si evidenzia nel conto<BR>economico una differenza passiva di L. 34.816.748.120, il cui controvalore<BR>è stato coperto mediante corrispondente riduzione dei fondi a garanzia<BR>prestazioni.<BR>Tale disavanzo è dovuto principalmente alla non incidenza, tra le poste<BR>attive, di L. 23.078.982.668 per contributi a capitalizzazione oltre a L.<BR>1.996.508.684, per interessi, scaturiti dall’applicazione dei criteri<BR>stabiliti dal Consiglio di Amministrazione con la sua delibera del 26 marzo<BR>1996, accreditati direttamente ai conti individuali accesi in regime di<BR>capitalizzazione.<BR>Ulteriore causa del disavanzo deve essere individuata nell’incremento degli<BR>oneri per prestazioni dovuto all’aumento del numero dei pensionati, mentre<BR>i contributi, pur misurando un leggero incremento in confronto dell’anno<BR>precedente, si riferiscono ad una popolazione attiva ancora in diminuzione.<BR>Dello stato patrimoniale<BR>Le cifre esposte sul bilancio contabile pongono in chiara evidenza i<BR>risultati della gestione. Nella relazione vengono illustrati i dati<BR>contabili più significativi. Il saldo passivo del conto economico è stato,<BR>come già riferito, portato in diminuzione dei fondi a garanzia delle<BR>prestazioni.<BR>Del conto economico<BR>Nelle entrate, il gettito contributivo dell’anno è stato di L.<BR>42.581.145.883, per la quota di solidarietà del 7%, e di L. 23.078.982.668<BR>per la quota a capitalizzazione del 3,80%. Per l’anno 1995, detti<BR>contributi erano stati rispettivamente pari a L. 22.879.912.705. Si rileva<BR>quindi nel 1996 un incremento complessivo di L. 595.249.842, pari allo<BR>0,91%, dovuto all’aumento della retribuzione media del 6,53%, come<BR>evidenziato nella parte tecnica della presente relazione, con effetti<BR>compensativi rispetto al calo degli iscritti.<BR>Le riserve matematiche derivanti dalle domande di prepensionamento sono<BR>state di L. 40.928.131.000,<BR>mentre per l’anno 1995 erano risultate pari a L. 41.070.305.887, con una<BR>diminuzione dello 0,35%.<BR>Le entrate finanziarie derivano da:<BR>ricavi su operazioni in titoli L. 10.776.148.217 (nel 1995 L. 11.340.230.903);<BR>interessi bancari L. 630.628.560 (nel 1995 L. 559.011.190);<BR>interessi di mora e dilazione L. 1.631.571.552 (nel 1995 L. 1.302.354.043).<BR>In complesso, le entrate finanziarie 1996 risultano diminuite rispetto a<BR>quelle del 1995 dell’1,25%.<BR>In uscita, le prestazioni per l’anno 1996 ammontano a L.83.590.819.234 per<BR>la gestione ordinaria, a L.25.847.932.910 per la gestione prepensionamento,<BR>e a L. 122.556.541 per la gestione a capitalizzazione, mentre nell’anno<BR>1995 sono state, rispettivamente, di L.80 miliardi 133.116.623, di L.25<BR>miliardi 703.262.463 e di L.20.956.050.<BR>Le prestazioni erogate nel 1996 sono maggiori di quelle erogate nel 1995, per:<BR>un valore assoluto di L. 3.703.973.549;<BR>un valore relativo del 3,50%.<BR>Il saldo della gestione prepensionamento tra le contribuzioni e le<BR>prestazioni, relativamente al 1996, è risultato positivo per L. 15.080<BR>milioni; si sottolinea che detto saldo discende da contributi che in<BR>effetti si riferiscono a riserve matematiche prospettive le cui<BR>determinazioni si risolvono con riferimento a quote pluriennali.<BR>L’ammontare complessivo delle spese di gestione (esclusi gli ammortamenti)<BR>è stato di L. 4.742.800.043; da tale ammontare deriva un’aliquota del 3,96%<BR>in rapporto al totale delle entrate (per l’esercizio 1995, l’aliquota era<BR>risultata del 3,76%).<BR>* * *<BR>Nelle brevi considerazioni finali, la relazione fa osservare come tutto<BR>quanto in essa esposto documenta l’attenzione scrupolosa ed il controllo<BR>costante che il Comitato esecutivo, con la collaborazione degli Uffici, ha<BR>assicurato allo svolgersi dell’esercizio.<BR>Passa, quindi, a far rilevare come ancora una volta ci si deve lamentare<BR>che le norme regolamentatrici del decreto legislativo n. 124, sulla<BR>previdenza complementare, a quattro anni di distanza, sono state emanate<BR>solo in parte. Infatti ad oggi, nonostante i numerosi accordi sindacali<BR>intervenuti, non risultano costituiti nuovi fondi pensione.<BR>Quelli esistenti alla data della legge, come il nostro, hanno proseguito la<BR>loro attività adottando le norme della legge 124 per le quali non erano<BR>previste procedure regolamentari per la loro attuazione. Il Fondo ha<BR>applicato la deroga concessa dalla Commissione di vigilanza nell’anno 1995.<BR>Nella redazione dei bilanci e nella tenuta della contabilità , si è<BR>mantenuto il medesimo impianto del precedente anno, utilizzando criteri<BR>della massima chiarezza e trasparenza. La relazione conclude con un cenno<BR>di ringraziamento a dirigenti ed impiegati per il loro impegno intelligente<BR>ed operoso.<BR>Chiusa la discussione sul bilancio, il Presidente ha invitato i Consiglieri<BR>a pronunciarsi sul medesimo e sulla relazione del Comitato esecutivo.<BR>Entrambi i documenti sono stati approvati all’unanimità .
