I livelli di occupazione fra i poligrafici europei

In Irlanda, i tipografi all’interno del sindacato<BR>Irish Print Union erano circa 180-200, mentre non sono stati forniti dati<BR>relativi agli iscritti al National Graphical Association. Nel corso degli<BR>ultimi quindici anni il numero dei tipografi impiegati nell’industria della<BR>stampa è andato progressivamente calando, in funzione della introduzione<BR>delle tecnologie informatiche che consentivano l’input diretto dei dati. In<BR>linea generale, comunque, queste contrazioni di occupazione sono state<BR>raggiunte attraverso ammortizzatori sociali.<BR>In Danimarca, nel 1993, i lavoratori grafici delle sole aziende aderenti<BR>alla Associazione Danese degli Editori di Giornali (35 testate su 42) erano<BR>992. La serie storica dei livelli occupazionali poligrafici nell’industria<BR>dei quotidiani della Danimarca, dal 1984, mostra una flessione quasi<BR>ininterrotta:<BR>In Germania, nel 1990, erano occupati 23.379 tipografi. Al 31 dicembre 1977<BR>i tipografi addetti erano 25.694, mentre dieci anni dopo, nel dicembre<BR>dell’87, il numero era sceso a 24.469 unità. Le nuove tecnologie produttive<BR>hanno richiesto e richiedono lavoratori maggiormente qualificati e, allo<BR>stesso tempo, si continuerà a registrare una contrazione dei livelli<BR>occupazionali all’interno degli addetti alla produzione. Questi trend<BR>prevedibili subiranno una accelerazione ulteriore se il livello delle<BR>retribuzioni crescerà se gli investimenti pubblicitari sui quotidiani<BR>continueranno a calare.<BR>In Francia, nel 1992, il numero globale dei lavoratori grafici<BR>nell’industria dei quotidiani era di 11.000, dei quali 9.000 impiegati<BR>presso le testate regionali e 2.000 in quelle Parigine, o nazionali. Il<BR>numero di questi ultimi è andato rapidamente diminuendo nel corso degli<BR>ultimi cinque anni. I rappresentanti dei lavoratori grafici per l’industria<BR>dei quotidiani Parigini sono organizzati attorno a diversi nuclei di<BR>attività: tastieristi, correzione delle copie, arti grafiche, fotografia,<BR>creazione delle lastre ed attività di stampa. Il numero di tastieristi e<BR>dei correttori di bozze è in calo a causa dell’introduzione<BR>dell’informatica per tutte le attività di pre press.<BR>In Olanda, nel 1992, i tipografi operai erano circa 4.000, e circa 4.800 i<BR>quadri e gli amministrativi.<BR>In Inghilterra, alla fine del 1991, lo staff di produzione che lavorava<BR>nella stampa regionale raggiungeva le 8.000 unità, e lo staff degli<BR>impiegati amministrativi e commerciali raggiungeva le 11.100 unità. Alla<BR>fine del 1980, oltre dieci anni fa, il totale equivalente degli addetti<BR>alla produzione era di 19.603 unità (non sono disponibili facilmente dati<BR>relativi agli amministrativi ed ai commerciali per quell’epoca, ma il<BR>numero di addetti in quel settore si è mantenuto relativamente stabile nel<BR>tempo, salvo ultimamente per effetto della recessione.<BR>Il 60% di riduzione fra gli addetti all’area produttiva, che si è<BR>realizzato nel corso del periodo 1980/1993, è dovuto all’introduzione di<BR>nuove tecnologie e ad una diversa caratteristica della manodopera occupata,<BR>soprattutto nell’area di preparazione. Molte delle nuove assunte sono donne<BR>che lavorano part time, prima pressochè sconosciute nel tradizionale<BR>reparto di composizione. Va sottolineato che, d’accordo con le leggi sul<BR>lavoro del Regno Unito, non vi sono richieste che gli impiegati riconoscano<BR>o discutano collettivamente con i sindacati se non lo desiderano. Un<BR>sindacato con il 100% dei lavoratori dipendenti all’interno dei propri<BR>associati non ha alcun diritto ad essere riconosciuto da parte delle<BR>imprese. Nel 1992, il 75% delle imprese associate alla Newspaper Society,<BR>l’Associazione degli Editori Inglesi di Quotidiani Regionali e Locali, non<BR>riconosceva più i sindacati per la contrattazione collettiva. La bilancia<BR>del rimanente 25% mantiene ancora mantiene accordi a livello di<BR>contrattazione aziendale sia con il GPMU (creato dalla fusione della NGA<BR>con il SOGAT) per lo staff di produzione, sia con il sindacato IOJ, molto<BR>più piccolo, per i giornalisti.